Archivi categoria: Appello straordinario

I seminari della LUNA: Le “descrizioni” critiche di Pasolini

Per il nuovo ciclo ā€œApprofondimentiā€, i Seminari della LUNA hanno puntato sul Pasolini critico di Descrizioni di descrizioni, la raccolta di recensioni scritte per la rubrica della rivista ā€œTempoā€ negli ultimi anni dell’autore (1972-1975). ƈ quindi un Pasolini sempre più polemico verso la situazione sociale, ma che, sul piano letterario che gli compete come recensore ā€œserialeā€, ĆØ attentissimo a discriminare valori e disvalori.
Il seminario ĆØ stato condotto da Emanuele Bucci con una lunga relazione che ha evitato la dispersione della quantitĆ  (i pezzi sfiorano il centinaio) ed ha approfondito cinque interventi-campione: quello su Calvino (Le cittĆ  invisibili); quello in morte di Gadda; quelli su Gozzano e Volponi (Corporale) e l’ultimo del libro, quello su Sciascia (Todo modo).
Chi volesse seguire il seminario, può accedere da questo link:

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I seminari della LUNA: Ricerca e conflitto

Dopo alcuni seminari dedicati agli autori dello sperimentalismo e della ricerca ĆØ parso opportuno, a partire dai buoni risultati, aprire un periodo di maggiori approfondimenti e di ulteriori verifiche. A tale fine si ĆØ prestato, intanto, un confronto teorico-terminologico sulle nozioni di ā€œricercaā€ e di ā€œconflittoā€ in ambito di poesia.
Sembrerebbero apparentemente incompatibili, in quanto la ricerca dĆ  un’idea di apertura, mentre il conflitto appare ripiegato nella reazione contro un nemico al quale rischia di finire per assomigliare. La ricerca ĆØ una funzione che qualsiasi poesia dovrebbe comunque avere, pena un insulso conservatorismo, mentre la conflittualitĆ  investe il campo ā€œspecificoā€ con l’esigenza di spezzarlo in due (chi di qua, chi di lĆ ) con una scissione diametrale.
Eppure: ci può essere ricerca senza conflitto? Come fa la ricerca a dichiararsi se non a petto di una ā€œnon ricercaā€ dalla quale esige di staccarsi?

Il seminario può essere seguito cliccando qui:

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I seminari della LUNA: Jameson in lungo e in largo

Il semestre della LUNA si ĆØ chiuso con un seminario speciale interamente dedicato alla figura di Fredric Jameson. Come indica il titolo, Jameson in lungo e in largo, ĆØ stato affrontato l’intero percorso del saggista americano, dagli inizi degli anni Settanta alla scomparsa, avvenuta nel settembre dello scorso anno, passando per le citazioni delle opere principali e i problemi più acuti delle sue sempre sottili argomentazioni.
Un’opera mastodontica e complessa, senza dubbio, che ingloba e mette in comunicazione i diversi metodi critici (dallo strutturalismo alla psicoanalisi, dalla mitocritica alla decostruzione) sotto l’egida di un marxismo rinnovato e duttile che addita l’orizzonte imprescindibile della ā€œstoria dei modi di produzioneā€.
Chi volesse seguire l’intero seminario lo trova a questo link:

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I seminari della LUNA: lo sperimentalismo com’ĆØ (parte 2)

