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Seminario-incontro con Giovanni Fontana

Il 29 settembre (data fatidica: “Seduto in quel caffè…”) sono ripresi i seminari della LUNA con un incontro con l’autore. In questo caso – poiché andremo ad affrontare di qui alla fine dell’anno, il problema del rapporto tra l’avanguardia e le tecniche – il nostro interlocutore ideale era Giovanni Fontana, poeta sonoro, visivo, performativo nonché lineare. Con grande disponibilità Fontana, a partire da una ampia introduzione sulla storia delle sperimentazioni verbovisive, ha presentato il suo percorso, la sua poetica di poesia epigenetica e la sua multiforme e poliedrica produzione artistica.
Chi volesse seguire o riascoltare il seminario può recuperarlo con questa registrazione:

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Un Dante di sguincio

Non si può evitare di parlare di Dante nell’anno anniversario. Tanto più che concordo sulla sua assoluta grandezza collocata all’ingresso della nostra letteratura. Il che non vuol dire apprezzare la valanga celebrativa dei cori estatici-estetici e dei megafoni ufficiali che ne trattano come fosse un prodotto del made-in-Italy da sponsorizzare. Invece delle sviolinate diciamo che Dante inaugura non solo la tradizione, ma in essa una linea che, nel prosieguo letterario, è risultata alternativa, in qualche modo un’antitradizione opposta a quella dominante, petrarchesca.
Personalmente, ho preferito, allora, prenderlo un po’ di sguincio, il nostro grande classico. E, ottemperando alla vocazione dello straniamento, guardarlo da una prospettiva esterna, vale a dire dalla riscrittura che ne ha fatto, nel mezzo del Novecento, il tedesco Peter Weiss. Il progetto teatrale di Weiss (posto tra il Marat/Sade e L’istruttoria) di proiettare Dante nel mondo contemporaneo è molto poco noto, ancorché pubblicato in traduzione da Mimesis. È rimasto incompleto, limitato com’è al solo Inferno; forse un segnale che quello è, incontestabilmente, il Dante più “espressionista”. Continua a leggere Un Dante di sguincio

Riprende la LUNA: i nuovi seminari

Ci sia ripresa o no , intanto riprendono a settembre i seminari della LUNA, in modi che per il momento restano invariati, cioè a distanza sulla piattaforma Zoom alle ore 17 (eventuali cambiamenti verranno prontamente comunicati). L’argomento che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno 2021 è stato deciso collettivamente dagli aderenti al progetto: il tema è quello dell’avanguardia nei suoi rapporti con le altre arti e con la tecnologia. Si tratta di una questione che ci darà modo di discutere, ovviamente sull’avanguardia, sulle valenze del termine e sui suoi limiti storici e però anche sulle sue invenzioni creative liberatorie, nonché sulla sua attuale latitanza e tuttavia necessità assoluta. I rapporti con tecniche diverse da quelle strettamente letterarie consentiranno di allargare la visuale, scoprire risvolti diversi nei movimenti storici, capire le svolte dei percorsi novecenteschi.
Il programma sarà articolato come segue :

29 Settembre: incontro con Giovanni Fontana su avanguardia e tecnologia.

28 Ottobre: Il Futurismo e la pittura.

25 Novembre: Il Surrealismo e il cinema.

16 Dicembre: Beckett, letteratura e teatro.

Chi fosse interessato può iscriversi attraverso i contatti nel settore della LUNA.

14/09/2021

Corporeità e densità nella poesia di Giovanni Fontana

L’opera di Giovanni Fontana si è affermata ormai come una delle direzioni principali della poesia italiana contemporanea, innanzitutto per l’estensione dei mezzi – performance con sbocchi teatrali, poesia sonora, poesia visiva e una costante produzione di poesia lineare o semi-lineare (quasi in funzione di spartito) – e per la portata internazionale e relativi riconoscimenti; ma anche per maturità e intensità espressiva teme ben pochi confronti. Notevole anche per costanza e continuità: escono a stretto giro le tavole verbovisive di Paysages, edite dalla Fondazione Bonotto con l’introduzione di Eugenio Miccini e le poesie de Il corpo denso, prefate da Barbara Meazzi, per i tipi dell’editore Campanotto, che conferma la sua meritoria attività di promotore della ricerca più avanzata. Continua a leggere Corporeità e densità nella poesia di Giovanni Fontana

La parola avanguardia

Dato che faccio spesso uso, qui e altrove, della parola “avanguardia” e le attribuisco manifestamente valore positivo e propositivo, sento la necessità di una spiegazione in quanto nella maggioranza dei casi odierni la stessa parola viene pronunciata con accento di disdoro, al massimo giustificata storicamente come fenomeno (ma più sociologico che autenticamente letterario) e meno che mai come prospettiva ancora percorribile.
A dare fastidio non sono solo i movimenti collettivi che vi vengono per solito inquadrati (Futurismo, Dada, Surrealismo, Espressionismo, Gruppo 63), ma è proprio la parola a ingenerare sospetto. Infatti il termine “avanguardia” è visto provenire dal lessico militare e quindi appare coinvolto in un agire violento e massimalista, maschilista e settario (a riprova si porta la divaricazione dei due Futurismi italiano e russo, coinvolti nelle due opposte dittature novecentesche all’estrema destra e all’estrema sinistra); nel suo fare gruppo appare omologante, a partire dai manifesti che “danno la linea” e diventano obbligatori e normativi; nel suo fare polemico appare supponente nei confronti delle altre tendenze per la hybris di ritenersi più avanti degli altri.
Insomma: con che coraggio posso ancora adoperare questa parola così palesemente “politicamente scorretta”? Continua a leggere La parola avanguardia

Joking Joyce: la scoperta dei quark

Nelle notti estive, non sia mai!, ma può capitare di svegliarsi alle albe per i versi dei gabbiani. Ma che verso fanno i gabbiani? Secondo il Joking Joyce fanno “quark”.  Il nostro autore, però, non poteva prevedere che dal suo davvero illeggibile Finnegans Wake sarebbe uscito il nome di una particella della fisica subnucleare. Vedi cosa succede a giocare con le parole!

TRE QUARK PE’ O’ SEGNÙ MARCO!

Tre quark pe’ o’ Segnù Marco!
Certo che non sembrava proprio un barco
e certo ch’il su comprender non era vicino al varco
Ma o, Scricciaquila Onnipotente, non vorremmo esser giri nonché farco
per veder esto condòr gridare per la camicia allo scur’arco
e girar in caccia de su’ vestiti maculati in mezzo al parco?
Hohohoho, in muta Marco!
Tu sei il più stran pollaster vuoluto giù dell’Arca allo sbarco
e pensi d’essere gallo tu e monarco.
Orsù volier! o’ Tristy è il giovin sfrizzante primarco
che la spasserà e la passererà e l’alletterà e la sistremerà
né il piumaggio della coda mai rovinerà
e ’sto bel tipo sarà di successo e marchi carco!

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