Renato Barilli, fenomenologo degli stili e critico a tutto campo, dalle arti figurative alla letteratura, dall’avanguardia al postmoderno, in un agile libretto percorre l’evoluzione artistica moderna basandosi sul rapporto tra stasi e movimento. E riparte piuttosto da lontano, dalle pagine del Laocoonte di Lessing, dove si stabilisce la differenza tra scultura e poesia, cioè tra l’opera che si dà tutta in un momento e quella che si dispiega nel tempo. Solo che, una volta posta la distinzione, la tentazione degli artisti sarà quella di avvicinarsi al confine e, alla prima occasione, di attraversarlo. Ecco allora il percorso che si apre “oltre il Laocoonte” o Per un nuovo Laocoonte, come recita il sottotitolo del libro Una mappa delle arti nell’epoca digitale, edito recentemente da Marietti, dove a essere esaminato è soprattutto il percorso delle avanguardie e dello sperimentalismo novecentesco.
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Lezione Lucini
Nel panorama di inizio Novecento la figura di Gian Pietro Lucini ha un ruolo fondamentale e un posto di assoluto rilievo. Che poi questi ruolo e posto non gli siano stati riconosciuti, anzi per lungo tempo sia stato completamente rimosso dalle storie letterarie ed anche oggi gli venga di più in più negato ascolto, va tutto a disdoro di una critica disattenta, pigra e sostanzialmente conservatrice. Di contro alla persistente emarginazione, i motivi dell’importanza di Lucini sono molteplici: la sperimentazione che lo porta sulla linea del verso libero ben oltre d’Annunzio e Pascoli; l’etica radicale che gli fa sostenere posizioni libertarie e utopiche; la tendenza avanguardistica corroborata da lucida consapevolezza teorico-critica, che lo porta prima a convergere e poi a distinguersi polemicamente dal Futurismo italiano.Di tutto questo si parla nel video appena inserito nella sezione Videolezioni.
Le “discrasie” di Giovanni Fontana
Giovanni Fontana, portacolori della poesia verbovisiva, straordinario performer e vocalista ma anche autore di una vasta produzione visuale, nell’ultimo periodo ha elaborato ‒ come poeta “lineare” ‒ un suo particolare stile, anzi, per meglio dire, un suo particolare ritmo. Lo attesta e lo precisa questa recente raccolta, Discrasie, pubblicata nella collana di Entroterra per Novecentolibri, accompagnata da uno scritto critico di Marcello Carlino.
Di che ritmo si tratta? Che il testo sia o no scandito da barre che sostituiscono l’a capo del verso tradizionale, è comunque costituito da un flusso verbale sostenuto da ripetizioni: spezzoni di metrica, rime, assonanze, riprese e quant’altro contribuisca a creare un ambiente cadenzato che diventa una vera e propria sfida al rap. Continua a leggere Le “discrasie” di Giovanni Fontana
Avanguardia a Napoli
Giorgio Moio, autore di poesia sperimentale (vedi nella sezione Gli autori) e curatore di riviste come “Risvolti” e ora “Frequenze poetiche”, ha pubblicato un volume che ricostruisce la vicenda delle avanguardie a Napoli nel secondo Novecento, proprio attraverso la storia delle riviste. Il titolo è Da “Documento-Sud” a “Oltranza”. Tendenze di alcune riviste e poeti a Napoli 1958-1995; l’editore è Oèdipus, che sempre più si sta affermando come editore di punta dell’alternativa letteraria. E il libro non è soltanto la dimostrazione “locale” di come sia stata vivace l’area napoletana, al pari se non di più delle coeve esperienze in altre città; ma è anche l’occasione per ripercorrere le tendenze di quegli anni e in essi la resistenza della istanza non arresa al mercato e del dibattito non corrivo attorno al postmoderno.
Attorno a Spatola
Sono usciti a poca distanza l’uno dall’altro vari interventi attorno alla figura di Adriano Spatola. Si tratta in realtà dei contributi relativi all’anniversario dei 30 anni dalla scomparsa dell’autore, che ‒ pronunciati a voce nel 2018 ‒ compaiono ora a stampa. Le occasioni erano state il convegno di Milano a Palazzo Sormani del 28 novembre e la mostra “Da zero a infinito” dello Studio Varroni di Roma, tra dicembre 2018 e il febbraio 2019. In attesa di accogliere e commentare l’edizione complessiva degli scritti poetici, che mi dicono prossima, vediamo intanto di fare il punto su questo piccolo, ma significativo, campione critico.
Lo dice Savinio
Diversamente dalla giovinezza dell’uomo fisico, che si esaurisce nel giro di pochi anni, la giovinezza dell’intellettuale progredisce in ragione inversa al declinare della sua vita fisica. E il vecchio, sì signora, diventa giovane.
(Ascolto il tuo cuore, città)