Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Scritture della catastrofe di nuovo in libreria

L’editore Meltemi ripropone il mio libro Scritture della catastrofe, già pubblicato in prima edizione nel 2007. La nuova versione è stata rivista, corretta e aggiornata, dato il periodo intercorso. Il clima determinato dalla pandemia ha indubbiamente inciso sul ritorno di questo “viaggio tra le distopie” che tocca diversi aspetti divenuti, purtroppo, d’attualità. Tuttavia il genere (o sottogenere) distopico non vale soltanto in quanto la sua visione del futuro si sta dimostrando azzeccata, ma soprattutto per la sua impostazione particolare che, puntando sul peggioramento del presente, “distorce”, per così dire, i generi confinanti, il fantastico e la fantascienza, e utilizza anche, a buon bisogno, l’allegoria e l’umorismo, mettendo sotto gli occhi l’avvertimento di cosa avverrà se tutto continua così.
Il libro percorre passo passo gli incubi letterari, dai più ai meno famosi, di diverse letterature. La rassegna dell’evoluzione e delle tipologie delle scritture distopiche serve a farne comprendere meglio la funzione, che è essenzialmente esortativa (la distopia rappresenta qualcosa che non vuole veder realizzata) e la posizione nel sistema odierno dei generi letterari. Continua a leggere Scritture della catastrofe di nuovo in libreria

La distanza critica

Invogliato da una intervista dell’autore e soprattutto dal titolo del libro, ho letto i saggi di Franco Moretti raccolti in A una certa distanza (Carocci editore). Conoscevo già varie altre opere di Moretti e ho trovato la sua prospettiva sempre interessante anche quando ero in disaccordo, e la sua scrittura sempre coinvolgente in quanto chiara, esplicativa, disponibile alla verifica e priva di affermazioni indimostrabili; gli riconosco una “obiettività” che sfugge al conservatorismo nostalgico di molti studi letterari rivolti alla tradizione del passato e in questo ultimo lavoro ho trovato addirittura una disponibilità all’autocritica (l’accoglimento delle obiezioni quando «ti viene dimostrato che ti sbagli») che avevo raramente rinvenuto nel mondo della teoria letteraria.
In questo libro Franco Moretti sviluppa la sua idea di Distant reading (era il titolo dell’edizione in inglese, contrapposto diametralmente al Close reading diffuso in area anglosassone), già portata avanti in La letteratura vista da lontano del 2005. E a me pare che, tanto più in questo periodo, in cui il “distanziamento” è visto come coatta costrizione sanitaria, sia necessario difendere la “distanza” ‒ contro tutte le teorie in auge dell’empatia e dell’assorbimento nel testo ‒ precisandola come distanza critica. Continua a leggere La distanza critica

Micromance di Antonio Amendola si può leggere su Critica integrale

“Critica integrale”, nel suo piccolo provvede ad editare. Ospita oggi in formato PDF nella sezione Gli scaricabili, il testo Micromance di Antonio Amendola. Amendola è autore che i “seguitori” di questo sito conoscono, avendo collaborato più volte con interventi sulla sonorità e sulla voce. È un autore davvero poliedrico, esperto di musica elettronica, di poesia sonora, di performance e attivo anche nella scrittura, vedi le pubblicazioni: Vocalisia, Il trenorale, Materiali e forme di scritture sonanti, L’uomo senza macchina da presa, Labiale.
Si tratta, anche nel caso di Micormance, di un lavoro originale che, oltre a sottolineare i valori della composizione grafica come equivalente della pronuncia e della sillabazione, produce interessanti intersezioni semiotiche tra linearità e figurazione, parola e immagine, suono e silenzio, in un progetto di unione delle arti attraversato da forte tensione. Continua a leggere Micromance di Antonio Amendola si può leggere su Critica integrale

Nuovo programma della LUNA 2021

Stanno per riprendere, nel nuovo anno 2021, i seminari della LUNA, con un breve ciclo dedicato al romanzo anomalo (vedi articolo di presentazione del tema).
Il programma prevede le seguenti date:
27 gennaio. Incontro con Marcello Carlino sul romanzo anomalo
24 febbraio. Palazzeschi, Il codice di Perelà
21 marzo. Gadda, Quer pasticciaccio brutto…
28 aprile. Manganelli, Hilarotragoedia
19 maggio. Pasolini, Petrolio
16 giugno. La sorte del romanzo Continua a leggere Nuovo programma della LUNA 2021

L’Espressionismo secondo delli Santi

Gaetano delli Santi è artista a tutto campo, dalle arti figurative (pittura, scultura) a quelle letterarie (poesia, ma anche prosa: in prosa c’è un suo voluminosissimo Faust in attesa e in continua espansione). Con una sperimentazione linguistica senza pari, è stato, negli anni Novanta del Novecento, una delle figure di punta del movimento della Terza Ondata (una formula inventata a quei tempi da Bettini e Di Marco e accolta anche da Barilli: oggi purtroppo accaparrata dalla pandemia…). Il suo Fra’ Giordano Bruno redivivo è approdato al teatro nel 2003 per la regia di Claudio Pappalardo e la performance di Giacinto Palmarini (lo si può vedere in filmato). Delli Santi Non ha trascurato nemmeno l’aspetto teorico-critico, basti vedere il suo libro sul Barocco (La forza generativa del Barocco), montato come un vero e proprio ipertesto, anche grazie all’impaginazione dinamica dell’editore Fabio D’Ambrosio. Con il medesimo editore, che è suo collaboratore costante, delli Santi pubblica ora un altrettanto impegnativo Saggio sopra l’espressionismo, anche questo realizzato con l’apporto decisivo delle immagini in un’ottica interdisciplinare che supera i confini non solo delle dimensioni ma anche della pagina stessa fino a riempirne i lati di note e di brevi indicazioni segnaletiche per orientare la lettura.

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Sulla “poesia epigenetica” di Giovanni Fontana

L’editore Danilo Montanari pubblica il catalogo della mostra dedicata all’attività multiforme di Giovanni Fontana, poeta lineare, sonoro e visuale, nonché performer, insomma poliartista di indiscusso valore. La mostra è stata promossa dalla Fondazione Bonotto e dal CIPM e Alphabetville di Marsiglia; il libro che ne deriva, curato da Patrizio Peterlini, ospita una serie di interventi critici su Fontana raccolti attorno a un titolo contenente la formula prediletta dall’autore, Epigenetic Poetry. “Epigenetico” è un attributo che proviene dalla biologia e indica le mutazioni cellulari che non alterano la struttura. Poesia epigenetica sarà dunque quella che utilizza il testo-base in modo fluido, sottoponendolo di volta in volta a interventi singolari, al modo di una partitura, di un pre-testo che deve essere investito e proprio “innervato” da tutta la corporeità del poeta, concentrata in particolare nell’uso della voce:

Riflettendo, allora, sul potere di significazione del corpo nella sfera linguistica non si può non considerare, in poesia, il valore della vocalità, che ha il potere di innescare istantaneamente nel momento performativo le vampe melopeiche, logopeiche e fanopeiche, ma secondo livelli variabilmente sovrapposti e talora fortemente distanti. È infatti la voce, come corpo dinamico, che in forma, con-forma, configura la poesia nello spazio-tempo.

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