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Il senso del nonsense

Apparentemente il nonsense è il contrario dell’allegoria. Quanto quella promette di arrivare a un senso, sia pure dopo complessi e tortuosi percorsi, tanto questo invece lo nega e lo cancella, nella propria stessa denominazione. Se guardiamo bene, però, il nonsense risulta coinvolto in una opposizione ancora più netta. Poiché la sua giustificazione più prossima è quella del gioco, eccolo allora schierato e in modo radicale in contrasto alla serietà. Tutto ciò che di saggio, adulto, drammatico, tragico o sentimentale è attribuito all’ambito letterario viene annullato dal nonsense. Il Messaggio con la maiuscola è proprio ciò che si trova ai suoi antipodi.
Si potrebbe parlare con Francesco Orlando di “ritorno del represso” e di un escamotage per poter fare in modo consapevole e riverito sotto le bandiere dell’arte e della letteratura quelle libere manipolazioni con il linguaggio che si facevano da bambini. È precisamente il “ritorno del represso nella forma”. Il piacere originario che l’infante si prende con le parole torna a galla un po’ in tutta l’istituzione poetica (le cui regole sono sostanzialmente, “regole del gioco”), ma in modo più eccessivo ed eversivo proprio nel nonsense. Continua a leggere Il senso del nonsense

Avanguardia e utopia

Segnalo l’uscita del volume collettivo intitolato Acrobati del futuro. L’uomo nuovo delle avanguardie storiche, pubblicato da Mimesis. Il volume è curato dagli specialisti di letteratura tedesca e francese, Gabriele Guerra, Massimo Blanco e Daniela Padularosa e contiene gli atti del convegno tenuto all’Università “Sapienza” di Roma il 24-25 maggio 2018. Il libro compone, nella gamma dei diversi interventi, un quadro molto vivace delle avanguardie europee nella prima metà del Novecento. Si parla di futurismo, dadaismo, espressionismo, arrivando fino al primo Brecht e affrontando i diversi settori artistici, compresa la musica. E, come indica il titolo, cercando di delucidare il nesso tra l’avanguardia artistica e la proiezione verso il futuro, ovvero la costruzione dell’uomo nuovo. Un nesso molto importante e spesso trascurato, soprattutto dai detrattori dell’avanguardia, che la trattano come insensatezza fine a se stessa; mentre lo scatenamento verbale contiene non soltanto una tendenza polemica antiborghese, ma anche una componente utopica, libertaria e anarchica.
La pubblicazione degli atti di quel convegno è anche una buona occasione per ricordare Mauro Ponzi, che ne è stato l’ideatore e l’animatore. A tutti i partecipanti di allora Mauro manca molto.

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