Archivi categoria: Chi lo dice?

Lo dice Sanguineti

Mi pare urgente fare un appello al non pianto, fare un elogio del cinema che non fa piangere. Ritornando sulla grandezza di Ejzenštejn e Dreyer, affermo a loro elogio che credo non facciano mai piangere. Quando vedo il finale di Paisà sono mille le cose che mi vengono in mente, ma sicuramente non mi viene da piangere. Mi fa pensare, mi fa capire, mi fa riflettere sulla realtà, sulle esperienze e sulla vita, ma non mi fa piangere. Che una puttana sentimentale possa piangere vedendo La passione di Giovanna d’Arco lo posso capire, ma siccome non sono una puttana sentimentale mi passa per la testa tutt’altro, e capisco che Godard è in quell’occasione di una perfidia straordinaria: mi pare sia un perfetto esempio del sublime cinismo di Godard, altro regista che non fa piangere. A suo merito, sfido chiunque a piangere guardando una qualsivoglia sequenza di Godard. Fa riflettere, fa pensare, fa ragionare, incita a ripensare la vita, la morte e il mondo. Far piangere è un crimine da reprimere, e non solo in ambito cinematografico.

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Lo dice Lu Xun

— Immagina una casa di ferro senza finestre, praticamente indistruttibile, con tanta gente addormentata sul punto di morire asfissiata. Tu sai che la morte li coglierà nel sonno che quindi non conosceranno le pene dell’agonia. Ora, se tu, con le tue grida, svegli quelli dal sonno piú leggero e costringi questi sfortunati a soffrire il tormento di una morte inevitabile, credi di rendere loro un servigio?
— Se alcuni si svegliano, non puoi piú dire che non ci sia alcuna speranza di distruggere la casa di ferro.

Da Fuga sulla luna

30/07/20

Lo dice Virginia Woolf

Per derisione [derision] – brutta parola, ma, ancora una volta, la lingua inglese è così povera, occorrerebbero nuove parole – s’intende che dovrete rifiutare tutto ciò che serve a far pubblicità al merito, e tener per fermo che il ridicolo, l’oscurità e la disapprovazione sono preferibili, per ragioni psicologiche, alla fama e alla lode. Non appena vi offrono insegne, onorificenze o titoli, sbatteteli subito in viso a chi ve li offre.
Per libertà da fittizi legami di fedeltà s’intende che dovrete liberarvi  in primo luogo dell’orgoglio per la vostra patria; e anche dell’orgoglio per la vostra religione, per la vostra università, scuola, famiglia, sesso, e da tutti i fittizi legami di fedeltà che queste forme di orgoglio creano. Non appena i tentatori si presentano per sedurvi, stracciate le pergamene; rifiutatevi di compilare i moduli.

(da Le tre ghinee)

Lo dice Benjamin

Divorare libri: una metafora singolare, che dà da pensare. In effetti, nessun mondo formale viene a tal punto gustato, ingerito, disgregato e assimilato come la prosa narrativa. Forse è davvero possibile paragonare l’atto del leggere e quello del mangiare. Ovviamente, va tenuta presente soprat­tutto una cosa: il nutrirsi e il mangiare non hanno motivazio­ni del tutto identiche. La più antica teoria dell’alimentazio­ne, tanto più istruttiva per il fatto di partire dall’atto stesso del mangiare, sosteneva che ci nutriamo incorporando lo spirito delle cose mangiate. Continua a leggere Lo dice Benjamin