Renato Barilli, fenomenologo degli stili e critico a tutto campo, dalle arti figurative alla letteratura, dall’avanguardia al postmoderno, in un agile libretto percorre l’evoluzione artistica moderna basandosi sul rapporto tra stasi e movimento. E riparte piuttosto da lontano, dalle pagine del Laocoonte di Lessing, dove si stabilisce la differenza tra scultura e poesia, cioè tra l’opera che si dà tutta in un momento e quella che si dispiega nel tempo. Solo che, una volta posta la distinzione, la tentazione degli artisti sarà quella di avvicinarsi al confine e, alla prima occasione, di attraversarlo. Ecco allora il percorso che si apre “oltre il Laocoonte” o Per un nuovo Laocoonte, come recita il sottotitolo del libro Una mappa delle arti nell’epoca digitale, edito recentemente da Marietti, dove a essere esaminato è soprattutto il percorso delle avanguardie e dello sperimentalismo novecentesco.
25 aprile con “Malacoda”
In occasione del 25 aprile è uscito il nuovo numero della rivista online “Malacoda”, diretta da Mario Quattrucci e impaginata da Tonino Tosto e Mario De Chiara. Il numero contiene diversi contributi di poeti e scrittori che ho ospitato e citato nel mio sito, come Luigi Ballerini, Marcello Carlino, Nino Contiliano, Carmine Lubrano, Giorgio Moio, Marco Palladini, Lamberto Pignotti e molti altri. Vi segnalo anche i testi di Mario Lunetta, una piccolissima antologia attualissima intitolata Speranze per disperati.
Uscendo in una data particolare e in un periodo particolare, il numero assume un significato altrettanto particolare, e infatti, nel suo insieme, è dedicato ai temi della liberazione, dell’antifascismo e della rinascita. In evidenza nella home page è pubblicato un manifesto-appello, intitolato Il 25 aprile rinasce la libertà, di cui riporto la prima parte nel seguito dell’articolo.
Collegatevi al sito di “Malacoda“!
Lezione inizio Novecento, parte seconda
In questa nuova videolezione, che è la seconda puntata del panorama complessivo di Inizio Novecento, vengono presi in esame gli altri gruppi che – insieme ai Crepuscolari, trattati nella prima puntata – costituiscono le linee della ricerca più avanzata di quel periodo così straordinariamente inventivo e vitale. Sono i “Vociani” e i Futuristi. Certo, i secondi sono un movimento più “costituito”, basato su un vero e proprio organigramma, mentre i primi sono accomunati solo dal fatto di avere lavorato attorno alla stessa rivista, ricevendone però comunque degli stimoli che li aiutano a individuare delle poetiche non prive di analogie.
Vita e opinioni del signor De Calambris 1
Venutagli fame, gli accadde di subire una lunga attesa al ristorante: si narra che esplose nel grido «Non mi serve nessuno!», che i camerieri rispettarono tenendosi alla larga, interpretandolo come una giusta asserzione di autonomia e autosufficienza.
Anatomia della scommessa
Ho spesso intrecciato utilissimi dialoghi su temi teorici e letterari con Felice Accame, studioso versatile proveniente dalle esperienze della Scuola Operativa Italiana, che ci ha abituati a pubblicazioni su argomenti apparentemente stravaganti, accompagnate al buon bisogno da titoli molto lunghi ed elaborati. Nel caso del libro in esame, dato alle stampe ‒ come altri dell’autore ‒ dall’editore Odradek, il titolo è invece un gioco verbale che ricalca il monologo più famoso del mondo: To bet or not to bet. Al to be, cioè alla domanda sull’essere, si sostituisce il to bet, dove a essere messa in dubbio è la scommessa. Il sottotitolo infatti recita: Lo scrupolo da gioco tra mistica, casualità e determinismo. Siamo dunque di fronte a un libro sul gioco e segnatamente sul gioco d’azzardo, e ancora più precisamente sulle scommesse sulle corse dei cavalli. Che cosa sta succedendo? Forse la teoria, visti i tempi, si è data all’ippica?
Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi
Ricevo e pubblico volentieri una recensione di Marco Buzzi Maresca al libro di poesie di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare. Si tratta della raccolta di un giovane autore che è interessante seguire (per parte mia, ho scritto l’introduzione al libro).
Marco Buzzi Maresca, Un poema spoematico
Il passaggio da un semplice assaggio di lettura alla dialogica innestata dalla presentazione in pubblico ha stimolato in me il desiderio di dire qualcosa a proposito del denso tentativo poetico di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare – poema (Oèdipus, 2019).
Il testo e l’operazione in generale si pongono un obiettivo piuttosto ambizioso, ossia interrogare l’interrogabilità stessa dell’essere, ancor prima della sua dicibilità.
E diciamo, in un certo senso ‒ attraverso una fusione a freddo, cioè a una tetragona e ossessiva decostruzione (prima e oltre che degli strumenti, del linguaggio e della retorica) del decostruzionismo stesso ‒ si pone l’obiettivo di attraversarlo e superarlo, per costruire nel nulla, per ossimorica che possa sembrare l’operazione. Continua a leggere Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi