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Inediti d’estate: Paolo Pelli

PAOLO PELLI

AFORIMA

Tra coscienza e res extensa
si condensa vera essenza
in istanza che sopravanza
la tua mera intelligenza
che di te può fare senza

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PASTROCCHIO

in una testa d’abbacchio
vacilla e stilla l’occhio

scrocchia gomito e ginocchio
s’incricca tutto l’accrocchio

per il rotto della cuffia
me ne esco col menisco
e la cuffia dei rotatori

nera rena nei reni
sventrati atri ventricolari
coro di croniche coronarie
polverosi rosi polmoni
chiome a macchie
ragadi e degradi
una cartagine di cartilagini

temi di rattrappirti
e metti trippa
parte dei tuoi appetiti apre
a patemi e primi attriti

dormono ormoni
su grami orgasmi
prostrata prostata
pullulare di pillole
pastiche di pasticche
di compresse e complessi

né indenni son tendini e denti
lì – se noti e intendi –
s’intana e annida tua identity

l’io lì nell’ileo è a lui alieno

PERDISONNO

Perditempo a perdifiato
perdigiorno non prendi sonno
l’orologio dell’oro elogio
è logorio e necrologio
Perdita al netto su lordo prodotto
là dove predetto t’han già condotto
nello scambio non c’è guadambio
i tuoi piccioli ridotti a spiccioli
Per dindirindina il dindarolo
e quel dondolo del lavoro
perdi anni per danni e dolo
però perdoni i tuoi predoni
pardon, padroni
Perdinci non ti convinci
sarai da vinci ma non comprendi
che stringi stringi e quindi e quinci
se vinci perdi e se perdi vinci

MATERICA

1

Si sbraca la breccia si sbriciola
si sbecca la roccia si screpola
la biacca rabbercia lo sbrego
lo sbieco arriccia la buccia
il biacco s’abbranca ci sbircia
s’abbarbica barba d’erbaccia

2

polla paludosa
paludata e ampollosa
franosa farragine
di ruggine ferruginosa

3

Una struttura
rotta e distrutta
una tortura
una roba brutta
una natura
aborrita e storta
una bruttura
abortita e morta
una frattura
sutura aperta
che dà la stura
borbotta e rutta.

CANZONACCIA

’Sti bacarozzi
’sta rozza gazzarra de zozzi
ch’azzanna strozza
gargarozzi sgozza
ch’ammazza mozza strazzia
’Sti màrtiri assassini
vigliacchi burattini
spauracchi de deliri
mèsse de vampiri
’Ste nazzioni a zone de nazzi in azzione
leggione de senza faccia e assenza de raggione
che spaccia religgione in panza alla feccia
a caccia de violenza e assoluzzione.

In una fortezza de bruttezza
la grettezza impazza
in razzi e cazzi la deterrenza
in spezzata giovinezza de violenza
s’ammass ammass ammassa indigenza
ricchezza va in monnezza de potenza.

GRANDE INGORGO

A bordo del mio mezzo albergo
qui nel brodo in mezzo al gorgo
gregario del grande borgo io non reggo
il gergo di digrignanti gridi e di degradi
grandguignol di ghigni sgangherati
di drogati trust di gare volgari e gogne
di gordiani nodi di governi vergogna
gravidi di divi ingordi grondanti orgoglio
d’aggregati d’aggrediti a grevi bordate
ghenghe di sderenati a sordidi bagordi
da terga smerdati in sgarbi aberranti
di borghesi sbrachi di borgatari sgarri
d’orge di trogloditi e d’arroganti
d’orde di regrediti di banditi e di briganti

DISCANTO

scordo scoordino scardino
disgrego e disosso discorso
scontato lo scorno e lo scacco
diserto a dispetto e dispiaccio
scomposto in scolio lo scazzo
distonico disforico dispaccio
scorato scorbutico e scarno
discorde di sopra e di sotto
scontro scarto e sconquasso
discrasico disturbo e disagio
scotto sconforto e scandalo
discount e discarica a discanto

18/07/2026

Tutto Giuliani

È uscito il volume con tutte le poesie di Alfredo Giuliani. S’intitola semplicemente Poesie. È stato curato dagli esperti Luigi Ballerini, Federico Milone e Ugo Perolino. L’editore è Marsilio. Comprende, naturalmente tutte le edite, partendo dalla precedente edizione feltrinelliana Versi e nonversi e proseguendo con le raccolte della seconda fase, Ebbrezza di placamenti e Poetrix Bazaar. Poi sono state reintegrate le poesie della primissima raccolta, Il cuore zoppo, non più ristampate, come pure le varie poesie sparse e disperse (ad esempio quelle date ai libretti di artista di Cosimo Budetta e anche quelle inserire nell’“Almanacco Odradek”, curato a suo tempo da me con Lunetta e Sproccati). Non basta: sono aggiunti testi inediti tratti dalle carte del Centro Manoscritti di Pavia e vi si trova, tra le altre cose, quel testo a più mani che si situa all’origine dei Novissimi,  scritto con Balestrini e Porta come reazione a una retrospettiva di Schwitters. In mezzo al volume, spiccano le riproduzioni vivacissime delle poesie visive, stampate su carta patinata. Insomma, un’opera che più omnia non si può. Continua a leggere Tutto Giuliani

Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi

Ricevo e pubblico volentieri una recensione di Marco Buzzi Maresca al libro di poesie di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare. Si tratta della raccolta di un giovane autore che è interessante seguire (per parte mia, ho scritto l’introduzione al libro).

Marco Buzzi Maresca, Un poema spoematico

 Il passaggio da un semplice assaggio di lettura alla dialogica innestata dalla presentazione in pubblico ha stimolato in me il desiderio di dire qualcosa a proposito del denso tentativo poetico di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare – poema (Oèdipus, 2019).
Il testo e l’operazione in generale si pongono un obiettivo piuttosto ambizioso, ossia interrogare l’interrogabilità stessa dell’essere, ancor prima della sua dicibilità.
E diciamo, in un certo senso ‒ attraverso una fusione a freddo, cioè a una tetragona e ossessiva decostruzione (prima e oltre che degli strumenti, del linguaggio e della retorica) del decostruzionismo stesso ‒ si pone l’obiettivo di attraversarlo e superarlo, per costruire nel nulla, per ossimorica che possa sembrare l’operazione. Continua a leggere Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi