Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Babbo Natale esiste? Quattro risposte positive

Sotto le feste anche l’aristocritico si lascia contagiare dall’atmosfera e abbandona la sua solita spocchiosa acrimonia (se no non si vivrebbe…). Tuttavia non riesce a stare senza ragionare. Da ciò derivano queste quattro risposte alla fatidica domanda che tutti, a un certo punto, ci siamo fatti:

BABBO NATALE ESISTE?

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Un contributo di Antonio Amendola: 40 da Stratos

Da Antonio Amendola (poeta sonoro, musicista, performer, ecc.) ricevo un contributo che ricorda la figura di Demetrio Stratos a 40 anni dalla scomparsa. E conferma l’importanza della sperimentazione sulla “voce”.
Segnalo che Antonio Amendola sarĆ  domenica 29 dicembre alle ore 18 al Teatro di Porta Portese con Susy Sergiacomo e Tonino Tosto in un interessante connubio sperimentale tra le sue sonoritĆ  elettroniche e la poesia di Belli (vedi le indicazioni nella sezione appuntamenti qui a destra). Sull’autore, volendo, c’ĆØ anche una nota nella sezione Autori.

40 DA STRATOS

Un uomo si trova davanti ad un’asta con un microfono, il braccio destro ĆØ leggermente indietro, il sinistro molto allungato, tiene nella mano uno specchietto, le labbra sono quasi unite, nello sforzo di un’emissione vocale, tutto in uno splendido bianco-nero una foto che racchiude un’icona degli anni Settanta, la voce-corpo di Demetrio Stratos che interpreta un percorso tracciato da presenze molto variegate.

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Avanguardia a Napoli

Giorgio Moio, autore di poesia sperimentale (vedi nella sezione Gli autori) e curatore di riviste come ā€œRisvoltiā€ e ora ā€œFrequenze poeticheā€, ha pubblicato un volume che ricostruisce la vicenda delle avanguardie a Napoli nel secondo Novecento, proprio attraverso la storia delle riviste. Il titolo ĆØ Da ā€œDocumento-Sudā€ a ā€œOltranzaā€. Tendenze di alcune riviste e poeti a Napoli 1958-1995; l’editore ĆØ OĆØdipus, che sempre più si sta affermando come editore di punta dell’alternativa letteraria. E il libro non ĆØ soltanto la dimostrazione ā€œlocaleā€ di come sia stata vivace l’area napoletana, al pari se non di più delle coeve esperienze in altre cittĆ ; ma ĆØ anche l’occasione per ripercorrere le tendenze di quegli anni e in essi la resistenza della istanza non arresa al mercato e del dibattito non corrivo attorno al postmoderno.

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Un contributo di Franco Falasca: i critici letterari

Franco Falasca, scrittore, artista e altro ancora, avendomi avuto alcune volte come critico aggiunto, mi ha spedito una interessante quadro tipologico dei critici letterari. Ogni critico potrà facilmente riconoscersi nel profilo che più gli piacerà.
Su Falasca, autore che seguo dagli inizi, ho scritto nella sezione Autori; ma soprattutto rimando alla conferenza-intervento che terrĆ  il 19 dicembre sulla sua formula dell’Immaginazione preventiva, come indicato nella sezione Appuntamenti.

I CRITICI LETTERARI

I critici letterari si dividono (schematicamente) in: critici amici per i quali il libro ĆØ sempre ottimo anche quando non lo ĆØ, ma mai un capolavoro anche quando lo ĆØ; critici invidiosi che subdolamente ti elogiano accostandoti ad autori pessimi; critici populisti con il complesso d’inferioritĆ  che attaccano i geni riconosciuti ma solo quelli d’avanguardia; critici dal collo corto, che non si notano tra la folla, e che per emergere sparano continue dichiarazioni apparentemente valide contro chiunque; critici squallidi per i quali ogni giudizio comporta un qualche interesse privato; critici storicisti, per i quali non sono i geni a creare la storia, ma ĆØ la storia a creare i geni; critici colti ma non critici, per i quali ogni occasione ĆØ buona per esibire la propria cultura; critici esauriti, per i quali ciò che ha deciso la maggioranza ĆØ sempre accettabile; critici ex-marxisti per i quali ciò che decide il mercato ha sempre un valore sociale che non si può ignorare; critici mondani che apprezzano solo autori mondani; critici psicanalitici per i quali ogni frase che l’autore scrive, viene usata contro di lui; critici strutturalisti, che analizzano ciò che l’autore dice e non ciò che scompostamente vorrebbe dire uscendo fuori da sĆ©, e negano intenzioni e significati assenti che sono il pane quotidiano invece dell’altra categoria di critici, i critici creativi completamente liberi e inattendibili.

Migranti e marziani

Tra le ovvietĆ  che di solito si dicono a proposito dei migranti, che so, “non possiamo accoglierli tutti”, “aiutiamoli a casa loro”, “ospitateli nelle vostre ville, se vi piacciono tanto”, una che mi irrita assai ĆØ l’espressione “migranti economici”. I migranti economici sarebbero quelli che non hanno diritto di asilo, perchĆ© le motivazioni del loro migrare sarebbero soltanto la miseria e la fame. Mossi da queste ragioniĀ non decisive eĀ  non giustificate (che diamine: anche qui da noi ci sono i derelitti e i morti di fame…), verrebbero nel nostro paese con intenti subdoli mescolandosi agli autentici profughi. CioĆØ: si giocherebbero i giĆ  scarsi e sudati risparmi, si sottoporrebbero a viaggi improbi, metterebbero ad alto rischio l’integritĆ  e incolumitĆ  personale sapendo di poter probabilmente annegare in prossimitĆ  della meta, tutto questo al solo scopo malvagio di turbare i nostri sonni e di gravare sul nostro fragile assetto sociale?

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Tutto Riviello

Questa edizione dell’opera omnia di Vito Riviello (Tutte le poesie, Sapienza UniversitĆ  editrice) ĆØ davvero un libro ā€œtotaleā€: suddivisa in due volumi per ragioni di maneggiabilitĆ  e curata con grande competenza e acume interpretativo da Cecilia Bello Minciacchi, consente una lettura complessiva dell’autore che ne rivela tutta la complessitĆ . Riviello ĆØ tra gli autori che hanno operato dopo la stagione delle neoavanguardie, però senza tentazioni retrograde, piuttosto con una cifra originale di poetica ā€œnon allineataā€. Il problema critico che lo riguarda ‒ lo solleva Cecilia Bello Minciacchi nel corso della sua introduzione ‒ ĆØ che ĆØ fin troppo facile catalogarlo (etichettarlo) nella sfera del comico.

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