Archivi categoria: Special Guests

Un contributo di Antonio Amendola sulla voce di Mina

In questo articolo Antonio Amendola continua la sua esplorazione dedicata ai campioni della voce.

LA PRESENZA  ACUSMATICA DELLA VOCE DI MINA

Mina cantante dalle infinite possibilità per agilità dinamismo, pronuncia, estensione, da più di quarant’anni ha escluso la sua presenza fisica al mondo per restituirci interamente la sua voce e la sua vocalità attraverso soltanto l’ascolto dei suoi lavori in studio, creando così una forte presenza acusmatica. Far sentire il suono della voce senza vedere la sorgente ovvero il suo corpo, questo la pone decisamente in una posizione d’avanguardia: se la voce coincide con il corpo, il suo significato si amplifica in un nuovo contesto.

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Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Ricevo da Nino Contiliano un intervento che parte dalla emergenza dell’oggi per ripensare e riattingere la teoria brechtiana delle “5 difficoltà” . Lo pubblico con molto piacere (per me Brecht è sempre il massimo).

 

Dalle 5 difficoltà di scrivere la verità di B. Brecht

Una funzione ψ anomala

 

Economie, società ed esistenze individuali e di gruppo nel mondo cibernetico-digitalizzato capitalistico sono in continuo trapasso da un ipse dixit a un altro, un flusso di news, di diagrammi e curve affatto neutrali. Un flusso di informazioni e comunicazioni che, mediato dall’interfaccia tra robotica e bionica, denota e connota una situazione d’emergenza permanente, un vero e nuovo stato d’eccezione come pratica di governo e gestione dispotica e distopica generalizzata. Nessuna progettualità e stabilità politica né a breve né a lungo termine è possibile, a meno che non sia quella di un’ininterrotta conflittualità politica (in genere) dell’arte, della letteratura e della poesia. Continua a leggere Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Un contributo di Mario Quattrucci: Donatello espressionista

Ricevo da Mario Quattrucci, direttore di “Malacoda”, poeta e narratore, nonché amico di lunga data, questo articolo che legge la storia dell’arte in prospettiva attualizzante. 

Donatello espressionista

Alberto Angela in TV: Notte a Firenze. Tra le altre meraviglie (e curiosità) mostra davvicino i due pulpiti di Donatello in S. Lorenzo. Uno in corso di restauro, ed è molto interessante apprendere di cosa si tratti: stato dell’opera e tecniche applicate. L’altro, il Pulpito della Resurrezione, ormai restaurato.
Emozionante, entusiasmante scoperta. Quando lo vidi la prima volta, credo cinquanta anni fa, non ero in grado di capire. Diversi anni dopo, però, vidi la Maddalena penitente e allora il mio pensiero sull’espressionismo e il novecentismo di certi Grandi Artisti  del passato − Donatello, Masaccio e poi il vecchio Tiziano, e poi… − cominciò a formarsi.
1460. Donatello è vecchio, oltre i 70, già malato, di lì a sei anni, solo e nonostante i lauti guadagni con 31 fiorini di debito, salirà sul treno della notte.

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Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi

Ricevo e pubblico volentieri una recensione di Marco Buzzi Maresca al libro di poesie di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare. Si tratta della raccolta di un giovane autore che è interessante seguire (per parte mia, ho scritto l’introduzione al libro).

Marco Buzzi Maresca, Un poema spoematico

 Il passaggio da un semplice assaggio di lettura alla dialogica innestata dalla presentazione in pubblico ha stimolato in me il desiderio di dire qualcosa a proposito del denso tentativo poetico di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare – poema (Oèdipus, 2019).
Il testo e l’operazione in generale si pongono un obiettivo piuttosto ambizioso, ossia interrogare l’interrogabilità stessa dell’essere, ancor prima della sua dicibilità.
E diciamo, in un certo senso ‒ attraverso una fusione a freddo, cioè a una tetragona e ossessiva decostruzione (prima e oltre che degli strumenti, del linguaggio e della retorica) del decostruzionismo stesso ‒ si pone l’obiettivo di attraversarlo e superarlo, per costruire nel nulla, per ossimorica che possa sembrare l’operazione. Continua a leggere Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi

Politicità dello sperimentalismo: un intervento di Lamberto Pignotti

In risposta agli articoli su “Sperimentalismo” e “politicità“, ricevo questo intervento di Lambeto Pignotti, che pubblico volentieri. Che si apra il dibattito!

Non è raro, ed è anzi usuale, che quando si affrontano temi culturali e argomenti letterari in modo non proprio semplicistico e con qualche ripensamento, ci si trovi di fronte a reazioni di insofferenza o addirittura colpevolizzanti. C’è sempre qualcos’altro da fare, c’è sempre qualcosa di più impellente cui pensare. Chi se ne frega, ad esempio, della politicità della letteratura, di che cosa si intende con sperimentalismo, del giudizio di valore, del divenire dei rapporti culturali e sociali, eccetera, eccetera, dato che c’è la crisi economica galoppante, la situazione internazionale ingarbugliata, il terrorismo, la mafia, la droga, l’inquinamento, il coronavirus… Continua a leggere Politicità dello sperimentalismo: un intervento di Lamberto Pignotti

Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi

In questi giorni gira in TV un orrendo spot con una banalissima lettura dell’Infinito. Risolleviamoci con questo saggio breve inviato da Antonino Contiliano.

E se un giorno per l’infinito leopardiano girasse “0 = ∞”, o “∞ ↔ 0”?

 

Se le grandezze evanescenti o infinitesimali della logica matematica hanno reso possibile e paradossale la scienza stessa dei numeri e della natura materiale delle cose, cui si applicano, e fino alla formula delle grandezze come «0 = ∞», è irragionevole logica estetica pensare (in analogia) di utilizzare la stessa formula concettuale per cogliere lo stesso potenziale informativo colto dal linguaggio della poesia con la logica paradossale degli stessi ossimori (preso, non preso; grande, non grande) che ne alimentano la creatività? Continua a leggere Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi