Archivi categoria: Le uscite

Lubrano narratore e gli slittamenti del desiderio

In questo momento davvero effervescente e produttivo del suo percorso letterario Carmine Lubrano, oltre ai fascicoli di grande formato di “Terra del Fuoco”, tra i quali quello particolarmente impegnativo dell’antologia sull’Avanguardia permanente, ha pubblicato anche un suo testo di narrativa: ’O ciuccio ca vola, il romanzo di AnnArosa, sempre siglato dal Lab-Oratorio Poietico. E sempre accompagnato dalla impaginazione più eccentrica che si possa immaginare, che alterna parole e immagini, collages, caratteri diversi, spaziature e quant’altro cui l’estro dell’autore ci ha abituati. Romanzo, dice il frontespizio ed effettivamente il testo è scritto in prosa, sebbene subisca spesso la tentazione di andare a capo come la poesia e sia di certo fortemente imparentato allo stile poetico dell’autore. “Romanzo sperimentale”, rivendica Lubrano tenendo a distinguersi dai «contemporanei tutti attenti a confezionare “leggibili” insulse brodaglie illeggibili». Romanzo “anomalo”, dunque, e scrittura al confine dei generi. Continua a leggere Lubrano narratore e gli slittamenti del desiderio

Figura per figura

Bocca mia taccio (SilvanaEditoriale) non è un libro illustrato. È piuttosto un libro “a quattro mani” che alterna opere figurative di Paolo Canevari e testi poetici di Luca Succhiarelli, in una pubblicazione di grande cura ed eleganza. Va dunque considerato nel suo intreccio interartistico e in quella sorta di chiasma che si determina tra una figurazione che tende ad esprimere significati attraverso forme e colori e un discorso che, dal canto suo, sorpassa la comunicazione banale con trasgressioni espressive del codice dato, compreso il codice usualmente considerato come poetico.
Entrambi gli autori, per altro, presentano nel libro le diverse tappe del loro percorso; di qui una scansione graduale che segue i “passi” di una storia interna, le tappe di una duplice ricerca di soluzioni al problema dell’espressione. Continua a leggere Figura per figura

Due postille sull’Avanguardia permanente

È un inizio d’anno alquanto “produttivo”. È uscito da poco anche l’annunciato volume su L’avanguardia permanente, per la cura di Carmine Lubrano nelle edizioni Terra del Fuoco, Lab-Oratorio Poietico. Il libro di grande formato e impaginato creativamente come un collage, si avvale di due introduzioni di grande spessore a firma rispettivamente di Marcello Carlino e Francesco Aprile. È una antologia trasversale che documenta i percorsi testuali di Gaetano delli Santi, Giovanni Fontana, Sandro Sproccati e dello stesso Carmine Lubrano con l’aggiunta del sottoscritto, a comprovare per l’appunto la permanenza dell’avanguardia, ovvero la resistenza nel tempo di un certo tipo di scrittura non omologata.
Non c’è manifesto e nessuna esclusione, bensì la voglia di promuovere un dibattito e di suscitare nuove e differenti aggregazioni. Continua a leggere Due postille sull’Avanguardia permanente

È uscito “Brecht con Benjamin”!

