Tra le uscite recenti sulla soglia dell’estate scorsa si fa notare la raccolta delle poesie di Marcello Frixione, un autore appartato ma a mio parere altamente significativo e già in qualche modo “storico”. Frixione fa parte della generazione emersa negli anni Ottanta del Novecento, è stato operativo nel gruppo “K.B.” (Kryptopterus Bichirris), sodale di Durante, Frasca e Ottonieri, venendo coinvolto nelle riunioni del Gruppo 93 e venendo incluso nell’antologia Terza Ondata di Bettini e Di Marco. Tutta la intricata vicenda di quegli anni è stata da poco ripresa e riesplorata da ogni lato in un numero della “Rivista di Studi Italiani” curato da Gabriele Belletti e Ivan Schiavone, che contiene anche contributi del nostro autore.
E ora arriva il libro complessivo, intitolato Naturama (1981-2019), pubblicato da Oèdipus – ormai una scelta editoriale condivisa giustamente da molti autori della ricerca più avanzata – nella collana curata dallo stesso Ivan Schiavone. Continua a leggere Frixione alla riscossa
Seminario-incontro con Giovanni Fontana
Il 29 settembre (data fatidica: “Seduto in quel caffè…”) sono ripresi i seminari della LUNA con un incontro con l’autore. In questo caso – poiché andremo ad affrontare di qui alla fine dell’anno, il problema del rapporto tra l’avanguardia e le tecniche – il nostro interlocutore ideale era Giovanni Fontana, poeta sonoro, visivo, performativo nonché lineare. Con grande disponibilità Fontana, a partire da una ampia introduzione sulla storia delle sperimentazioni verbovisive, ha presentato il suo percorso, la sua poetica di poesia epigenetica e la sua multiforme e poliedrica produzione artistica.
Chi volesse seguire o riascoltare il seminario può recuperarlo con questa registrazione:
Un Dante di sguincio
Non si può evitare di parlare di Dante nell’anno anniversario. Tanto più che concordo sulla sua assoluta grandezza collocata all’ingresso della nostra letteratura. Il che non vuol dire apprezzare la valanga celebrativa dei cori estatici-estetici e dei megafoni ufficiali che ne trattano come fosse un prodotto del made-in-Italy da sponsorizzare. Invece delle sviolinate diciamo che Dante inaugura non solo la tradizione, ma in essa una linea che, nel prosieguo letterario, è risultata alternativa, in qualche modo un’antitradizione opposta a quella dominante, petrarchesca.
Personalmente, ho preferito, allora, prenderlo un po’ di sguincio, il nostro grande classico. E, ottemperando alla vocazione dello straniamento, guardarlo da una prospettiva esterna, vale a dire dalla riscrittura che ne ha fatto, nel mezzo del Novecento, il tedesco Peter Weiss. Il progetto teatrale di Weiss (posto tra il Marat/Sade e L’istruttoria) di proiettare Dante nel mondo contemporaneo è molto poco noto, ancorché pubblicato in traduzione da Mimesis. È rimasto incompleto, limitato com’è al solo Inferno; forse un segnale che quello è, incontestabilmente, il Dante più “espressionista”. Continua a leggere Un Dante di sguincio
Riprende la LUNA: i nuovi seminari
Ci sia ripresa o no , intanto riprendono a settembre i seminari della LUNA, in modi che per il momento restano invariati, cioè a distanza sulla piattaforma Zoom alle ore 17 (eventuali cambiamenti verranno prontamente comunicati). L’argomento che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno 2021 è stato deciso collettivamente dagli aderenti al progetto: il tema è quello dell’avanguardia nei suoi rapporti con le altre arti e con la tecnologia. Si tratta di una questione che ci darà modo di discutere, ovviamente sull’avanguardia, sulle valenze del termine e sui suoi limiti storici e però anche sulle sue invenzioni creative liberatorie, nonché sulla sua attuale latitanza e tuttavia necessità assoluta. I rapporti con tecniche diverse da quelle strettamente letterarie consentiranno di allargare la visuale, scoprire risvolti diversi nei movimenti storici, capire le svolte dei percorsi novecenteschi.
Il programma sarà articolato come segue :
29 Settembre: incontro con Giovanni Fontana su avanguardia e tecnologia.
28 Ottobre: Il Futurismo e la pittura.
25 Novembre: Il Surrealismo e il cinema.
16 Dicembre: Beckett, letteratura e teatro.
Chi fosse interessato può iscriversi attraverso i contatti nel settore della LUNA.
14/09/2021
Corporeità e densità nella poesia di Giovanni Fontana
L’opera di Giovanni Fontana si è affermata ormai come una delle direzioni principali della poesia italiana contemporanea, innanzitutto per l’estensione dei mezzi – performance con sbocchi teatrali, poesia sonora, poesia visiva e una costante produzione di poesia lineare o semi-lineare (quasi in funzione di spartito) – e per la portata internazionale e relativi riconoscimenti; ma anche per maturità e intensità espressiva teme ben pochi confronti. Notevole anche per costanza e continuità: escono a stretto giro le tavole verbovisive di Paysages, edite dalla Fondazione Bonotto con l’introduzione di Eugenio Miccini e le poesie de Il corpo denso, prefate da Barbara Meazzi, per i tipi dell’editore Campanotto, che conferma la sua meritoria attività di promotore della ricerca più avanzata. Continua a leggere Corporeità e densità nella poesia di Giovanni Fontana
La parola avanguardia
Dato che faccio spesso uso, qui e altrove, della parola “avanguardia” e le attribuisco manifestamente valore positivo e propositivo, sento la necessità di una spiegazione in quanto nella maggioranza dei casi odierni la stessa parola viene pronunciata con accento di disdoro, al massimo giustificata storicamente come fenomeno (ma più sociologico che autenticamente letterario) e meno che mai come prospettiva ancora percorribile.
A dare fastidio non sono solo i movimenti collettivi che vi vengono per solito inquadrati (Futurismo, Dada, Surrealismo, Espressionismo, Gruppo 63), ma è proprio la parola a ingenerare sospetto. Infatti il termine “avanguardia” è visto provenire dal lessico militare e quindi appare coinvolto in un agire violento e massimalista, maschilista e settario (a riprova si porta la divaricazione dei due Futurismi italiano e russo, coinvolti nelle due opposte dittature novecentesche all’estrema destra e all’estrema sinistra); nel suo fare gruppo appare omologante, a partire dai manifesti che “danno la linea” e diventano obbligatori e normativi; nel suo fare polemico appare supponente nei confronti delle altre tendenze per la hybris di ritenersi più avanti degli altri.
Insomma: con che coraggio posso ancora adoperare questa parola così palesemente “politicamente scorretta”? Continua a leggere La parola avanguardia