Lunetta inedito

È appena uscito per le encomiabili edizioni di Fermenti un libro di inediti di Mario Lunetta, autore a tutto campo in tutti i campi, grande organizzatore e sodale generosissimo, ottimo amico (lo vediamo nell’immagine in evidenza in un ritratto di Gino Guida).
In questo caso, d’accordo con l’editore, sotto al titolo Teatro anatomico, ho riunito una serie di 5 pièces teatrali che non erano entrate nelle pubblicazioni precedenti. La teatralità è da sempre un carattere fondante della scrittura lunettiana, nel senso che ogni suo testo è abitato da voci plurali e animato da dinamiche contraddittorie (tra lirico e prosaico, euforico e disforico, personale e politico e via dicendo). Untestosempreinstatodi allerta. Continua a leggere Lunetta inedito

Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Ricevo da Nino Contiliano un intervento che parte dalla emergenza dell’oggi per ripensare e riattingere la teoria brechtiana delle “5 difficoltà” . Lo pubblico con molto piacere (per me Brecht è sempre il massimo).

 

Dalle 5 difficoltà di scrivere la verità di B. Brecht

Una funzione ψ anomala

 

Economie, società ed esistenze individuali e di gruppo nel mondo cibernetico-digitalizzato capitalistico sono in continuo trapasso da un ipse dixit a un altro, un flusso di news, di diagrammi e curve affatto neutrali. Un flusso di informazioni e comunicazioni che, mediato dall’interfaccia tra robotica e bionica, denota e connota una situazione d’emergenza permanente, un vero e nuovo stato d’eccezione come pratica di governo e gestione dispotica e distopica generalizzata. Nessuna progettualità e stabilità politica né a breve né a lungo termine è possibile, a meno che non sia quella di un’ininterrotta conflittualità politica (in genere) dell’arte, della letteratura e della poesia. Continua a leggere Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

LUNA a largo raggio: due incontri con l’autore

Visti i buoni risultati dei seminari tenuti in videoconferenza, ho pensato di aggiungere al programma una coda per il mese di giugno, organizzando due incontri con autori che, essendo residenti all’estero, non sarebbero potuti altrimenti essere presenti negli appuntamenti ordinari.
LUNA a largo raggio, allora, si può ben dire.
I due autori coinvolti saranno Luigi Ballerini da New York (il 4 giugno ore 17) e Sandro Sproccati da Pontoise (il 18 giugno ore 17). Gli incontri avranno anche in questo caso forma seminariale e si svolgeranno sulla base di una piccola antologia di testi che verrà preventivamente diffusa agli interessati. Per partecipare all’iniziativa, se non si è già iscritti, basta avanzare richiesta attraverso la sezione della LUNA.

Jameson e l’allegoria 1

Attorno all’allegoria ho lavorato fin dall’inizio della mia attività, seguendo le indicazioni di Walter Benjamin, con vari sondaggi e infine con un libro che ho già riscritto una seconda volta e mi accingo a ripubblicare in una terza versione. Perciò mi ha naturalmente attirato il libro recente di Fredric Jameson intitolato Allegory and Ideology (editore Verso). Per altro, stimo Jameson il maggior teorico non solo letterario attualmente in circolazione, per quanto mi capiti (soprattutto sulla questione del postmoderno) di non essere del tutto d’accordo con lui. Eccomi dunque pronto a una lettura molto attenta e ad un confronto che sicuramente presenterà importanti spunti di riflessione. E poiché il libro di Jameson si presenta puntato sulla numerologia del quattro (l’allegoria “fourfold”, articolata sui quattro livelli), ho deciso di dividere anche il mio commento in quattro puntate. Questa è appunto la prima.

 

  1. Quattro livelli contro la personificazione

Anche Jameson non è la prima volta che affronta il problema, sebbene non l’abbia fatto mai in modo così sistematico. Già nel suo primo libro, Marxismo e forma (1971, trad. Liguori 1975), si era occupato dell’inserimento dell’allegoria nei discorsi dei marxisti-modernisti, commentando ironicamente, a proposito di Ernst Bloch, la strana commistione («Allegory and Communism make strange bedfellows»). Continua a leggere Jameson e l’allegoria 1

Lezione Inizio 900, parte terza

Questa videolezione conclude il panorama generale della poesia di inizio 900 e nello stesso conclude la prima serie delle lezioni. La lezione (Inizio 900, parte terza), che si può seguire dal settore delle Videolezioni, procede al recupero di alcune figure che non hanno trovato posto nei gruppi più o meno consolidati. A dimostrazione di quanto il periodo di inizio 900 sia stato fruttuoso e vitale, probabilmente grazie alla crescita economica e sociale interrotta poi dalla guerra; e di come i fermenti dell’avanguardia contino non solo per i risultati diretti (che i detrattori sostengono essere scarsi), ma anche e sopratutto per il clima che si viene a formare,  per le idee che si intrecciano, per i percorsi paralleli che vengono suscitati in positiva concorrenza.

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Nuove letanie di Lubrano

Carmine Lubrano, a suo tempo tra i maggiori e più attivi rappresentanti della “Terza Ondata”, è tornato recentemente a produrre con assiduità, conservando nei suoi versi eccedenti una accesa carica antagonista. Dopo la Letania salentina, arrivano ora queste Nuove Letanie salentine e un Poema Manifesto, pubblicate anch’esse per le edizioni Terra del Fuoco e Lab-Oratorio Poietico. Il libro, come il precedente, è di grande formato ed è accompagnato al suo interno da un corredo grafico di stampo surrealista e verbovisivo, come si vede dall’immagine in evidenza. Specifichiamo subito che la “letania” del titolo non ha nulla a che vedere con il responsorio religioso meccanicamente ripetitivo; è piuttosto (vicino all’uso che ne ha fatto Emilio Villa) una sorta di “cantata lunga”, un simil-poemetto discontinuo e frammentario.

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