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Amendola interviene sul “paesaggio sonoro”

Ricevo e pubblico volentieri un nuovo scritto di Antonio Amendola, anche questa volta dedicato all’arte del suono.

LA VOCE NEL PAESAGGIO SONORO

Anche nel paesaggio sonoro possiamo notare un evidente e sostanziale incontro tra monodia e polifonia, un rumore, un suono, una voce presentano altri materiali che si stratificano, creando, spesso sovrapposizioni con infinite possibilità. Un paesaggio sonoro si caratterizza per dei segnali, delle impronte, delle toniche, un variegato mosaico di presenze sonore, come dentro un film si possono notare primi piani, campi lunghi, controcampi e piani-sequenze. Continua a leggere Amendola interviene sul “paesaggio sonoro”

Interviene Contiliano: Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Ricevo e pubblico un nuovo intervento di Nino Contiliano:

Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Un vecchio adagio recita: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Così se la rivoluzione post-fordista dell’economia capitalistica si è riciclata attraverso l’economia della conoscenza, quella codificata degli sviluppi della cybernetica e della tecnologia digitale open source (sempre più avanzata e personalizzata nei luoghi, nella tempistica e nelle prestazioni), il cuore del suo vizio capitalistico – la logica del valore privatizzato (oggi global value chain, e shared value), o la ricerca del business/profitti come valore condiviso – è rimasto immobile. Condivisione. Parola magica. La magia che imbriglia e imbroglia gli stessi produttori del valore, gli sfruttati. Neanche riciclati. Coinvolti nella catena della valorizzazione fino all’esaurimento della forza creativa, sono imbavagliati, svalorizzati e poi, esauriti, pronti per la discarica usa-e-getta.

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Un contributo di Antonio Amendola sulla voce di Mina

In questo articolo Antonio Amendola continua la sua esplorazione dedicata ai campioni della voce.

LA PRESENZA  ACUSMATICA DELLA VOCE DI MINA

Mina cantante dalle infinite possibilità per agilità dinamismo, pronuncia, estensione, da più di quarant’anni ha escluso la sua presenza fisica al mondo per restituirci interamente la sua voce e la sua vocalità attraverso soltanto l’ascolto dei suoi lavori in studio, creando così una forte presenza acusmatica. Far sentire il suono della voce senza vedere la sorgente ovvero il suo corpo, questo la pone decisamente in una posizione d’avanguardia: se la voce coincide con il corpo, il suo significato si amplifica in un nuovo contesto.

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Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Ricevo da Nino Contiliano un intervento che parte dalla emergenza dell’oggi per ripensare e riattingere la teoria brechtiana delle “5 difficoltà” . Lo pubblico con molto piacere (per me Brecht è sempre il massimo).

 

Dalle 5 difficoltà di scrivere la verità di B. Brecht

Una funzione ψ anomala

 

Economie, società ed esistenze individuali e di gruppo nel mondo cibernetico-digitalizzato capitalistico sono in continuo trapasso da un ipse dixit a un altro, un flusso di news, di diagrammi e curve affatto neutrali. Un flusso di informazioni e comunicazioni che, mediato dall’interfaccia tra robotica e bionica, denota e connota una situazione d’emergenza permanente, un vero e nuovo stato d’eccezione come pratica di governo e gestione dispotica e distopica generalizzata. Nessuna progettualità e stabilità politica né a breve né a lungo termine è possibile, a meno che non sia quella di un’ininterrotta conflittualità politica (in genere) dell’arte, della letteratura e della poesia. Continua a leggere Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Un contributo di Mario Quattrucci: Donatello espressionista

Ricevo da Mario Quattrucci, direttore di “Malacoda”, poeta e narratore, nonché amico di lunga data, questo articolo che legge la storia dell’arte in prospettiva attualizzante. 

Donatello espressionista

Alberto Angela in TV: Notte a Firenze. Tra le altre meraviglie (e curiosità) mostra davvicino i due pulpiti di Donatello in S. Lorenzo. Uno in corso di restauro, ed è molto interessante apprendere di cosa si tratti: stato dell’opera e tecniche applicate. L’altro, il Pulpito della Resurrezione, ormai restaurato.
Emozionante, entusiasmante scoperta. Quando lo vidi la prima volta, credo cinquanta anni fa, non ero in grado di capire. Diversi anni dopo, però, vidi la Maddalena penitente e allora il mio pensiero sull’espressionismo e il novecentismo di certi Grandi Artisti  del passato − Donatello, Masaccio e poi il vecchio Tiziano, e poi… − cominciò a formarsi.
1460. Donatello è vecchio, oltre i 70, già malato, di lì a sei anni, solo e nonostante i lauti guadagni con 31 fiorini di debito, salirà sul treno della notte.

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