Annuncio l’uscita del mio nuovo libro, Brecht con Benjamin, pubblicato dall’editore Odradek. È un lavoro teorico spinto da due esigenze convergenti. La prima: mi sono reso conto che la mia lettura di Walter Benjamin, iniziata negli anni Settanta del Novecento, è sempre stata una lettura brechtiana di Benjamin (quindi incentrata su L’autore come produttore, L’opera d’arte, ecc.), mentre oggi l’esegesi benjaminiana è tutta rivolta dall’altra parte, a enfatizzare la “teologia” contro il “materialismo storico” (per usare i termini della famosa prima tesi). Ho ritenuto allora necessario rovesciare la prospettiva e provare a fare, nel momento in cui tornavo a riflettere sui miei temi fondanti (come è giusto fare al termine di un percorso), una lettura benjaminiana di Brecht. Per questo, non Brecht e Benjamin, ma Brecht con Benjamin, l’autore accompagnato dal suo critico, come era per altro avvenuto nei momenti migliori del loro rapporto interpersonale.
E orientati entrambi, però, dalla seconda esigenza. Mentre la ricerca della connessione Brecht-Benjamin ha per forza di cose un che di storico e anche di nostalgico (vedi cosa erano capaci di pensare quei due in tempi ancor più bui dei nostri…), la seconda esigenza è nata dall’emergenza del presente. Le ultime direzioni della teoria letteraria, infatti, sorrette da scientificità neurologiche, si sono puntate sull’empatia e l’immedesimazione, esaltandone gli effetti benefici. La lettura ingenua ne viene completamente sdoganata e incomprensibile diventa quel testo (del tipo dell’avanguardia) che rinuncia all’immedesimazione o all’immersione del lettore per produrre invece contraccolpi di sorpresa e distorsione. Mi sono detto che la risposta a queste tesi, non a caso provenienti dall’America e perfettamente in linea con le scelte di mercato, era già tutta nello straniamento di Brecht, principalmente teatrale, ma estendibile su più livelli. Ripercorrere alcuni testi brechtiani insieme ai  commenti benjaminiani – oggi assai trascurati – mi è parsa la cosa migliore da fare per guadagnare un punto di vista alternativo. Un nutrimento indispensabile: non a caso la metafora del valore nutrizionale ha un certo sviluppo nei due autori, a contrastare la nozione del gusto e del piacere immediato. Continua a leggere È uscito “Brecht con Benjamin”!

Mecozzi e il maestro

Gianmarco Mecozzi è autore assai raro nel panorama letterario attuale. Come poeta non disdegna il tono satirico-polemico, di sapore brechtiano, mentre come narratore ha dato prove di umoristica e parodistica fantascienza. Si è inoltre dedicato al teatro e da questa esperienza deriva il suo ultimo libro Il maestro. A fuoco i teatri, pubblicato dalle edizioni Momo.
È un libro principalmente di testimonianza che racconta una delle più significative vicende del nostro teatro di avanguardia, protagonista Carlo Quartucci (che è il “maestro”, appunto) con Carla Tatò e il Teatr’Arteria, un grande progetto “incendiario” (vedi il sottotitolo di “fuoco”) dentro il teatro e fuori del teatro, perché lo spazio performativo-artistico viene allargato e intriso per intero dall’istanza rivoluzionaria.
Nello stesso tempo, il libro ha un suo forte tenore stilistico: sulla spinta ritmica dei tre puntini di sospensione, la scrittura di Mecozzi incalza e s’impenna, deraglia e trascina, contagia entusiasmo e si fa teatro essa stessa nel dialogo-conflitto con un lettore ormai impigrito. In questo modo l’insegnamento del “maestro” non resta lettera morta, ma si trasmette fin dentro le modalità del racconto che lo rievoca. Continua a leggere Mecozzi e il maestro

Alvino in versi

Gualberto Alvino è critico letterario raffinato e estremamente rigoroso (con toni perentori da “plausi e botte“), linguista provetto nonché scrittore interessantissimo in prosa di romanzo (vedi l’articolo inserito nella sezione Autori) e in poesia. In versi ha appena pubblicato la raccolta Rethorica novissima, per le edizioni romane “Il ramo e la foglia”. È una poesia di forte tenore espressionista e plurilinguista, fondata sulla tensione tra i materiali intellettuali, che sono soprattutto gli strumenti filologici del critico (come la retorica, ricordata dal titolo) e i materiali della vita, densi a loro volta di tensioni emotive e psicologiche. Se ne determina un impasto di rara forza stilistica, condotto secondo un’andatura ritmica irregolare che qui si estrinseca anche nelle forme brevissime dell’epigramma. Continua a leggere Alvino in versi