Seminario su Le ceneri di Gramsci di Pasolini

Ieri si è svolto il seminario dedicato a Le ceneri di Gramsci di Pasolini. Inserito nel programma sull’allegoria, l’incontro ha naturalmente sondato il testo sul rapporto tra allegoria e simbolo, che nel caso risulta piuttosto intrecciato ed oscillante, ma l’analisi è andata anche oltre, toccando il posizionamento nella situazione letteraria (Pasolini nella rivista “Officina”, la sua proposta di neosperimentalismo e la successiva polemica con il Gruppo 63), il contrastato rapporto con il lato “organizzativo” della politica (rappresentato da Gramsci e in generale dal Partito Comunista), l’adesione viscerale al sottoproletariato, cioè allo strato dell’umanità vergine, non produttiva, che circonda la città, inoltre il clima malinconico ed “elegiaco”, eppure il ritorno al mito e, di qui, di nuovo si viene alle questioni simboliche o allegoriche.
Per chi volesse ascoltare (o eventualmente anche scaricare) il seminario, inserisco qui la registrazione.

Con questo incontro terminano i seminari della LUNA per il 2020. Il prossimo anno dovrebbero riprendere a fine gennaio, con un nuovo programma attualmente in preparazione che verrà comunicato appena pronto.

26/11/2020

Gli “incontri impossibili” di Malerba

L’editore Italo Svevo, nella collana “Piccola biblioteca di letteratura inutile”, ripubblica le Avventure di Luigi Malerba, in una nuova veste molto elegante. Il titolo non inganni, non è che Malerba si sia messo sulla strada dell’“avventuroso” di tipo salgariano, per quanto, da scrittore sorprendente qual era, sarebbe stato capace di farlo: in realtà qui l’avventura consiste nella ripresa di personaggi letterari che, prelevati dalle loro storie, finiscono nelle storie di altri personaggi. Insomma, diversi ma non del tutto dissimili dalle “interviste impossibili” (anche di quelle il nostro ne produsse di buone), sono piuttosto “incontri impossibili”; una tipologia che l’autore aveva sperimentato alla grande già nel suo Pinocchio con gli stivali, dove il nasuto burattino collodiano oltrepassava i limiti che separano le fiabe, mettendone il reame in gran subbuglio.
Fenomeno di riscrittura postmoderna? Direi di no: perché mentre il postmoderno riusa il già scritto in scioltezza indifferente, invece Malerba punta sull’attrito: perché, di volta in volta, c’è un personaggio estraneo che si intromette e disturba, provocando disordine nel “mondo possibile” della finzione. Continua a leggere Gli “incontri impossibili” di Malerba

Interviene Contiliano: Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Ricevo e pubblico un nuovo intervento di Nino Contiliano:

Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Un vecchio adagio recita: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Così se la rivoluzione post-fordista dell’economia capitalistica si è riciclata attraverso l’economia della conoscenza, quella codificata degli sviluppi della cybernetica e della tecnologia digitale open source (sempre più avanzata e personalizzata nei luoghi, nella tempistica e nelle prestazioni), il cuore del suo vizio capitalistico – la logica del valore privatizzato (oggi global value chain, e shared value), o la ricerca del business/profitti come valore condiviso – è rimasto immobile. Condivisione. Parola magica. La magia che imbriglia e imbroglia gli stessi produttori del valore, gli sfruttati. Neanche riciclati. Coinvolti nella catena della valorizzazione fino all’esaurimento della forza creativa, sono imbavagliati, svalorizzati e poi, esauriti, pronti per la discarica usa-e-getta.

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I seminari della LUNA: Il rinoceronte di Ionesco

Il seminario dedicato al Rinoceronte di Ionesco si è svolto ieri con l’impegno di tutti i partecipanti delucidando i temi tipici dell’autore (l’assurdo, l’incomunicablità), ma anche traendo dal testo indicazioni sull’allegoria. Un’allegoria plurivoca, quella del Rinoceronte, ricca di aspetti ironici, paradossali, filosofici, etici e politici.
Cosa rappresentano i rinoceronti che si moltiplicano a vista d’occhio? Cosa significa la metamorfosi bestiale dell’intera umanità, eccetto lo stralunato protagonista Berenger?
Si può seguire il dibattito mediante questa registrazione:

Il prossimo appuntamento dei seminari della LUNA è fissato per il prossimo 25 novembre e avrà per oggetto Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini.

13/11/2020

Antonio Pinto, il poeta giullare

Il 9 novembre nel primo pomeriggio è scomparso Antonio Maria Pinto, dopo una lunga malattia e l’intervento finale del contagio di Covid. Antonio aveva al suo attivo una consistente produzione di versi, che si può leggere riunita nell’edizione di Tutte le poesie, pubblicata da Oèdipus nel 2018, dove si trova anche anche un consistente apparato critico sull’autore. La sua poetica era fondata sulla ripresa attualizzante del comico-giullaresco spesso attraverso la favolistica allegorica (con animali protagonisti) e la satira di ogni pretesa di superiorità e supponenza. Una operazione ricca di molteplici esperimenti e acrobazie formali e di una ricerca lessicale di incredibile vastità. Materiali e letture su Antonio si trovano in questo sito sia nella sezione Autori che in Katakino. In attesa di riprendere e approfondire più avanti il discorso critico, la cosa migliore, in questo momento di perdita, mi sembra riportare in una minima antologia la sua “voce” poetica.

ALLEGRO DA PIDOCCHIO

Allegro da pidocchio
sbicchiero nella ciocca
del ciompo pifferaro:
gli rendo il suono avaro,
la nota storta e tocca,
il canto tutto un ticchio.

Canzonelletta lesta
sermona a questa testa,
strappale perpescenza
e schiaffaci scemenza.

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La semiotica materialista nelle ricerche di Tran Duc Thao

Tran Duc Thao (1917-1993) è un nome “esotico” ‒ si dovrebbe scrivere Trần Đức Thảo ‒ che si trova citato incidentalmente , ma finora presso di noi è stato trascurato e ignorato.
Si tratta di un filosofo vietnamita formatosi in Francia (rientrato in patria verrà perseguito come dissidente) che, interessato soprattutto al problema del linguaggio e della coscienza, passerà dalla fenomenologia al marxismo, per produrre tre importanti Ricerche sull’origine del linguaggio e della coscienza. Un libro con quel titolo era in progetto all’inizio degli anni Settanta, auspice il nostro Rossi-Landi, ma restò inedito. Meglio tardi che mai, esce adesso dall’editore Mimesis, per la cura di Jacopo D’Alonzo e Andrea D’Urso, autori rispettivamente del saggio iniziale e di quello conclusivo.
Indubbiamente già il paese d’origine dell’autore produce suggestioni e la sua provenienza da un “altrove” culturale ci promette un punto di vista straniante; in effetti l’opera di Thao serve non solo a completare il panorama di un periodo estremamente vivace e appassionato, ma anche a rimettere al centro la prospettiva della semiotica materialistica.

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