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Lo dice Celati

Comunque, dopo il completo trionfo dello stato civile, la monomania romanzesca si nutre solo di ansie di identità, ansie di identità dell’individuo che vuol essere bene integrato, facendo lo scrittore. Prosa dell’obbligo, umanista per convenzione, scolastica per norma, con un italianese da romanzo diventato regola editoriale. Nudi schemi, trame per tenere in piedi una baracca di significati che lusinga il lettore, cioè lo lusinga di capire come va il mondo. Continua a leggere Lo dice Celati

Viva la statistica!

VIVA LA STATISTICA! Lo diceva Leopardi nel suo Dialogo di Tristano e di un amico, davvero lungimirante, tanto che quando parla del “secolo”, ci sembra proprio che sia il nostro. Sentiamolo:

Amico mio, questo secolo è un secolo di ragazzi, e i pochissimi uomini che rimangono, si debbono andare a nascondere per vergogna, come quello che camminava diritto in paese di zoppi. E questi buoni ragazzi vogliono fare in ogni cosa quello che negli altri tempi hanno fatto gli uomini, e farlo appunto da ragazzi, così ad un tratto, senza altre fatiche preparatorie. Anzi vogliono che il grado al quale è pervenuta la civiltà, e che l’indole del tempo presente e futuro, assolvano essi e loro successori in perpetuo da ogni necessità di sudori e fatiche lunghe per divenire atti alle cose. Mi diceva, pochi giorni sono, un mio amico, uomo di maneggi e di faccende, che anche la mediocrità è divenuta rarissima; quasi tutti sono inetti, quasi tutti insufficienti a quegli uffici o a quegli esercizi a cui necessità o fortuna o elezione gli ha destinati. In ciò mi pare che consista in parte la differenza ch’è da questo agli altri secoli. In tutti gli altri, come in questo, il grande è stato rarissimo; ma negli altri la mediocrità ha tenuto il campo; in questo la nullità. Onde è tale il romore e la confusione, volendo tutti esser tutto, che non si fa nessuna attenzione ai pochi grandi che pure credo che vi sieno; ai quali, nell’immensa moltitudine de’ concorrenti, non è più possibile di aprirsi una via. E così, mentre tutti gl’infimi si credono illustri, l’oscurità e la nullità dell’esito diviene il fato comune e degl’infimi e de’ sommi. Ma viva la statistica! vivano le scienze economiche, morali e politiche, le enciclopedie portatili, i manuali, e le tante belle creazioni del nostro secolo! Continua a leggere Viva la statistica!

Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi

In questi giorni gira in TV un orrendo spot con una banalissima lettura dell’Infinito. Risolleviamoci con questo saggio breve inviato da Antonino Contiliano.

E se un giorno per l’infinito leopardiano girasse “0 = ∞”, o “∞ ↔ 0”?

 

Se le grandezze evanescenti o infinitesimali della logica matematica hanno reso possibile e paradossale la scienza stessa dei numeri e della natura materiale delle cose, cui si applicano, e fino alla formula delle grandezze come «0 = ∞», è irragionevole logica estetica pensare (in analogia) di utilizzare la stessa formula concettuale per cogliere lo stesso potenziale informativo colto dal linguaggio della poesia con la logica paradossale degli stessi ossimori (preso, non preso; grande, non grande) che ne alimentano la creatività? Continua a leggere Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi