La parola “aura” non va confusa con “aurea”. L’aura non è necessariamente fatta d’oro, di per sé non vuol dire altro che “aria”, solo in un modo più “aulico”. Però, già nell’uso lirico che si trova di frequente, tanto pere dirne uno, in Petrarca, vediamo che non è poi proprio la semplice aria in cui tutti i comuni mortali sono immersi. L’aura petrarchesca accompagna ‒ anche per ragioni di omofonia ‒ l’apparizione o il ricordo della amata Laura, magari accarezzando i suoi “capei d’oro” oppure muovendo “soavemente” le fronde e tutto il paesaggio intorno. Si tratta di un’atmosfera e pure di un genere speciale, quella che, quando la percepiamo, diciamo che si crea (“si crea un’atmosfera”): ed è qualcosa che caratterizza allora un luogo speciale e fuori dell’ordinario, sicché quest’aura, nonché aulica, può davvero diventare “aurea”, in quanto conferisce valore come una effusione dorata. Se l’aria in genere è necessaria per vivere, l’aura parrebbe favorire un soffio particolare, che non a caso di chiama ispirazione e si condensa non nel qualunque respiro, ma nell’arsi e tesi del verso della poesia. Continua a leggere Aura fritta
Tutti gli articoli di francescomuzzioli
Lubrano: poesia e eros
Torna a stretto giro Carmine Lubrano con due nuove pubblicazioni: un suo libro di versi, intitolato innamoramentum de la sposa barocca, affidato all’editore D’Ambrosio e un nuovo numero del Lab-Oratorio di “Terra del fuoco” che figura come nuovo volume del titolo un’altra (possibile) avanguardia. Sono entrambi di grande formato, costruiti con una attenta intersezione di parole e di immagini in collage, secondo lo stile tipico dell’autore, quindi con spiccato valore visivo. Perché questa scrittura deve tenersi sempre in movimento, pressoché frenetico e sotto pressione di passione. Fin dal titolo l’innamoramentum la pone all’insegna dell’eros: «carmen carnale» o «carmecoito» che sia, il testo poetico di Lubrano si colloca esplicitamente lungo la linea della trasgressione, eminentemente antiperbenista e antiborghese, quella pulsione al “ritorno del represso” che non è solo surrealista, ma che nel surrealismo ha esplicitato in tutta evidenza la sua vocazione rivoluzionaria. Continua a leggere Lubrano: poesia e eros
Viva la statistica!
VIVA LA STATISTICA! Lo diceva Leopardi nel suo Dialogo di Tristano e di un amico, davvero lungimirante, tanto che quando parla del “secolo”, ci sembra proprio che sia il nostro. Sentiamolo:
Amico mio, questo secolo è un secolo di ragazzi, e i pochissimi uomini che rimangono, si debbono andare a nascondere per vergogna, come quello che camminava diritto in paese di zoppi. E questi buoni ragazzi vogliono fare in ogni cosa quello che negli altri tempi hanno fatto gli uomini, e farlo appunto da ragazzi, così ad un tratto, senza altre fatiche preparatorie. Anzi vogliono che il grado al quale è pervenuta la civiltà, e che l’indole del tempo presente e futuro, assolvano essi e loro successori in perpetuo da ogni necessità di sudori e fatiche lunghe per divenire atti alle cose. Mi diceva, pochi giorni sono, un mio amico, uomo di maneggi e di faccende, che anche la mediocrità è divenuta rarissima; quasi tutti sono inetti, quasi tutti insufficienti a quegli uffici o a quegli esercizi a cui necessità o fortuna o elezione gli ha destinati. In ciò mi pare che consista in parte la differenza ch’è da questo agli altri secoli. In tutti gli altri, come in questo, il grande è stato rarissimo; ma negli altri la mediocrità ha tenuto il campo; in questo la nullità. Onde è tale il romore e la confusione, volendo tutti esser tutto, che non si fa nessuna attenzione ai pochi grandi che pure credo che vi sieno; ai quali, nell’immensa moltitudine de’ concorrenti, non è più possibile di aprirsi una via. E così, mentre tutti gl’infimi si credono illustri, l’oscurità e la nullità dell’esito diviene il fato comune e degl’infimi e de’ sommi. Ma viva la statistica! vivano le scienze economiche, morali e politiche, le enciclopedie portatili, i manuali, e le tante belle creazioni del nostro secolo! Continua a leggere Viva la statistica!
Malacoda sul Partito Comunista
Adesso quel diavolo di Malacoda è andato a mettere la sua appendice indiscreta nella questione del comunismo.
E di “appendice” proprio si tratta, alla lettera, in quanto la rivista online “Malacoda”, diretta da Mario Quattrucci ha raccolto un nutrito gruppo di interventi sul Partito Comunista in un inserto speciale 100 anni di PCI che si è aggiunto al suo primo numero del 2021, già messo in rete da alcuni giorni. È, come si conviene, un insieme molto variegato di contributi non solo di tipo storico e politico, ma anche di taglio più creativo come pure riguardanti i rapporti con le arti. Ci sono diverse prospettiva e differenti bilanci; questo è giusto: è bene che di comunismo si parli oggi in molti modi. Continua a leggere Malacoda sul Partito Comunista
Incontro con Marcello Carlino
Il nuovo ciclo di seminari della LUNA, dedicato al “romanzo anomalo” si è aperto con un incontro con Marcello Carlino, svoltosi – come altre volte ‒ in forma di colloquio-intervista- dibattito.
Per chi volesse ascoltare o riascoltare l’incontro:
Nel corso del seminario, Carlino ha svolto alcune indicazioni di fondo partendo dallo stato attuale di degrado del romanzo, così come è determinato dagli standard commerciali vigenti nell’editoria e tornando a proporre vari elementi di “anomalia”, cioè di differenza e alternativa per una narrazione degna dello statuto letterario, o anche solamente di inventiva, vitalità e “intelligenza”. Continua a leggere Incontro con Marcello Carlino
Scritture della catastrofe di nuovo in libreria
L’editore Meltemi ripropone il mio libro Scritture della catastrofe, già pubblicato in prima edizione nel 2007. La nuova versione è stata rivista, corretta e aggiornata, dato il periodo intercorso. Il clima determinato dalla pandemia ha indubbiamente inciso sul ritorno di questo “viaggio tra le distopie” che tocca diversi aspetti divenuti, purtroppo, d’attualità. Tuttavia il genere (o sottogenere) distopico non vale soltanto in quanto la sua visione del futuro si sta dimostrando azzeccata, ma soprattutto per la sua impostazione particolare che, puntando sul peggioramento del presente, “distorce”, per così dire, i generi confinanti, il fantastico e la fantascienza, e utilizza anche, a buon bisogno, l’allegoria e l’umorismo, mettendo sotto gli occhi l’avvertimento di cosa avverrà se tutto continua così.
Il libro percorre passo passo gli incubi letterari, dai più ai meno famosi, di diverse letterature. La rassegna dell’evoluzione e delle tipologie delle scritture distopiche serve a farne comprendere meglio la funzione, che è essenzialmente esortativa (la distopia rappresenta qualcosa che non vuole veder realizzata) e la posizione nel sistema odierno dei generi letterari. Continua a leggere Scritture della catastrofe di nuovo in libreria