Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Mangatour1

Anche “Critica integrale” va in vacanza, ma non lascia soli i suoi lettori. In questa anno manganelliano, li invita a percorrere gli itinerari cari al nostro scrittore. Certo, i luoghi in cui ci accompagnerà il Mangatour non sono ameni, né ridenti e nemmeno tanto riposanti, eppure faranno da positivo antidoto alle banalità delle vacanze più o meno organizzate e ai loro assillanti animatori. Allora, si parte, cominciando dal preparare i bagagli.

Le valige

Scrittori e viaggiatori più competenti di me hanno scritto pagine indimenticabili sulle valigie; mi limiterò ad esporre alcuni tratti peculiari del mio rapporto con le valigie. Coloro che amano le valigie oscillano tra due diversi atteggiamenti: c’è chi desidera valigie enormi e leggere, in cui ci stia tutto, e tutto diventi leggero; altri vogliono valigie piccole e maneggevoli, che accolgano solo l’essenziale. Poiché io appartengo ad entrambe le scuole, la mia esistenza di amatore di valigie è tormentata. Che cosa è mai l’«essenziale»? Su un punto non ho dubbi: sono le forbicine. A rigore, le forbicine non esigono una vera e propria valigia; ma esse sono per così dire il centro della valigia, ciò che fa sì che una valigia sia tale, che un viaggio sia un viaggio. Senza forbicine io sono un Robinson miope che ha perso gli occhiali, o che è stato abbandonato dalla capra. Continua a leggere Mangatour1

I “Frammenti non a memoria” di Amendola su Critica integrale

“Critica integrale” presenta il nuovo libro di Antonio Amendola, Frammenti non a memoria, che può essere scaricato dalla apposita sezione (Gli scaricabili). Si tratta tecnicamente di poesia, tuttavia sarebbe più esatto affrontare il libro secondo la chiave che offre il titolo stesso, vale a dire la “frammentarietà”. Il frammento è – teste Benjamin – la caratteristica principale del testo moderno, soprattutto nella sua realizzazione radicale. Il frammento ci mette in guardia da una ricerca pura e semplice del senso: il senso lo si trova, ma, per l’appunto, fatto a brani e non rintracciabile se non nei rapporti tra le parti e facendo i conti con una eterogeneità di fondo. I frammenti ci invitano a un lavoro di ricostruzione a partire da un “mondo a pezzi”. Continua a leggere I “Frammenti non a memoria” di Amendola su Critica integrale

Fontana si fa in 4

A conferma di una “piena” attività, vitalissima e aperta su tutti i fronti, Giovanni Fontana ha pubblicato nel periodo recente, tra fine 2021 e il corrente anno, ben quattro libri, di diverso tenore e provenienza, ma tutti di forte spessore rappresentativo.
I titoli: Hic (Bertoni, novembre 2021) nella collana di Giorgio Moio con introduzione dello stesso, dedicato alle tavole visive; je sens [donc je son (Cipm & Dernier Télégramme, dicembre 2021) con prefazione di Barbara Meazzi, testo bilingue francese/italiano di sento [dunque suono, da una performance alla Mostra di Marsiglia; l’antologia Giovanni Fontana un classico dell’avanguardia (Agenzia X, marzo 2022), a cura di Patrizio Peterlini e Lello Voce, che aprono il libro con un interessante dialogo teorico, lasciando poi spazio ad un’ampia raccolta della critica sull’autore, edita e inedita; e infine Inventario (Milella, aprile 2022), con le introduzioni del curatore di collana Salvatore Luperto e di Carlo Alberto Augieri, cavalcata a suo modo autobiografica attraverso le fasi della formazione, maturità e sviluppo del poliartista.
La quantità di produzione corrisponde indubbiamente alla alta qualità di un autore che si muove tra poesia sonora e visiva, testo lineare, performance e quant’altro. Davvero un problema per il recensore, che dovrà a sua volta, “farsi in quattro”… Continua a leggere Fontana si fa in 4

Per Mario

Con Mario Quattrucci se ne è andato, nella notte tra il 5 e il 6 luglio, un altro dei “piloni portanti” del nostro movimento culturale e letterario. L’ho conosciuto la prima volta come poeta, negli anni Ottanta alle presentazioni che si tenevano presso la Galleria Giulia e poi ho continuato a incontrarlo in tante e tante altre occasioni; si sarebbe trasformato, più tardi, a sorpresa, in un narratore copiosissimo, un giallista raffinato ed ironico, dietro al suo alter ego, il Commissario Marè.
L’ho conosciuto come persona correttissima e aperta, collaborando insieme in moltissime iniziative, non ultima la rivista “Malacoda” che – nel segno del diavolo dantesco delle Malebolge – ha raccolto in anni recenti tutta un’area di intellettuali e scrittori non arresi all’andazzo generale. Mario è stato, anche negli ultimi tempi pieni di acciacchi, uno straordinario stimolatore culturale; quando arrivavano le sue e-mail a chiedere articoli, non sembrava mai soddisfatto, gliene promettevi uno e ne chiedeva subito ancora altri… Continua a leggere Per Mario

Seminario “Critica della critica”: Agosti su Montale

Il ciclo di seminari “Critica della critica” è arrivato alla sua terza tappa, dedicata alla critica psicoanalitica. In questo caso il “campione” scelto, cioè il saggio di Stefano Agosti, Il testo della poesia: “Sul lago d’Orta”, compreso in Cinque analisi (1982), si è rivelato un rappresentante affatto particolare. Infatti, nel metodo di Agosti mancano tutti i soliti “tic” della critica ispirata alla psicoanalisi, ossia i riferimenti biografici, il rimando all’infanzia e ai rapporti familiari, problemi sessuali o simili. Niente di tutto ciò: il saggio di Agosti lavora rigorosamente a livello linguistico, usufruendo  delle teorie poststrutturaliste, non solo Lacan (che ha rinnovato il territorio psicoanalitico), ma anche Derrida e quindi il decostruzionismo, ben presente nel saggio soprattutto nella ricerca di significati “indecidibili”.
Si può seguire il seminario da questa registrazione:

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Tre accorgimenti per evitare la confusione

Fare attenzione alla parola “poesia”. Come niente quella parola si impanca con una iniziale maiuscola. Pensavate di pronunciarla in senso neutro, puramente tecnico (come versificazione, ovvero testo che va a capo) e invece no, viene recepita ormai in senso sostanziale, le antenne si tendono a captare il moto del sentimento, l’espressione intima, la lingua dell’anima, la purezza eterea e via sensocomuneggiando. Quante volte lo si sente dire? La poesia è un dono, ha a che fare con la grazia, con l’incantesimo, richiede un ascolto devoto per cogliere le sue sfumature, una ricezione nel raccoglimento e altre enunciazioni quasi tutte di sapore parareligioso.
Di fatto, la poesia è emarginata nel regno della comunicazione globale, è homeless senza casa (editrice), ma quella che resta in attività fattasi privata è essenzialmente del privato che finisce ad occuparsi, proprio del proprio privato – e si declina quindi consolatoria e compensativa. È l’“aura fritta”, come dice con calembour felice Felice Accame. Continua a leggere Tre accorgimenti per evitare la confusione