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D’Ambrosio esagerato a Bookcity

L’editore milanese Fabio D’Ambrosio è in campo ormai da vari anni e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di autori dei quali “Critica integrale” si è occupata variamente quali Gaetano delli Santi, Franco Falasca e Carmine Lubrano, nonché il sottoscritto. Si può affermare che D’Ambrosio sia uno dei pochi autentici editori rimasti, per due buoni motivi:
1) Ha scelto una politica editoriale. E precisamente in una linea di avanguardia. Non sto qui a ripetere e a riprendere il dibattito su questo termine discussissimo (il superlativo, per quanto brutto, ci vuole); lascio parlare lui, dal suo sito ufficiale, quando dice che «l’avanguardia, ORA, è la necessaria risposta alla catastrofe della modernità» ed «è gesto di comunicazione sociale e analisi critica». Ripeta pure il pensiero unico che la direzione è “sbagliata” , sarebbe in ogni caso eroico e ormai singolare un editore che procede con l’idea di trovare e se possibile formare il suo pubblico, invece di inseguire le mode e le previsioni di rientro.
2) I suoi libri sono sempre molto accurati e hanno sempre un intervento grafico che accompagna sulla stessa lunghezza d’onda la tendenza “divergente” del testo scritto.
Recentemente, Fabio D’ambrosio ha aperto uno spazio a Milano: si chiama “Oltre i ponti”, non solo perché si trova in zona Quarto Oggiaro, di là dalla ferrovia, ma soprattutto per significare l’oltranza, anche rispetto a tutte le mediazioni moderate (i ponti…).
In occasione delle manifestazioni milanesi di Bookcity, D’Ambrosio presenterà nel suo “cantiere” una fitta serie di incontri e diverse nuove pubblicazioni. Continua a leggere D’Ambrosio esagerato a Bookcity

Un aforisma di Franco Falasca

Franco Falasca continua nella sua produzione di aforismi radicalmente paradossali. Questo lo regala ai lettori di “Critica integrale”:

Ci si relaziona a quella confusa e invisibile nuvola di idee che il sociologo dice che è la “realtà di oggi”, lo psichiatra dice che è un “disturbo della personalità”, il professore di liceo dice che è “la nostra civiltà”, il cristiano dice che è il “peccato”, il giornalista dice che è “l’opinione pubblica”, il politico dice che è “ciò che risulta dai sondaggi”, l’economista dice che è “il mercato”, la casalinga dice che “sono i prezzi che salgono ogni giorno”, il politico lungimirante dice che è “colpa dell’Europa”, il ragazzo dice che sono i “social”, il nostalgico dice che sono “i sentimenti che non sono più quelli di una volta”, Gadamer dice, chiamandola ermeneutica, che quella è la “verità”.

28/03/2021

Un contributo di Franco Falasca: i critici letterari

Franco Falasca, scrittore, artista e altro ancora, avendomi avuto alcune volte come critico aggiunto, mi ha spedito una interessante quadro tipologico dei critici letterari. Ogni critico potrà facilmente riconoscersi nel profilo che più gli piacerà.
Su Falasca, autore che seguo dagli inizi, ho scritto nella sezione Autori; ma soprattutto rimando alla conferenza-intervento che terrà il 19 dicembre sulla sua formula dell’Immaginazione preventiva, come indicato nella sezione Appuntamenti.

I CRITICI LETTERARI

I critici letterari si dividono (schematicamente) in: critici amici per i quali il libro è sempre ottimo anche quando non lo è, ma mai un capolavoro anche quando lo è; critici invidiosi che subdolamente ti elogiano accostandoti ad autori pessimi; critici populisti con il complesso d’inferiorità che attaccano i geni riconosciuti ma solo quelli d’avanguardia; critici dal collo corto, che non si notano tra la folla, e che per emergere sparano continue dichiarazioni apparentemente valide contro chiunque; critici squallidi per i quali ogni giudizio comporta un qualche interesse privato; critici storicisti, per i quali non sono i geni a creare la storia, ma è la storia a creare i geni; critici colti ma non critici, per i quali ogni occasione è buona per esibire la propria cultura; critici esauriti, per i quali ciò che ha deciso la maggioranza è sempre accettabile; critici ex-marxisti per i quali ciò che decide il mercato ha sempre un valore sociale che non si può ignorare; critici mondani che apprezzano solo autori mondani; critici psicanalitici per i quali ogni frase che l’autore scrive, viene usata contro di lui; critici strutturalisti, che analizzano ciò che l’autore dice e non ciò che scompostamente vorrebbe dire uscendo fuori da sé, e negano intenzioni e significati assenti che sono il pane quotidiano invece dell’altra categoria di critici, i critici creativi completamente liberi e inattendibili.