Archivi categoria: Il libro del giorno

Tutto su Ottonieri

La giovane studiosa Giovanna Lo Monaco, già segnalata su “Critica integrale” per il suo libro sul teatro della neoavanguardia, ha pubblicato ora, per le edizioni ETS, un lavoro critico dedicato a Tommaso Ottonieri; titolo: Tommaso Ottonieri. L’arte plastica della parola. È una monografia completa, ovviamente provvisoria in quanto l’autore è in piena attività, fornita di una bibliografia ampia e dettagliata sia delle opere che dei contributi su di esse, che offre perciò un ritratto a tutto tondo di un autore che si conferma come una delle figure più rappresentative, in verso e in prosa, del panorama contemporaneo, di quello che resta della letteratura al di là della produzione stagionale per il mercato e del dilettantismo fecebookkista. Continua a leggere Tutto su Ottonieri

Palladini: i virus sognano gli uomini

Questo libro era in qualche modo “obbligatorio”. Tanto Marco Palladini ha insistito sul tema del virus (vedi anche la monografia a lui dedicata da Ilenia Appicciafuoco, Nei sentieri della linguavirus), usando il termine per indicare una scrittura ribelle, da infiltrato nei generi letterari e da cronista del dissolvimento sociale, che non poteva ora mancare un confronto con il virus clamoroso che da un anno a questa parte ha ristretto ‒ e ancora restringe mentre scrivo ‒ le nostre esistenze e il mondo intero. Ecco dunque il risultato: I virus sognano gli uomini, edito da Ensamble nella collana diretta da Plinio Perilli che firma la postfazione.
Un romanzo della pandemia, al pari di quelli che si aspettano a iosa? La strada scelta da Palladini lo distingue, intanto, fin dall’inizio dal banale resoconto diaristico per la scelta di narrare in terza persona, dando volto a un personaggio chiamato Lafcadio Morriconi (che compensa la ricercatezza del nome proprio con il cognome popolaresco) e quindi conservando una “riserva di distanza”, malgrado si ritrovino nell’eroe molti dei movimenti di pensiero dell’autore, però insieme ad elementi non coincidenti che lo differenziano. Continua a leggere Palladini: i virus sognano gli uomini

Lubrano: poesia e eros

Torna a stretto giro Carmine Lubrano con due nuove pubblicazioni: un suo libro di versi, intitolato innamoramentum de la sposa barocca, affidato all’editore D’Ambrosio e un nuovo numero del Lab-Oratorio di “Terra del fuoco” che figura come nuovo volume del titolo un’altra (possibile) avanguardia. Sono entrambi di grande formato, costruiti con una attenta intersezione di parole e di immagini in collage, secondo lo stile tipico dell’autore, quindi con spiccato valore visivo. Perché questa scrittura deve tenersi sempre in movimento, pressoché frenetico e sotto pressione di passione. Fin dal titolo l’innamoramentum la pone all’insegna dell’eros: «carmen carnale» o «carmecoito» che sia, il testo poetico di Lubrano si colloca esplicitamente lungo la linea della trasgressione, eminentemente antiperbenista e antiborghese, quella pulsione al “ritorno del represso” che non è solo surrealista, ma che nel surrealismo ha esplicitato in tutta evidenza la sua vocazione rivoluzionaria. Continua a leggere Lubrano: poesia e eros

L’Espressionismo secondo delli Santi

Gaetano delli Santi è artista a tutto campo, dalle arti figurative (pittura, scultura) a quelle letterarie (poesia, ma anche prosa: in prosa c’è un suo voluminosissimo Faust in attesa e in continua espansione). Con una sperimentazione linguistica senza pari, è stato, negli anni Novanta del Novecento, una delle figure di punta del movimento della Terza Ondata (una formula inventata a quei tempi da Bettini e Di Marco e accolta anche da Barilli: oggi purtroppo accaparrata dalla pandemia…). Il suo Fra’ Giordano Bruno redivivo è approdato al teatro nel 2003 per la regia di Claudio Pappalardo e la performance di Giacinto Palmarini (lo si può vedere in filmato). Delli Santi Non ha trascurato nemmeno l’aspetto teorico-critico, basti vedere il suo libro sul Barocco (La forza generativa del Barocco), montato come un vero e proprio ipertesto, anche grazie all’impaginazione dinamica dell’editore Fabio D’Ambrosio. Con il medesimo editore, che è suo collaboratore costante, delli Santi pubblica ora un altrettanto impegnativo Saggio sopra l’espressionismo, anche questo realizzato con l’apporto decisivo delle immagini in un’ottica interdisciplinare che supera i confini non solo delle dimensioni ma anche della pagina stessa fino a riempirne i lati di note e di brevi indicazioni segnaletiche per orientare la lettura.

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Il nuovo libro di Michele Fianco: Delicatisimo

Dopo aver pubblicato lo scorso anno con Aragno Un semplicissimo universo inespanso, che era il consuntivo del suo percorso poetico fino allora, rappresentato per testi esemplari, Michele Fianco ha dato alle stampe da pochissimo un nuovo libro, Delicatisimo, che vuole essere un’opera di ripartenza e di svolta. Già caratterizzato com’è da una forte originalità, Fianco prova a sperimentale una nuova “confezione”, basata su un sotterraneo modello cinematografico. Infatti il libro appena edito da Zona è presentato fin dalla copertina come un film di cui l’autore è il regista (sul frontespizio è scritto «directed by») ed è presente all’interno anche come personaggio con il suo proprio nome. Troppo facile attribuire allora al testo una matrice autobiografica e volervi andare a trovare i corrispettivi esistenziali o sentimentali. Con Fianco bisogna fare molta attenzione: il titolo stesso potrebbe riferirsi a questioni di cuore e sottili patemi, senonché proprio la sottrazione di una “s” al superlativo ‒ visto che, in qualunque modo lo si interpreti, non si tratta di un refuso ‒ sembra precisamente abbassare o comunque sfumare la “delicatezza” degli eventuali contenuti personali.

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La semiotica materialista nelle ricerche di Tran Duc Thao

Tran Duc Thao (1917-1993) è un nome “esotico” ‒ si dovrebbe scrivere Trần Đức Thảo ‒ che si trova citato incidentalmente , ma finora presso di noi è stato trascurato e ignorato.
Si tratta di un filosofo vietnamita formatosi in Francia (rientrato in patria verrà perseguito come dissidente) che, interessato soprattutto al problema del linguaggio e della coscienza, passerà dalla fenomenologia al marxismo, per produrre tre importanti Ricerche sull’origine del linguaggio e della coscienza. Un libro con quel titolo era in progetto all’inizio degli anni Settanta, auspice il nostro Rossi-Landi, ma restò inedito. Meglio tardi che mai, esce adesso dall’editore Mimesis, per la cura di Jacopo D’Alonzo e Andrea D’Urso, autori rispettivamente del saggio iniziale e di quello conclusivo.
Indubbiamente già il paese d’origine dell’autore produce suggestioni e la sua provenienza da un “altrove” culturale ci promette un punto di vista straniante; in effetti l’opera di Thao serve non solo a completare il panorama di un periodo estremamente vivace e appassionato, ma anche a rimettere al centro la prospettiva della semiotica materialistica.

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