Delli Santi, i conflitti del Barocco

Gaetano delli Santi, scrittore e artista, ha completato il suo “trittico teorico”, dopo i libri sull’Espressionismo e sul Plurilinguismo, tornando sul Barocco che aveva già affrontato nel 2006 nello splendido saggio sulla Forza generativa del Barocco. Nel nuovo approccio, ancora una volta a cura dell’editore milanese D’Ambrosio, il titolo è Conflitti del Barocco.
Si tratta di un saggio decisamente fuori del comune, che si segnala per alcuni inusuali aspetti qualificanti. Punto primo, l’esuberanza cronologica antiaccademica: dotato di una erudizione notevolissima, l’autore è però assai lontano dal procedere lineare degli storici dell’arte, nonché da qualsiasi contemplazione dei cosiddetti capolavori. È invece autore di una continua raggera di collegamenti che unisce l’operare artistico del Seicento alle prove più moderne. In buona sostanza il Barocco è interpretato come la prima avanguardia (in questo si pone sulla scia di Walter Benjamin e del suo libro che fu bocciato, non a caso, alla libera docenza). Così non ci si deve stupire di trovare Mallarmé e Giacometti accanto a Bernini e Bruno, in quanto li investe la stessa corrente propositiva ed estetica che attraversa l’intero saggio. Si rammenti che proprio Giordano Bruno era il protagonista di uno dei testi principali di delli Santi, il Fra’ Giordano Bruno redivivo (2001, anch’esso editore D’Ambrosio, realizzato poi in teatro e in film), dove la figura contestativa del grande eretico veniva attualizzata contro il potere e le sue ideologie vecchie e nuove. Continua a leggere Delli Santi, i conflitti del Barocco

Dedicato a Pagliarani

Nei giorni scorsi, 24 e 25 novembre, nei locali romani della Casa dello scrittore, sono state dedicate a Elio Pagliarani (a dieci anni dalla scomparsa) due giornate fitte di testimonianze, letture e interventi critici. Riporto qui il mio contributo.

PERCHÉ PAGLIARANI
Un avvicinamento in nove passi

PRIMO PASSO. Ho prediletto Pagliarani fin dall’inizio, ai tempi della mia tesi di laurea sulla “poesia sperimentale”. Ero già allora fortemente brechtizzato e tra i Novissimi Pagliarani era evidentemente quello che mostrava con più immediatezza una istanza politica. Ho dovuto leggere attentamente Adorno per capire come la “separatezza” degli altri fosse un’altra modalità di contestazione. Nello stesso tempo, però, non mi è mai sembrato giusto separare Pagliarani dall’area sperimentale del Gruppo 63: non mi pareva fuori, semmai all’ala sinistra del movimento. Continua a leggere Dedicato a Pagliarani

Seminario “Critica della critica”: Montale a scuola

Il ciclo di seminari su “Critica della critica” ha utilizzato Montale come cartina di tornasole per analizzare a fondo e nei dettagli i diversi metodi, confrontate sulla pelle – per dir così – del medesimo autore. In questo ulteriore incontro, è stato affrontato un argomento di solito trascurato: il trattamento dell’autore (Montale, sempre lui) nelle antologie per la Scuola superiore. All’occorrenza sono stati selezionati, grazie alla gentile collaborazione di Sarah Pierozzi, quattro testi campione. Naturalmente è stato necessario liberarsi di alcuni pregiudizi a riguardo di lavori predisposti per destinatari “alle prime armi”. Ed altrettanto ovvio è stato il rilevamento di luoghi comuni (e anche di testi “inevitabili”) presenti in tutti gli elaborati. In ogni modo, dato il rilievo che in tutti i “campioni” presentati prende l’analisi del testo è stato possibile discuterli alla luce del nostro percorso pregresso.
Chi volesse ascoltare direttamente il seminario lo può raggiungere a questo link:

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D’Ambrosio esagerato a Bookcity

