Visti i buoni risultati dei seminari tenuti in videoconferenza, ho pensato di aggiungere al programma una coda per il mese di giugno, organizzando due incontri con autori che, essendo residenti all’estero, non sarebbero potuti altrimenti essere presenti negli appuntamenti ordinari.
LUNA a largo raggio, allora, si può ben dire.
I due autori coinvolti saranno Luigi Ballerini da New York (il 4 giugno ore 17) e Sandro Sproccati da Pontoise (il 18 giugno ore 17). Gli incontri avranno anche in questo caso forma seminariale e si svolgeranno sulla base di una piccola antologia di testi che verrà preventivamente diffusa agli interessati. Per partecipare all’iniziativa, se non si è già iscritti, basta avanzare richiesta attraverso la sezione della LUNA.
Jameson e l’allegoria 1
Attorno all’allegoria ho lavorato fin dall’inizio della mia attività, seguendo le indicazioni di Walter Benjamin, con vari sondaggi e infine con un libro che ho già riscritto una seconda volta e mi accingo a ripubblicare in una terza versione. Perciò mi ha naturalmente attirato il libro recente di Fredric Jameson intitolato Allegory and Ideology (editore Verso). Per altro, stimo Jameson il maggior teorico non solo letterario attualmente in circolazione, per quanto mi capiti (soprattutto sulla questione del postmoderno) di non essere del tutto d’accordo con lui. Eccomi dunque pronto a una lettura molto attenta e ad un confronto che sicuramente presenterà importanti spunti di riflessione. E poiché il libro di Jameson si presenta puntato sulla numerologia del quattro (l’allegoria “fourfold”, articolata sui quattro livelli), ho deciso di dividere anche il mio commento in quattro puntate. Questa è appunto la prima.
- Quattro livelli contro la personificazione
Anche Jameson non è la prima volta che affronta il problema, sebbene non l’abbia fatto mai in modo così sistematico. Già nel suo primo libro, Marxismo e forma (1971, trad. Liguori 1975), si era occupato dell’inserimento dell’allegoria nei discorsi dei marxisti-modernisti, commentando ironicamente, a proposito di Ernst Bloch, la strana commistione («Allegory and Communism make strange bedfellows»). Continua a leggere Jameson e l’allegoria 1
Lezione Inizio 900, parte terza
Questa videolezione conclude il panorama generale della poesia di inizio 900 e nello stesso conclude la prima serie delle lezioni. La lezione (Inizio 900, parte terza), che si può seguire dal settore delle Videolezioni, procede al recupero di alcune figure che non hanno trovato posto nei gruppi più o meno consolidati. A dimostrazione di quanto il periodo di inizio 900 sia stato fruttuoso e vitale, probabilmente grazie alla crescita economica e sociale interrotta poi dalla guerra; e di come i fermenti dell’avanguardia contino non solo per i risultati diretti (che i detrattori sostengono essere scarsi), ma anche e sopratutto per il clima che si viene a formare, per le idee che si intrecciano, per i percorsi paralleli che vengono suscitati in positiva concorrenza.
Seminario 3: Le dimostrazioni della poesia
Il terzo seminario della LUNA si è svolto ieri, 6 maggio, in videoconferenza. La seduta è stata dedicata al tema delle Dimostrazioni della poesia e si è discusso se e che cosa dimostri la poesia, toccando svariati problemi generali, dall’estetica all’interpretazione, dall’empatia all’avanguardia. Il dibattito è stato ampio, impreziosito dalla partecipazione in collegamento da Luigi Ballerini da New York e di Sandro Sproccati da Pontoise (Francia). Un cast internazionale. Si può riascoltare qui l’intera riunione:
Con questo terzo seminario termina il programma previsto per questo trimestre. Tuttavia, anche per fronteggiare le difficoltà delle iniziative culturali nell’attuale situazione, non è escluso che si possano prendere altre iniziative prima della piena estate: eventuali appuntamenti (sempre in videoconferenza) verranno tempestivamente annunciati nel sito e nella sezione della LUNA.
Un contributo di Mario Quattrucci: Donatello espressionista
Ricevo da Mario Quattrucci, direttore di “Malacoda”, poeta e narratore, nonché amico di lunga data, questo articolo che legge la storia dell’arte in prospettiva attualizzante.
Donatello espressionista
Alberto Angela in TV: Notte a Firenze. Tra le altre meraviglie (e curiosità) mostra davvicino i due pulpiti di Donatello in S. Lorenzo. Uno in corso di restauro, ed è molto interessante apprendere di cosa si tratti: stato dell’opera e tecniche applicate. L’altro, il Pulpito della Resurrezione, ormai restaurato.
Emozionante, entusiasmante scoperta. Quando lo vidi la prima volta, credo cinquanta anni fa, non ero in grado di capire. Diversi anni dopo, però, vidi la Maddalena penitente e allora il mio pensiero sull’espressionismo e il novecentismo di certi Grandi Artisti del passato − Donatello, Masaccio e poi il vecchio Tiziano, e poi… − cominciò a formarsi.
1460. Donatello è vecchio, oltre i 70, già malato, di lì a sei anni, solo e nonostante i lauti guadagni con 31 fiorini di debito, salirà sul treno della notte.
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Primo Maggio con Volponi
Per festeggiare il Primo Maggio ho pensato di recuperare una poesia di Paolo Volponi, quella che s’intitola La deviazione operaia. Ne ho fatto una versione a voce con un piccolo video che si può trovare nella sezione Katakino; in questa pagina, invece, offro il testo di sola lettura. Il testo è compreso nella raccolta Con testo a fronte (1986), che è quella più esasperatamente espressionista di questo autore; ed è quasi miracoloso come riesca a tenervi insieme il linguaggio tecnico della “gestione del personale” con i procedimenti della sua poesia matura, ad esempio la rima insistita. Si potrà riflettere, ovviamente, sui cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro rispetto alla fabbrica volponiana, però dubito molto che sia migliorata la sicurezza e la difesa della salute fisica, e che sia diminuita la logica del profitto privato a tutti i costi…
Ecco il testo:
La deviazione operaia
d è deviazione, in corsivo;
K, correzione del tempo minimo,
I è maiuscolo e straniero, divo
e regale nel giuoco, quindi punitivo
credibile, già visto e sentito.