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Un intervento di Antonio Amendola: la voce nella pandemia

Antonio Amendola dedica a “Critica integrale” un nuovo intervento, di nuovo sul tema della voce, a lui caro in quanto poeta sonoro. La vitalità della voce rivendicata anche in tempi di distanziamento sanitario.

LA VOCE NELLA PANDEMIA

Una pandemia si caratterizza per la direzionalità dell’evento, la percorrenza lo stesso avviene, per il fare voce, però in questo caso viene svilita e offesa in quanto essendo legata al respiro, il fiato, la parola, il canto non ha più possibilità di esprimersi liberamente, anche una mascherina che ci protegge crea un’inevitabile interferenza, perché la voce si ascolta e si vede e si guarda nello spazio, la mascherina crea un ostacolo alla visione dei materiali pre-verbali che sono costituiti di gesto e suono (riso, pianto, sbadiglio eccetera), tutto questo accade, durante questo tempo, dominato dalla paura, dalla mancanza di libertà e dal controllo mentre invece la voce, esprime essenzialmente energia e liberazione. Continua a leggere Un intervento di Antonio Amendola: la voce nella pandemia

Palladini: i virus sognano gli uomini

Questo libro era in qualche modo “obbligatorio”. Tanto Marco Palladini ha insistito sul tema del virus (vedi anche la monografia a lui dedicata da Ilenia Appicciafuoco, Nei sentieri della linguavirus), usando il termine per indicare una scrittura ribelle, da infiltrato nei generi letterari e da cronista del dissolvimento sociale, che non poteva ora mancare un confronto con il virus clamoroso che da un anno a questa parte ha ristretto ‒ e ancora restringe mentre scrivo ‒ le nostre esistenze e il mondo intero. Ecco dunque il risultato: I virus sognano gli uomini, edito da Ensamble nella collana diretta da Plinio Perilli che firma la postfazione.
Un romanzo della pandemia, al pari di quelli che si aspettano a iosa? La strada scelta da Palladini lo distingue, intanto, fin dall’inizio dal banale resoconto diaristico per la scelta di narrare in terza persona, dando volto a un personaggio chiamato Lafcadio Morriconi (che compensa la ricercatezza del nome proprio con il cognome popolaresco) e quindi conservando una “riserva di distanza”, malgrado si ritrovino nell’eroe molti dei movimenti di pensiero dell’autore, però insieme ad elementi non coincidenti che lo differenziano. Continua a leggere Palladini: i virus sognano gli uomini