L’editore milanese Fabio D’Ambrosio è in campo ormai da vari anni e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di autori dei quali “Critica integrale” si è occupata variamente quali Gaetano delli Santi, Franco Falasca e Carmine Lubrano, nonché il sottoscritto. Si può affermare che D’Ambrosio sia uno dei pochi autentici editori rimasti, per due buoni motivi:
1) Ha scelto una politica editoriale. E precisamente in una linea di avanguardia. Non sto qui a ripetere e a riprendere il dibattito su questo termine discussissimo (il superlativo, per quanto brutto, ci vuole); lascio parlare lui, dal suo sito ufficiale, quando dice che «l’avanguardia, ORA, è la necessaria risposta alla catastrofe della modernità» ed «è gesto di comunicazione sociale e analisi critica». Ripeta pure il pensiero unico che la direzione è “sbagliata” , sarebbe in ogni caso eroico e ormai singolare un editore che procede con l’idea di trovare e se possibile formare il suo pubblico, invece di inseguire le mode e le previsioni di rientro.
2) I suoi libri sono sempre molto accurati e hanno sempre un intervento grafico che accompagna sulla stessa lunghezza d’onda la tendenza “divergente” del testo scritto.
Recentemente, Fabio D’ambrosio ha aperto uno spazio a Milano: si chiama “Oltre i ponti”, non solo perché si trova in zona Quarto Oggiaro, di là dalla ferrovia, ma soprattutto per significare l’oltranza, anche rispetto a tutte le mediazioni moderate (i ponti…).
In occasione delle manifestazioni milanesi di Bookcity, D’Ambrosio presenterà nel suo “cantiere” una fitta serie di incontri e diverse nuove pubblicazioni. Continua a leggere D’Ambrosio esagerato a Bookcity

Riapparso un fagiano a New York

Nelle giornate dell’11-12-13 novembre 2022, si  è tenuto a New York presso la Casa Italiana Zerilli-Marimò (in collaborazione con New York University  e Istituto Italiano di Cultura) un incontro tra poeti italiani e statunitensi. L’incontro,  ideato da Luigi Ballerini, recava il titolo The Re-appearing Pheasant.
Cosa c’entra un fagiano con la poesia? Proviene dagli Adagia di Wallace Stevens: «Poetry is a pheasant disappearing in the brush». Già nel 1991 Ballerini si era ispirato a quell’aforisma per invitare al dibattito autori delle due sponde dell’Oceano: nell’occasione  la discussione trovò il suo fulcro attorno al termine “avanguardia” (forse era proprio lei il fagiano che stava sparendo tra i cespugli?). A distanza di una trentina d’anni, Ballerini ha rinnovato la proposta del colloquio inter-continentale invertendo però il suo titolo: The Re-appearing Pheasant. Insomma, il fagiano che riappare sarà un qualche nuovo segnale o sintomo di vitalità in versi? L’interrogativo è stato valutato nel corso del confronto che ha previsto letture di testi con traduzione, relazioni e tavole rotonde. Segnalo anche la conclusione, ieri 13 novembre, con il concerto di Diego Minciacchi.
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Joyce giocoso in libro

Già nell’agosto 2021 “Critica integrale” – che in quel mese faceva vacanza e però intanto intratteneva i suoi lettori con qualche bubbola – aveva presentato alcune traduzioni del Joking Joyce, il Joyce poeta giocoso (la più visionata è stata La terra desolata dalle zanzare). Bene, quella proposta era solo un piccola scelta da un mio progetto più ampio di traduzione del Joyce poeta, limitatamente però ai componimenti “ludici”, di satira, parodia, nonsense e simili. Testi con contraintes di metrica e di rima: questo perché per me la traduzione deve rappresentare la sfida di riprodurre nella mia lingua gli stessi moduli dell’originale – un presupposto assurdo e impossibile che ho esposto in passato come la “follia del traduttore”. Il bello poi è, nel caso di Joyce, che i testi in questione sono per lo più occasionali, dedicati ad amici o nemici (alcuni li ho definiti “di rivalsa”), magari eseguiti sull’aria di canzoni popolari; dunque semi-dispersi e indubbiamente non elaborati per restare seriamente nella fama imperitura del classico. Tuttavia, a ben vedere, si tratta di uno spirito (detto in vari sensi, compreso l’alcolico) che circola anche nei grandi capolavori, UlyssesFinnegans Wake, e a mio parere li innerva profondamente.
Il progetto è ora libro: James Joyce, Rime parodiche e giocose, pubblicato dall’editore Lithos. Continua a leggere Joyce giocoso in libro