La giovane studiosa Giovanna Lo Monaco, già segnalata su “Critica integrale” per il suo libro sul teatro della neoavanguardia, ha pubblicato ora, per le edizioni ETS, un lavoro critico dedicato a Tommaso Ottonieri; titolo: Tommaso Ottonieri. L’arte plastica della parola. È una monografia completa, ovviamente provvisoria in quanto l’autore è in piena attività, fornita di una bibliografia ampia e dettagliata sia delle opere che dei contributi su di esse, che offre perciò un ritratto a tutto tondo di un autore che si conferma come una delle figure più rappresentative, in verso e in prosa, del panorama contemporaneo, di quello che resta della letteratura al di là della produzione stagionale per il mercato e del dilettantismo fecebookkista. Continua a leggere Tutto su Ottonieri
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Seminario su Il pasticciaccio di Gadda
I seminari della LUNA continuano ad esplorare i territori del “romanzo anomalo”. Questa volta è toccato a Carlo Emilio Gadda e al suo testo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana normalmente nominato, per farla breve, Il pasticciaccio. L’operazione narrativa gaddiana, a prima vista, appare abbastanza normale, possiede un’ambientazione storica ed è costruita come un romanzo giallo con relativo detective. Tuttavia, basta aprire una pagina a caso per rendersi conto di quanto sia anomalo il linguaggio, che parte per la tangente con una mescolanza di lingua e dialetti, una sovrapproduzione lessicale, e acrobatiche costruzioni sintattiche e sonore.
Il seminario è disponibile in registrazione per chi volesse seguire la presentazione e il dibattito:
Un aforisma di Franco Falasca
Franco Falasca continua nella sua produzione di aforismi radicalmente paradossali. Questo lo regala ai lettori di “Critica integrale”:
Ci si relaziona a quella confusa e invisibile nuvola di idee che il sociologo dice che è la “realtà di oggi”, lo psichiatra dice che è un “disturbo della personalità”, il professore di liceo dice che è “la nostra civiltà”, il cristiano dice che è il “peccato”, il giornalista dice che è “l’opinione pubblica”, il politico dice che è “ciò che risulta dai sondaggi”, l’economista dice che è “il mercato”, la casalinga dice che “sono i prezzi che salgono ogni giorno”, il politico lungimirante dice che è “colpa dell’Europa”, il ragazzo dice che sono i “social”, il nostalgico dice che sono “i sentimenti che non sono più quelli di una volta”, Gadamer dice, chiamandola ermeneutica, che quella è la “verità”.
28/03/2021
“Poesia carnosa” in edizione muta
“Poesia carnosa”, il minifestival di poesia sonora curato da Jonida Prifti e Stefano di Trapani, che ha avuto inizio nel 2010, si svolgerà nella data del 4 aprile alle ore 21.00.
A causa della pandemia il festival, come tante altre manifestazioni culturali, si terrà online, ma ha inteso rilevare la situazione restrittiva in cui versa la cultura in un modo esibito dalla forma stessa del suo svolgimento: infatti l’edizione di quest’anno è stata contrassegnata dalla lettera “M”; e cosa significa “M”? M come Muta. Ecco, la scelta del “mutismo” con cui sono tenuti a esprimersi i performers intende essere una risposta polemica che restituisce la riduzione al silenzio contro il potere normativo, rappresentandola nei vari modi di ciascun artista. Continua a leggere “Poesia carnosa” in edizione muta
Fare di ogni estetica una semiotica
Tempo fa, durante una delle discussioni che facevo con gli studenti a fine corso, uno di loro mi chiese dove fosse andata a finire l’estetica. Non perché non pronunciassi mai quella parola, che anzi veniva spesso indicata, nominando gli Hegel e i Croce, in opposizione all’allegoria; ma effettivamente non mi servivo del suo vocabolario nel commento ai testi, evitando di usare termini come bello, splendido, ineguagliabile, mirabile, sublime e quanti altri si vogliano come rilevatori di valore. Quello studente aveva colto non so se un punto debole, ma certamente un punto decisivo del mio modo di approcciare il testo letterario.
Di lì a poco quell’accorto studente si sarebbe laureato con una tesi su Antonio Gramsci, trovandovi il suo problema risolto con una coesistenza di valore culturale e valore estetico. Personalmente, trovo che sia difficile far stare insieme le due dimensioni e ritengo si debba fare un passo oltre: fare di ogni estetica una semiotica. Continua a leggere Fare di ogni estetica una semiotica
Palladini: i virus sognano gli uomini
Questo libro era in qualche modo “obbligatorio”. Tanto Marco Palladini ha insistito sul tema del virus (vedi anche la monografia a lui dedicata da Ilenia Appicciafuoco, Nei sentieri della linguavirus), usando il termine per indicare una scrittura ribelle, da infiltrato nei generi letterari e da cronista del dissolvimento sociale, che non poteva ora mancare un confronto con il virus clamoroso che da un anno a questa parte ha ristretto ‒ e ancora restringe mentre scrivo ‒ le nostre esistenze e il mondo intero. Ecco dunque il risultato: I virus sognano gli uomini, edito da Ensamble nella collana diretta da Plinio Perilli che firma la postfazione.
Un romanzo della pandemia, al pari di quelli che si aspettano a iosa? La strada scelta da Palladini lo distingue, intanto, fin dall’inizio dal banale resoconto diaristico per la scelta di narrare in terza persona, dando volto a un personaggio chiamato Lafcadio Morriconi (che compensa la ricercatezza del nome proprio con il cognome popolaresco) e quindi conservando una “riserva di distanza”, malgrado si ritrovino nell’eroe molti dei movimenti di pensiero dell’autore, però insieme ad elementi non coincidenti che lo differenziano. Continua a leggere Palladini: i virus sognano gli uomini