Amendola, Illogico Remake

Ospito volentieri nella sezione pdf di “Critica integrale”, il nuovo libro-progetto di Antonio Amendola. Il titolo è Illogico remake e ripercorre le tappe dell’esperienza musicale del gruppo degli “Illogico”, cui l’autore ha preso parte. Non è un libro semplicemente autobiografico, perché intanto si allarga a ripercorrere le maggiori esperienze ispiratrici, offrendoci una personale e originale compilation di antecedenti e antesignani nel corso degli anni.
Inoltre il libro non è scritto in modo semplicemente lineare, ma utilizza visivamente i procedimenti dell’Amendola scrittore, le variazioni di corpi tipografici, la dislocazione nella pagina, i puntini di sospensione, e quant’altro rende la lettura una sorta di avventura e traduce in vivacità per l’occhio i modi di “interferenza” e “turbolenza” dell’esperienza sonora.
Un remake che torna indietro, ma che gioca con fughe in avanti e mescola i tempi, tant’è vero che comincia là dove i libri di solito finiscono, cioè con la bibliografia… Continua a leggere Amendola, Illogico Remake

Il punto su Toti

In occasione del centenario della nascita dell’autore si è svolto ad Alatri il 18 ottobre 2014 un convegno sull’opera di Gianni Toti. Gli atti della giornata di studi sono ora pubblicati, per la cura di Giovanni Fontana e Silvia Moretti, dalla Associazione Gottifredo che insieme alla Casa Totiana conserva ad Alatri l’archivio di Toti.
Il titolo del volume è Multiverso Toti, in quanto l’opera di questo autore, aperto e disponibile ma al contempo restio a unirsi ai gruppi di quel nostro vulcanico “secondo Novecento”, si è sviluppata in modi originali ed eccentrici su più versanti, praticando non solo poesia e prosa con esiti da giocoliere della parola iper-carrolliano, ma anche la grafica, il cinema e soprattutto la video poesia della quale è stato un vero precursore in un’epoca che non aveva tutti gli strumenti da videomaker che abbiamo oggi. Operando talmente a largo raggio che questi studi sembrano essere ancora “iniziali”, aperture e inviti per la visita di un continente artistico tuttora da scoprire. Continua a leggere Il punto su Toti

La “poesia ibrida” secondo Cuccaroni

Sappiamo bene che l’ibrido era assolutamente da evitare nell’estetica classica; teste l’Orazio dell’Ars poetica, netto nel condannare i mostri composti di doppia natura come la sirena, una donna che, scandalosamente, desinit in piscem.
Senonché l’estetica moderna ha cambiato completamente parere e soprattutto nelle teorie postcoloniali ha accolto l’ibrido come l’unica possibilità di recuperare l’originario cancellato dalla storia repressiva. Contaminare la lingua dei colonizzatori, giocare con essa a entrare-uscire, deformarla con le espressioni native: l’ibridità diventa così una forma di rivendicazione e di protesta.
L’ibrido, dunque, virato in positivo può diventare lo stigma valorizzatore di tutte le poetiche della mescolanza. E non a caso Valerio Cuccaroni ne ha fatto la formula del suo La poesia ibrida (edito da Biblion) che tocca gli esperimenti multimediali, anzi più precisamente intermediali, dalla poesia visiva alla videopoesia, dalla poesia elettronica fino al Poetry Jockey. Continua a leggere La “poesia ibrida” secondo Cuccaroni

I seminari della LUNA: Le “descrizioni” critiche di Pasolini

Per il nuovo ciclo “Approfondimenti”, i Seminari della LUNA hanno puntato sul Pasolini critico di Descrizioni di descrizioni, la raccolta di recensioni scritte per la rubrica della rivista “Tempo” negli ultimi anni dell’autore (1972-1975). È quindi un Pasolini sempre più polemico verso la situazione sociale, ma che, sul piano letterario che gli compete come recensore “seriale”, è attentissimo a discriminare valori e disvalori.
Il seminario è stato condotto da Emanuele Bucci con una lunga relazione che ha evitato la dispersione della quantità (i pezzi sfiorano il centinaio) ed ha approfondito cinque interventi-campione: quello su Calvino (Le città invisibili); quello in morte di Gadda; quelli su Gozzano e Volponi (Corporale) e l’ultimo del libro, quello su Sciascia (Todo modo).
Chi volesse seguire il seminario, può accedere da questo link:

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Sani e robusti in costituzione (2003)

Smaltita l’ebbrezza entusiasmante del NO, ho notato che in rete sono circolati giochi di parole sulla “sana e robusta” che personalmente avevo utilizzato più di venti anni fa (2003) per problemi purtroppo piuttosto simili. Lo ripubblico volentieri, anche perché mi sembra ancora per molti versi attuale, soprattutto nelle indicazioni di una costituzione “realizzata” o “adempiuta”, molto più importanti della scelta di un candidato premier (che la nostra costituzione non prevede)

SANI E ROBUSTI IN COSTITUZIONE

L’intervento pubblico di Edoardo Sanguineti nella circostanza del premio Campiello, sottolineando con forza i rischi che si corrono per la sicurezza democratica e la vita civile del nostro paese, è tale da costringere tutti a prendere posizione. Io lo faccio molto volentieri e dico subito che, per quanto mi riguarda, il silenzio non costituiva affatto “assenso” e nemmeno cautela da mene carrieristiche o prebende, quanto semplicemente era dovuto alla terribile restrizione degli spazi di intervento pubblico, sempre meno aperti e ospitali, anche dalle parti di quelli che dovrebbero essere i nostri “simili”. Continua a leggere Sani e robusti in costituzione (2003)

Il primo Bàino

La prima fase dell’opera poetica di Mariano Bàino si è svolta tra fine anni Ottanta e primi Novanta del Novecento, in una atmosfera di forte fermento, partecipando l’autore al gruppo formatosi attorno alla rivista “Baldus” e poi al dibattito e alla breve vita del Gruppo 93. Legate a quel momento “propulsivo” le sue due raccolte, Ônne ʼe terra e Fax giallo (non proprio prime: le precede Camera iperbarica, favente Spatola) sono ora riproposte dalle edizioni [dia·foria di Daniele Poletti, nel quadro del progetto di quella casa editrice (ben distinto dagli andazzi attuali) di rimettere in circolazione il più possibile di materiale letterario alternativo, delineando a largo raggio un panorama vivace di scritture anomale.
Il bi-libro di Bàino che, tra le altre cose, ripristina l’ordine cronologico di stesura delle due raccolte rispetto all’ordine di pubblicazione (Ônne ’e terra + Fax giallo), esce con il supporto di un saggio di Antonio Belfiore. Continua a leggere Il primo Bàino