Ugo Perolino, nel suo libro La ricerca poetica da Quarta generazione a «Officina», editore Carabba, ci offre un quadro molto interessante della evoluzione letteraria negli anni Cinquanta del Novecento. Si tratta di un decennio forse meno brillante dei successivi Sessanta, forse ancora un po’ provinciale e tuttavia costituisce la transizione che porta a quelle soluzioni e a quel dibattito più avanzato. In particolare, al centro del periodo c’è la svolta “sperimentale” rappresentata dalle due riviste principali, “Officina” e “il verri”, che aprono – anche proprio con un cambiamento di termini – una nuova stagione. E c’è, d’altra parte, la crisi dell’impegno dopo il trauma dei fatti di Ungheria, che suggerisce un po’ a tutti una posizione più defilata e meno “organica” nei confronti della politica, da Barone rampante, per usare la felice allegoria di Calvino. Continua a leggere I “Fifties” di Ugo Perolino
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I seminari della LUNA: L’allegoria in Caproni
I seminari sull’allegoria hanno compiuto un nuovo passo occupandosi della poesia di Giorgio Caproni. Un autore oggi tra i più apprezzati dalla critica e dotato di un suo proprio percorso ben distinto. Quanto all’allegoria, Caproni inizia proprio con il titolo Come un’allegoria, riferito a questi versi di Borgoratti: «Come un’allegoria / una fanciulla appare / sulla porta dell’osteria»; indubbiamente, in quegli anni Trenta del Novecento, Caproni non ha bandito l’allegoria, come voleva il senso comune di allora, tuttavia si assiepano vari interrogativi: l’allegoria si presenta come comparante di una similitudine, quindi la fanciulla sembra un’allegoria, ma non lo è; in che cosa le somiglia, cioè quale allegoria ha in mente Caproni? E se ha l’aria di essere un’allegoria, forse un senso allegorico si è insinuato in quella scena di realismo popolare…
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Ideologia e menzogna
Proseguendo nell’esame dei problemi dell’ideologia, una delle modalità più frequenti che si incontrano nel dibattito al riguardo è quella che la considera come discorso falso. Menzogna consapevole, che si ritrova oggi nelle fake news, facilmente inseribili nel gran mare di internet; o menzogna inconscia, per così dire, nella “falsa coscienza”, indicata molto spesso nella tradizione marxista come luogo in cui s’installa l’ideologia. Falsa coscienza, o anche errato calcolo di interesse, come quello dello svantaggiato che confida in un governo destrorso. Il primo caso sembra più semplice: basta una verifica, un controllo dei dati in base a una oggettività condivisa o condivisibile. Il secondo è meno semplice: occorre una controdimostrazione capace di scalfire un convincimento a volte assai profondo e radicato. Continua a leggere Ideologia e menzogna
Dal Lab-Oratorio di Carmine Lubrano
Oltre a un grande quaderno sulla Avanguardia permanente. Il sabotaggio barocco, che ospita interventi di Paolo Allegrezza, Francesco Aprile, Gaetano delli Santi, Giovanni Fontana, Sandro Sproccati, il sottoscritto e naturalmente l’autore-editore Carmine Lubrano, il Lab-Oratorio di “Terra del Fuoco” ha pubblicato altri due libri di rilievo: il saggio di Francesco Aprile, “Terza ondata”. Ieri e oggi: contesti e pratiche, e soprattutto un nuovo libro di poesie di Lubrano stesso, Yakamoz, smisturata maraviglia.
Quello di Lubrano è davvero un “poema interminabile” (come si legge a un certo punto, «questo libro che non sa ultimarsi mai»). Complice l’impaginazione, non si è mai del tutto sicuri se ci si trovi in un nuovo componimento o in una ulteriore sezione o continuazione. In ogni caso, sia come sia, il testo è sostenuto e continuamente ravvivato da una spinta inesausta, per così dire, erotico-verbale e dal ritmo di una affabulazione trascinante. Gli assicurano continuità concatenazioni associative di significato e di suono: le rime e le paronomasie liberamente dislocate (tipo: «un garbuglio congelato in pieno luglio / scompiglio a più non posso fesso nel fosso»). Continua a leggere Dal Lab-Oratorio di Carmine Lubrano
I seminari della LUNA: Incontro con Cecilia Bello Minciacchi
I seminari della LUNA hanno contemplato un incontro-dibattito con Cecilia Bello Minciacchi, pensato come conclusione del precedente ciclo sui metodi della critica letteraria. Cecilia Bello Minciacchi si è affermata ormai come una delle più convincenti operatrici nel campo della critica, all’opera sui testi difficili dell’avanguardia e dello sperimentalismo nonché espertissima della ricerca poetica del periodo attuale. Durante l’incontro, ha rivendicato con chiarezza e esaustività l’importanza dell’analisi testuale, prendendo le distanze dalle attuali derive (accademiche e non) di tipo biografico ed emotivo e affermando la passione, l’“emozione intellettuale” e persino il “divertimento” del rapporto ravvicinato con il testo.
Chi volesse seguire il seminario può recuperarlo a questo link:
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Cercando la ricerca
Sul tema “Esiste la ricerca” si è svolto un confronto-dibattito organizzato a Milano, in data 18 marzo, da Antonio Syxty, Michele Zaffarano e Marco Giovenale, presso la sala della “Cavallerizza”. L’incontro è stato pensato come prosecuzione e allargamento di quello già avvenuto con successo a Roma nel giugno scorso e anche in questa seconda puntata è stato seguito da un pubblico numeroso e attivo con interventi che sono continuati fino al pomeriggio. Da notare l’arco transgenerazionale e interdisciplinare dei partecipanti, che ha evidenziato non a caso l’apertura della scrittura alle altre arti e ai problemi della comunicazione. Accanto allo spazio per la discussione, che era stato pensato senza tavolo di presidenza in lunghe file che mettevano tutti sullo stesso piano, c’era uno spazio espositivo dedicato agli editori – piccoli di nome, ma grandi di fatto – che sulla ricerca puntano con convinzione. Continua a leggere Cercando la ricerca