La seconda parte del seminario sullo sperimentalismo com’è ha continuato a procedere, sempre per forza di cose su minime campionature, alla ricerca di percorsi e di segnali tendenziosi, tanto più difficili da rilevare in un’epoca che ha volutamente disimparato a pensare per tendenze.
Visto che non vengono ormai più, se non assai raramente, elaborate in gruppo e esposte in pubblico, ed anche le dichiarazioni di poetica vengono spesso evitate, non resta al critico volenteroso che ricavarsele da sĆ©, le tendenze, per lo meno nella forma della ā€œpoetica implicitaā€.
La seconda parte della discussione sull’ipotesi di uno sperimentalismo odierno si ĆØ svolta partire da due relazioni: quella di Sarah Pierozzi ha presentato un raffronto tra Paradiso e Oggettistica, cioĆØ le due opere recenti di Stefano Dal Bianco e Marco Giovenale; mentre quella di Federica Ruggiero si ĆØ spostata geograficamente verso un autore straniero, Ilya Kaminsky, attivo in USA ma originario dell’Ucraina, e il suo poema per frammenti intitolato Deaf Republic (Repubblica sorda).
Chi volesse ascoltare la registrazione dell’incontro, la trova su Youtube a questo link:

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I seminari della LUNA: Lo sperimentalismo com’ĆØ (1 parte)

Il ciclo di seminari sullo sperimentalismo ha compiuto un passo avanti, forse fin troppo avanti. Infatti, finchĆ© ricostruiamo lo sperimentalismo negli anni Sessanta del Novecento e loro dintorni, siamo abbastanza sul sicuro. Abbiamo un contesto in cui la nozione si chiarisce e abbiamo autori che, bene o male, vi si riferiscono. Ma spostarsi sull’attualitĆ  ĆØ per forza di cose problematico. Di sperimentalismo nessuno parla più, se non in termini dispregiativi come se fosse soltanto una meccanica arida e priva di capacitĆ  inventive. ƈ vero che negli ultimi anni si ĆØ sviluppato un dibattito pubblico, del quale ā€œCritica integraleā€ ha dato notizia, attorno al termine ā€œricercaā€, che allo sperimentalismo ĆØ imparentato; e che suggerisce, al posto della solita e abusata ā€œemozioneā€, almeno un atteggiamento attento, una calibratura anche teorica, una certa diminuzione dell’individualitĆ  dell’operatore. ƈ ugualmente vero, però, che ā€œricercaā€ indica un percorso non preordinato e quindi non potrĆ  essere riconosciuto sic et simpliciter con l’ausilio di vecchie forme.
Per chi vuole, l’audio del seminario si ascolta a questo link:

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I seminari della LUNA: Lo sperimentalismo com’era

I seminari della LUNA tornano sul tema dello sperimentalismo, caro alla linea di ricerca di ā€œCritica integraleā€; e lo affrontano ora in due puntate con una nuova formula, quella del piccolo convegno con interventi programmati. Il primo incontro, sotto il titoloĀ Lo sperimentalismo com’era, ĆØ stato dedicato a ripercorrere la fase storica del secondo Novecento in cui la nozione ĆØ stata impostata e ampiamente dibattuta. Anche aspramente avversata: infatti, per la sua stessa origine scientifica, il termine ā€œsperimentalismoā€ ĆØ stato – dai fautori della concezione estetica corrente – ritenuto inadatto e inapplicabile alla intuitivitĆ  e creativitĆ  dell’arte. Spesso in base a un equivoco: infatti, ĆØ erroneo ritenere che l’autore sperimentale si limiti ad applicare meccanicamente uno schema presupposto a priori; in realtĆ  ā€œsperimentareā€ significa al contrario non partire con un risultato giĆ  previsto, come invece fa proprio chi si affida a retoriche liriche tradizionali ben rodate.
Gli interventi di questo seminario hanno riguardato tre autori tutti e tre assai rilevanti: Pier Paolo Pasolini (che ha aperto il problema proponendo su ā€œOfficinaā€ il neosperimentalismo); Edoardo Sanguineti (in rappresentanza del Gruppo 63, dove il termine ĆØ stato discusso in rapporto alla revisione della nozione di avanguardia); e Paolo Volponi (che in poesia ha avuto una fase di sperimentazione eccedente e sbalorditiva, per cosƬ dire, ā€œfuori tempoā€).
In realtĆ  gli interventi – ascoltabili usando il link qui di seguito – si sono soffermati soprattutto sugli anni Settanta del Novecento.

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