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Antonio Pinto, il poeta giullare

Il 9 novembre nel primo pomeriggio è scomparso Antonio Maria Pinto, dopo una lunga malattia e l’intervento finale del contagio di Covid. Antonio aveva al suo attivo una consistente produzione di versi, che si può leggere riunita nell’edizione di Tutte le poesie, pubblicata da Oèdipus nel 2018, dove si trova anche anche un consistente apparato critico sull’autore. La sua poetica era fondata sulla ripresa attualizzante del comico-giullaresco spesso attraverso la favolistica allegorica (con animali protagonisti) e la satira di ogni pretesa di superiorità e supponenza. Una operazione ricca di molteplici esperimenti e acrobazie formali e di una ricerca lessicale di incredibile vastità. Materiali e letture su Antonio si trovano in questo sito sia nella sezione Autori che in Katakino. In attesa di riprendere e approfondire più avanti il discorso critico, la cosa migliore, in questo momento di perdita, mi sembra riportare in una minima antologia la sua “voce” poetica.

ALLEGRO DA PIDOCCHIO

Allegro da pidocchio
sbicchiero nella ciocca
del ciompo pifferaro:
gli rendo il suono avaro,
la nota storta e tocca,
il canto tutto un ticchio.

Canzonelletta lesta
sermona a questa testa,
strappale perpescenza
e schiaffaci scemenza.

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L’umorismo e le sue estensioni

Come il grottesco (ma pure l’ironia, la satira e compagnia), anche l’umorismo fa parte delle pratiche del comico, ma è difficile descriverlo e contenerlo entro precisi confini. Il termine proviene senza dubbio da “umore”, tuttavia non è chiaro se ciò significhi una diretta emanazione umorale (e di quale umore poi, dei quattro principali?), oppure il bilanciamento di essa, come propendono a pensare tutte le teorie del “sollievo”, che attraverso il riso rovesciano gli effetti della realtà. In alcuni autori l’umorismo raggiunge estensione massima e finisce per coprire per intero o quasi il territorio del comico. Fatto significativo: il più recente contributo in materia, quello di Terry Eagleton intitolato in edizione originale Humour, è stato da poco pubblicato in traduzione con il titolo Breve storia della risata, e non senza motivo perché il libro, soprattutto nella parte iniziale, non pone molte distanze tra le diverse forme che provocano il riso. Continua a leggere L’umorismo e le sue estensioni

Cos’è il grottesco

Come si sa, l’origine del termine “grottesco” non è strettamente letteraria. Nel Cinquecento le pitture della Domus aurea erano sepolte e si potevano ammirare facendosi calare dall’alto come in una grotta; di qui la denominazione di “grottesche” per indicare quelle decorazioni riempitive in cui vegetali, animali e esseri umani sono usati per ornamento. Questo significato originario sembrerebbe molto lontano dal nostro “grottesco” che indica una sottospecie del comico, una delle varie “fenomenologie” del riso, insieme a umorismo, ironia, sarcasmo, e così via. A guardar bene, però, il termine è più adoperato che ben definito. Mi proverò dunque a una delimitazione teorica e forse la distanza dall’origine risulterà minore di quanto non appaia a prima vista.

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Tutto Riviello

Questa edizione dell’opera omnia di Vito Riviello (Tutte le poesie, Sapienza Università editrice) è davvero un libro “totale”: suddivisa in due volumi per ragioni di maneggiabilità e curata con grande competenza e acume interpretativo da Cecilia Bello Minciacchi, consente una lettura complessiva dell’autore che ne rivela tutta la complessità. Riviello è tra gli autori che hanno operato dopo la stagione delle neoavanguardie, però senza tentazioni retrograde, piuttosto con una cifra originale di poetica “non allineata”. Il problema critico che lo riguarda ‒ lo solleva Cecilia Bello Minciacchi nel corso della sua introduzione ‒ è che è fin troppo facile catalogarlo (etichettarlo) nella sfera del comico.

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LEZIONE PALAZZESCHI

Prosegue il corso (per il vero non molto accelerato) di videolezioni sulla poesia italiana di inizio Novecento, nella sezione “Appello straordinario”. Tocca questa volta ad Aldo Palazzeschi e alla sua effervescente poesia comica tra crepuscolarismo e futurismo. Il testo campione che viene analizzato è E lasciatemi divertire, uno scatenamento “sonoro” di natura ludica e tuttavia con risvolti alquanto seri.

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