Archivi categoria: Senza categoria

Amendola, Illogico Remake

Ospito volentieri nella sezione pdf di “Critica integrale”, il nuovo libro-progetto di Antonio Amendola. Il titolo è Illogico remake e ripercorre le tappe dell’esperienza musicale del gruppo degli “Illogico”, cui l’autore ha preso parte. Non è un libro semplicemente autobiografico, perché intanto si allarga a ripercorrere le maggiori esperienze ispiratrici, offrendoci una personale e originale compilation di antecedenti e antesignani nel corso degli anni.
Inoltre il libro non è scritto in modo semplicemente lineare, ma utilizza visivamente i procedimenti dell’Amendola scrittore, le variazioni di corpi tipografici, la dislocazione nella pagina, i puntini di sospensione, e quant’altro rende la lettura una sorta di avventura e traduce in vivacità per l’occhio i modi di “interferenza” e “turbolenza” dell’esperienza sonora.
Un remake che torna indietro, ma che gioca con fughe in avanti e mescola i tempi, tant’è vero che comincia là dove i libri di solito finiscono, cioè con la bibliografia… Continua a leggere Amendola, Illogico Remake

Tutto Pignotti

In attesa di festeggiare a breve il suo centesimo compleanno, Lamberto Pignotti ha già ricevuto un bel regalo: un ampio volume di oltre 800 pagine che racchiude la sua produzione di scritture, come si suol dire, “lineari”, edito da Mimesis e curato da Teresa Nocita sotto il titolo Opere letterarie.
Un percorso oltremodo significativo, quello del nostro autore, che attraversa il secondo Novecento e l’inizio del XXI° secolo, costeggiando sempre in modo originale avanguardia, postmoderno e oltre, con l’apporto di uno spiccato spirito di ricerca sperimentale.
Naturalmente, prima di affrontare la lettura, occorre tener presente che si tratta solo della metà del pianeta-Pignotti: l’altra metà, quella della poesia-visiva e della performance, che non poteva essere documentata qui, scorre in parallelo con le opere letterarie e mantiene con esse un contatto stretto e coerente. Non solo, ma ci sarebbe anche una cospicua terza metà (!?), costituita dall’opera critico-teorica di altrettanto spessore delle precedenti e ben connessa con loro. Continua a leggere Tutto Pignotti

Per Carla

Carla Vasio si è spenta il 24 gennaio dopo una vita, lunga più di un secolo, dedicata alla letteratura o, per meglio dire, all’elaborazione attenta e esigentissima della scrittura. Io l’ho conosciuta verso la fine degli anni Settanta e da lì in poi è stata una mia grande amica ed abbiamo passato ore intense a conversare tra presentazioni, letture, convegni, visite nella sua casa piena di libri (con il gatto Lalique) o attraverso il filo del telefono, con il giovamento del suo gusto raffinato e geniale, e di quelle che lei chiamava le “cattiverie”, che poi non erano altro che le giuste critiche all’ambiente letterario che ci circondava, a stigmatizzare quanto di approssimativo, petulante, presuntuoso e ridicolo vi circolasse. Addirittura quando si sentiva valorizzare come “scrittura al femminile” il suo sguardo tradiva una paziente sopportazione.
Carla aveva partecipato alla stagione del Gruppo 63 e questa esperienza le era stata fondativa. Ancora a distanza di tempo, nelle sue memorie di Vita privata di una cultura (2013), proprio nella pagina iniziale, lo ricordava come il segno di una alterità che non aveva finito di informare i suoi comportamenti: «Si può ammettere che eravamo scomodi, ed a quanto pare continuiamo a esserlo». Continua a leggere Per Carla

Gran magnate 3

CARLO EMILIO GADDA

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Rotoli di trippe lesse l’un sull’altro come tappeti arrotolati, gentili anatomie di capretti spellati, rosso bian¬che, il codonzolo appuntito, m a terminato nel ciuffetto, a significarne in modo veridico la nobiltà: «pe quattro lire v’oo do tutto,» diceva l’abbacchiaro presentandolo a mezz’aria, tutto cioè mezzo: e i bianchi cespi de la lattuga romana, o insalatine ricciolute tutte riccioli verdi, polli vivi coi loro occhi che smicciano da un lato solo e vedono, ognuno, un quarto del mondo, galline vive chiotte chiotte stipate nelle loro gabbie, o nere o belghe o padovane avorio-paglia, peperoni secchi gialloverdi, rossoverdi, che al mirarli solo ti pizzicavano la lingua, ti mettevano in salive la bocca: e poi noci, noci di Sorrento, nocciuole di Vignanello, e castagne a mucchi. Continua a leggere Gran magnate 3

Gran magnate 2

TEOFILO FOLENGO

Baldus

Cuncta super tavolam portant miro ordine paggi,
suscalchi magnos incedunt ante piattos,
apponuntque illos taciti, tacitosque regazzos
ire iubent, veluti bella est usanza fameiae
quae servit regi in coenis magnisque maestris.
Ergo nihil parlant, nisi sit parlare bisognus,
immo aliis rebus nemo strepitescit agendis,
ni dent suscalchi paggis quandoque bufettos,
dentque traversatis canibus gattisque pedadas.
Trenta taiatores non cessant rumpere carnes,
dismembrare ochas, vitulos, gialdosque capones,
465furcinulas ficcant in zalcizzonibus, atque
smenuzzant rotulas gladio taliante frequentes.
Saepe bonos tamen hi robbant taliando bocones,
atque caponorum pro se culamina servant.
Persuttos huc terra suos Labruzza recarat,
huc ve supressadas Napoli gentilis et offas
Millanus croceas et quae salcizza bibones
cogit franzosos crebras vacuare botecchias. Continua a leggere Gran magnate 2

Gran magnate 1

Come tutti gli anni, Critica integrale va in vacanza, ma non lascia a bocca asciutta, i suoi lettori proprio insaziabili, ma tiene loro compagnia con alcuni brani scelti. Questa volta, si tratta precisamente di “bocca” e di “insaziabilità”, quel lato alimentare che pure in ferie non guasta.

FRANÇOIS RABELAIS

Gargantua e Pantagruel

Ciò detto fu preparata la cena e in più del consueto furono arrostiti sedici buoi, tre manze, trentadue vitelli, sessantatre caprioli lattonzoli, novantacinque pecore, trecento porcellini di latte con salsa di mosto, duecento e venti pernici, settecento beccaccie, quattrocento capponi del Ludunese e della Cornovoglia, seimila pollastri e altrettanti piccioni, seicento gallinelle, mille e quattrocento leprotti, trecento e tre ottarde e millesettecento capponcelli. Non molta cacciagione si poté procurare così all’improvviso; non v’erano che undici cinghiali inviati dall’abate di Turpenay e diciotto fra daini, cervi e caprioli regalati dal signore di Granmont, più venti fagiani mandati dal signore di Essars e qualche dozzina di colombacci, d’uccelli acquatici, di arzavole, tarabusi, chiurli, pivieri, francolini, oche selvatiche, pizzacheretti, vannelli, palettoni, pavoncelle, aironetti, folaghe, tadorne, gazze, cicogne, oche granaiuole, fiammanti (cioè fenicotteri) terragnoli, dindi, gran quantità di gnocchetti e rinforzo di minestre.
Senza alcun dubbio i viveri abbondavano e furono cucinati a modino da Pestasalsa, Scuotipentola e Rubagresto, cuochi di Grangola. Giannotto, Michele e Gottochiaro, prepararono assai bene da bere.

06/08/2025