Tutto Pignotti

In attesa di festeggiare a breve il suo centesimo compleanno, Lamberto Pignotti ha già ricevuto un bel regalo: un ampio volume di oltre 800 pagine che racchiude la sua produzione di scritture, come si suol dire, “lineari”, edito da Mimesis e curato da Teresa Nocita sotto il titolo Opere letterarie.
Un percorso oltremodo significativo, quello del nostro autore, che attraversa il secondo Novecento e l’inizio del XXI° secolo, costeggiando sempre in modo originale avanguardia, postmoderno e oltre, con l’apporto di uno spiccato spirito di ricerca sperimentale.
Naturalmente, prima di affrontare la lettura, occorre tener presente che si tratta solo della metà del pianeta-Pignotti: l’altra metà, quella della poesia-visiva e della performance, che non poteva essere documentata qui, scorre in parallelo con le opere letterarie e mantiene con esse un contatto stretto e coerente. Non solo, ma ci sarebbe anche una cospicua terza metà (!?), costituita dall’opera critico-teorica di altrettanto spessore delle precedenti e ben connessa con loro. Continua a leggere Tutto Pignotti

Per Carla

Carla Vasio si è spenta il 24 gennaio dopo una vita, lunga più di un secolo, dedicata alla letteratura o, per meglio dire, all’elaborazione attenta e esigentissima della scrittura. Io l’ho conosciuta verso la fine degli anni Settanta e da lì in poi è stata una mia grande amica ed abbiamo passato ore intense a conversare tra presentazioni, letture, convegni, visite nella sua casa piena di libri (con il gatto Lalique) o attraverso il filo del telefono, con il giovamento del suo gusto raffinato e geniale, e di quelle che lei chiamava le “cattiverie”, che poi non erano altro che le giuste critiche all’ambiente letterario che ci circondava, a stigmatizzare quanto di approssimativo, petulante, presuntuoso e ridicolo vi circolasse. Addirittura quando si sentiva valorizzare come “scrittura al femminile” il suo sguardo tradiva una paziente sopportazione.
Carla aveva partecipato alla stagione del Gruppo 63 e questa esperienza le era stata fondativa. Ancora a distanza di tempo, nelle sue memorie di Vita privata di una cultura (2013), proprio nella pagina iniziale, lo ricordava come il segno di una alterità che non aveva finito di informare i suoi comportamenti: «Si può ammettere che eravamo scomodi, ed a quanto pare continuiamo a esserlo». Continua a leggere Per Carla

Malacoda sulla libertà

Annuncio l’uscita dell’Annuario Malacoda 2025, dedicato alla parola “libertà”. Si tratta, come il precedente dedicato al “lavoro”, di un libro collettivo, pensato dal gruppo redazionale di “Malacoda” rivista online e allargato a una serie di collaboratori sui diversi versanti della politica, della cultura e dell’arte. Termine circolante a proposito e a sproposito, la libertà sembra ancora oggi un obiettivo non completamente raggiunto, anzi spesso messo in pericolo; tanto più è parso necessario sottoporlo a una serie di prospettive mirate comprendente anche le galoppanti innovazioni tecnologiche (non a caso una sezione consistente del libro tratta delle “nuove sfide” sul terreno della Intelligenza Artificiale).
Come scrivo nella breve introduzione, «Tutti a parole danno gran valore alla libertà, poi però bisogna vedere cosa intendono e come si comportano nei fatti. Di quale libertà si parla, se il movimento del denaro non soffre restrizioni di rapidità, mentre il movimento dei profughi in fuga da condizioni disumane viene contrastato come atto ostile? (…) Il consumismo ha bisogno di soggetti liberi, versati a tutte le esperienze e le offerte, ma poi cerca di condizionarli in ogni modo. Forse libertà non c’è mai e quello reale è solo il processo della liberazione».
Se ne discuterà alla presentazione prevista per il 30 gennaio, ore 17,30 al Teatro di Porta Portese (via Portuense 102, Roma). Continua a leggere Malacoda sulla libertà

Poesia fatta per Bene

Carmelo Bene – lo sappiamo – è “apparso alla Madonna”. Ce lo ha detto nella sua autobiografia, incentrando il momento estatico sulla lettura bolognese dei versi danteschi. Per altro un’estasi all’incontrario rispetto anche ad alcuni passi precedenti (il meraviglioso «ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l’ha vista mai»). Che poi la predilezione infantile per la Madonna è chiaro che si sviluppa in un eroismo/erotismo verso il femminile.
Ma insomma, qui s’ha da parlare invece di Carmine Lubrano che, sulla scia delle “apparizioni” beniane, intitola il suo nuovo libro in versi Come Carmelo Bene sono apparso alla Madonna di Roca, uscito per le edizioni di “Terra del Fuoco”. E in questo libro Lubrano continua la sua poesia davvero ininterrotta, la sua “letania” più profana che sacra. Continua a leggere Poesia fatta per Bene

Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi

“Critica integrale” è entrata nel suo sesto anno. Dei motivi per cui avevo aperto il blog uno (entrare nella rete per uscire dalla rete) si è rivelato infondato: se entri nella rete non ne esci, ti tiene dentro, magari cullato dalle cifre delle statistiche (i numeri ci sono…), mentre per la promozione di eventi esterni o di scritti cartacei la rete mi è risultata ben poco utile. L’altra intenzione (tenere in efficienza la materia grigia personale) non è valutabile da parte mia, perché chi si rimbambisce non se ne rende conto. Ma andiamo avanti.
Questo passaggio d’anno è stato segnato da un acceso dibattito, “oggetto del contendere” il film di Zalone, grande successo annunciato con sale stipate da record. Che se ne discuta accanitamente è già un indice preciso del livello in cui siamo… Non entro nella questione specifica e anzi dichiaro subito che non ho visto il film e probabilmente non lo vedrò mai. Lasciamolo alla sua rapida consumazione. Tuttavia, curiosando qua e là, senza volerlo, per caso, come succede, sono capitato su una recensione decisamente negativa, seguita da una accesissima quantità di commenti, quasi tutti indispettiti pro-Camino. Continua a leggere Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi

Elogio (epicedio) della rivista

La forma-rivista nasce e si consolida in corrispondenza con la formazione del pubblico borghese, con una funzione di orientamento e giudizio. È anche la modalità che favorisce lo sviluppo di una forma particolare di intervento critico, il saggio, scrittura più agile del trattato e del commento. Per altro, il saggio è troppo breve per avere edizione autonoma e quindi deve essere associato ad altri saggi, come appunto avviene nei volumi delle riviste letterarie.
Nel Novecento la forma-rivista raggiunge il suo punto più alto e significativo, in corrispondenza dello sviluppo polemico-concorrenziale del campo letterario, attraversato da indirizzi discordi, tra i quali le avanguardie sono solo la punta dell’iceberg. Anche perché le avanguardie costringono i difensori della tradizione a manifestarsi in contrapposizione, avviando un gioco di tendenze e controtendenze, che trova nella rivista il veicolo più appropriato. Continua a leggere Elogio (epicedio) della rivista