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C’è empatia ed empatia

Negli ultimi tempi nella teoria della critica letteraria circola con frequenza quello che chiamerei il “teorema dell’empatia”. In realtà non si tratta di una tesi solo letteraria, ma di un indirizzo agganciato a una proposizione in generale progressista. Comunque, in sintesi, il teorema dell’empatia dice: i comportamenti violenti e intolleranti che manifestano un rifiuto dell’altro sono dovuti a una carenza di empatia. Se ci si mette nei panni del diverso-da-noi non si può più desiderare di eliminarlo. L’empatia – che è iscritta nel cervello umano nei cosiddetti “neuroni specchio” – è dunque prosociale, incentivarla vuol dire produrre un incremento di agire morale. A controprova, mancanti di empatia sono gli autistici e gli automi (si veda anche la fantascienza di Philip Dick dove, per scoprire gli androidi, si controlla per l’appunto l’empatia). Corollario letterario del teorema: la letteratura e in particolare la narrativa è una scuola di empatia; infatti con l’immedesimazione nel personaggio ci addestra a entrare dentro un altro e a provare le sue stesse emozioni e tale ginnastica mentale può favorire l’aumento dell’empatia generale e quindi il miglioramento delle relazioni umane.
Mi pare che questa tesi, rafforzata di solito dalle ricerche statistiche legate alle neuroscienze (e ai “neuroni specchio” come accennavo) vada considerata con attenzione nei pro e nei contro, non fosse altro che per il motivo che toglie molto spazio alla critica. Continua a leggere C’è empatia ed empatia

Interviene Contiliano: Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Ricevo e pubblico un nuovo intervento di Nino Contiliano:

Le astuzie e i depistaggi del neocapitalismo

Un vecchio adagio recita: il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Così se la rivoluzione post-fordista dell’economia capitalistica si è riciclata attraverso l’economia della conoscenza, quella codificata degli sviluppi della cybernetica e della tecnologia digitale open source (sempre più avanzata e personalizzata nei luoghi, nella tempistica e nelle prestazioni), il cuore del suo vizio capitalistico – la logica del valore privatizzato (oggi global value chain, e shared value), o la ricerca del business/profitti come valore condiviso – è rimasto immobile. Condivisione. Parola magica. La magia che imbriglia e imbroglia gli stessi produttori del valore, gli sfruttati. Neanche riciclati. Coinvolti nella catena della valorizzazione fino all’esaurimento della forza creativa, sono imbavagliati, svalorizzati e poi, esauriti, pronti per la discarica usa-e-getta.

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Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Ricevo da Nino Contiliano un intervento che parte dalla emergenza dell’oggi per ripensare e riattingere la teoria brechtiana delle “5 difficoltà” . Lo pubblico con molto piacere (per me Brecht è sempre il massimo).

 

Dalle 5 difficoltà di scrivere la verità di B. Brecht

Una funzione ψ anomala

 

Economie, società ed esistenze individuali e di gruppo nel mondo cibernetico-digitalizzato capitalistico sono in continuo trapasso da un ipse dixit a un altro, un flusso di news, di diagrammi e curve affatto neutrali. Un flusso di informazioni e comunicazioni che, mediato dall’interfaccia tra robotica e bionica, denota e connota una situazione d’emergenza permanente, un vero e nuovo stato d’eccezione come pratica di governo e gestione dispotica e distopica generalizzata. Nessuna progettualità e stabilità politica né a breve né a lungo termine è possibile, a meno che non sia quella di un’ininterrotta conflittualità politica (in genere) dell’arte, della letteratura e della poesia. Continua a leggere Un intervento di Nino Contiliano per rileggere le 5 difficoltà di Brecht

Brecht, Me-ti

Che ci sia un certo “ritorno a Brecht” è attestato da vari sintomi, non solo dalle riprese teatrali, ma anche dalle occasioni di riflessioni critiche come il convegno molto qualificato tenutosi lo scorso giugno a Roma. Ora, una ottima edizione de L’orma, ripropone il Me-ti. Libro delle svolte, ormai introvabile nella vecchia edizione Einaudi, conservando in gran parte la traduzione di Cesare Cases, ma mettendo a punto il testo sull’ultima edizione tedesca, con ordinamento rivisto, brani inediti e aggiunta di apparati conclusivi. Continua a leggere Brecht, Me-ti