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I seminari della LUNA: introduzione all’allegoria

I seminari della LUNA sono ripresi, ancora sulla piattaforma Zoom, con una introduzione sul tema dell’allegoria, che poi sarà oggetto dei successivi incontri, da qui alla fine dell’anno. Preventivamente la nozione di allegoria è stata messa a fuoco in tutti i suoi risvolti e addentellati, confrontandola con il realismo, l’estetica, il simbolo, l’avanguardia, nonché con le stesse divisioni interne tra allegoria dalla parte dell’autore e dalla parte dell’interprete, personificazione in senso stretto e allegoria in senso stretto, ecc., tenendo sempre presente il dibattito passato e recente. Per chi volesse, ecco la registrazione del seminario:

Si comunica che il prossimo seminario, previsto per il 14 ottobre prossimo, sempre alle ore 17, verterà sul testo di Gian Pietro Lucini, Monologo del Don Juan. Il testo verrà fornito anticipatamente a tutti gli interessati

30/09/2020

La LUNA di settembre

Si riparte! E ripartono anche i seminari della LUNA, con un programma autunno-inverno tutto nuovo. Ripartono, però, con qualche prudenza, per questo mese almeno ancora a distanza sulla piattaforma Zoom. I successivi incontri verranno comunicati più avanti con date e modalità ancora da fissare. Ma se le modalità sono incerte e in attesa di scioglimento il programma invece è già pronto. Sarà impostato sulla riflessione intorno all’allegoria, introdotta nel primo incontro attraverso tutta una serie di confronti teorici con le nozioni concorrenti (realismo, simbolo, personificazione) e con una discussione delle teorie più recenti, ad esempio il libro di Jameson del quale mi sono occupato abbondantemente in questo sito.
La data d’inizio sarà il 29 settembre (non ho resistito al richiamo di “Seduto in quel caffè”…), ore 17. Chi volesse essere incluso tra i partecipanti può iscriversi con il modulo presente nella sezione LUNA (colonna di destra).

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Jameson e l’allegoria 4

Termina con questa terza puntata la discussione sull’allegoria a partire dal libro di Fredric Jameson Allegory and Ideology. La prima puntata ha riguardato soprattutto la distinzione tra la personificazione (che è semplificatrice e porta a immagini stereotipate) e l’allegoria a “quattro livelli”, che è, invece, secondo l’autore, polisensa e creativa. Nella seconda puntata si è ragionato sulla differenza tra la prospettiva dell’interprete e quella del produttore del testo, quindi sulla possibilità di una tendenza allegorica. Nella terza si è affronta una questione nodale in Jameson, cioè la differenza tra moderno e postmoderno. Rimane da considerare, con una breve appendice, l’uso del “quadrato semiotico” di Greimas che in Jameson prende nuova vita, anche al di là dell’impostazione strutturalista. I 4 sensi dell’allegoria, il quadrato semiotico: non potevo evitare di parlarne in 4 puntate…

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Numerologia del quattro

Nel libro di Jameson, Allegory and Ideology, campeggia il ricorso al numero quattro, nettamente preferito al tre, quindi con distacco da una certa dialettica triadica. Ai quattro livelli dell’allegoria si sovrappone spesso e volentieri il “quadrato semiotico” elaborato da Algirdas Greimas, uno dei punti più alti della stagione strutturalista. Il quadrato semiotico ‒ per chi ne fosse digiuno ‒ è un modo per organizzare la materia (culturale o letteraria), articolandola secondo logica.

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Jameson e l’allegoria 3

Continua con questa terza puntata la discussione sull’allegoria a partire dal libro di Fredric Jameson, Allegory and Ideology. La prima puntata ha riguardato soprattutto la distinzione tra la personificazione (che è semplificatrice e porta a immagini stereotipate) e l’allegoria a “quattro livelli”, che è, invece, secondo Jameson, polisensa e creativa. Nella seconda puntata si è ragionato sulla differenza tra la prospettiva dell’interprete e quella del produttore del testo, quindi sulla possibilità di una tendenza allegorica. In questa terza si affronta una questione nodale in Jameson, cioè la differenza tra moderno e postmoderno.

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Moderno-postmoderno, ripensamenti e rimozioni

Il clima del postmoderno è stato favorevole alla ripresa dell’allegoria. Intanto perché, promulgando la “felice riscrittura”, un po’ come un manierismo generalizzato, poteva rimettere in campo tutte le “baroccaggini”; ma anche perché, perdendo la fiducia nella realtà, ne diventavano possibili tutti i travestimenti. “Non ci sono fatti, ma solo interpretazioni”, “sognare sapendo di sognare” e altre formule nicciane tornate di moda portavano a non disdegnare le inverosimiglianze allegoriche. Nella prospettiva della decostruzione ‒ da non confondere con il postmoderno, ma indubbiamente radicata nella sua temperie ‒ l’allegoria, insieme all’ironia, erano privilegiate come prova della instabilità dei significati. Quanto a Jameson, nel suo volumone in materia (Postmodernismo, ovvero La logica culturale del tardo capitalismo, 1991, trad. Fazi, 2007), teorizzava il passaggio da una allegoria “verticale” a una “orizzontale”, propria quest’ultima del postmoderno («le nuove strutture allegoriche sono postmoderne e non si possono esprimere senza l’allegoria del postmoderno»), attesa più che alle «etichette concettuali» alle relazioni e alla loro mobilità. Continua a leggere Jameson e l’allegoria 3

Seminario incontro con Sandro Sproccati

Con il seminario incontro dedicato a Sandro Sproccati in collegamento da Pontoise presso Parigi si conclude il breve ciclo di “LUNA a largo raggio” e con esso l’attività della LUNA per il suo primo trimestre. I seminari riprenderanno in settembre, dopo la pausa estiva, in modalità che verranno decise sul momento tenendo conto della situazione sanitaria, sperando di poter ritornare “in presenza”, anche se le modalità di collegamento a distanza, che hanno consentito questi “colloqui internazionali”, potranno sempre essere riprese in casi particolari.
Intanto, l’intero seminario di ieri può essere ascoltato in questa registrazione:

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Jameson e l’allegoria 2

Continua con questa seconda puntata la discussione sull’allegoria a partire dal libro di Fredric Jameson, Allegory and Ideology. La prima puntata ha riguardato soprattutto la distinzione tra la personificazione (che è semplificatrice e porta a immagini stereotipate) e l’allegoria a “quattro livelli”, che è, invece, secondo l’autore, polisensa e creativa.

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Interpretazione e produzione

Nella lunga storia dell’allegoria si sovrappongono due linee diverse, una creativa e l’altra interpretativa. La linea creativa è quella dell’allegorista che usa la fantasia per rappresentare un’idea attraverso un personaggio, un animale, un oggetto, costruendo un mondo “impossibile”, in buona misura irrealistico. La linea interpretativa è quella dell’esegesi: c’è un testo che non si addice più alla cultura attuale, ma che non può essere abbandonato, ecco allora che l’interpretazione allegorica lo adatta al nuovo contesto (così fecero i greci con Omero e i cristiani con l’Antico Testamento). Nella situazione moderna, in cui le allegorie sono per lo più immagini enigmatiche “senza chiave” esplicita (per esempio, i dipinti di Bosch o i racconti di Kafka), l’allegoria sembra tornare in mano all’interpretazione, quindi con alto rischio di arbitrarietà, cioè di vedere qualcosa che l’autore non aveva per niente in mente.

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