Un appello per la cultura di Tonino Tosto

Nella attuale emergenza epidemica sono state fermate molte attività culturali. Se ne comprendono le motivazioni , tuttavia occorre pensare che per molte di esse la serrata potrebbe essere letale. Ciò sarebbe grave perché, per una efficace ripresa del Paese, le forze della cultura – e soprattutto le iniziative piccole e diffuse sul territorio – saranno indispensabili. In proposito, ricevo questo appello di Tonino Tosto, Direttore del Teatro di Porta Portese, che sottoscrivo e faccio girare volentieri. 

SALVIAMO – OGGI – GLI SPAZI CULTURALI!

Il Decreto “Cura Italia” prevede, per chi ha dovuto chiudere l’attività commerciale a causa del coronavirus, un bonus per gli affitti con un credito di imposta del 60% sulle locazioni pagate nel mese di marzo. Si tratta, quindi, non di una sospensione dei pagamenti dell’affitto ma di un credito di imposta (una sorta di rimborso) pari al 60% di quanto versato. Continua a leggere Un appello per la cultura di Tonino Tosto

Arbasino: imitazione, ironia, satira

Ho sempre ammirato, nelle scritture di Alberto Arbasino, questi tre aspetti: l’imitazione, l’ironia e la satira.
Innanzitutto l’imitazione, la capacità mimetica di riprodurre i linguaggi e gli stili. Quello che lui stesso chiamava il pastiche, per il quale aveva eletto a maestro Gadda; anzi, più che maestro, a “zio”, con la formula “i nipotini dell’ingegnere”. Questa capacità si mostra non soltanto sul lato narrativo della sua opera, ma anche su quello critico: dai suoi saggi ai più brevi articoli era tutto uno scoppiettare di citazioni e di rimandi, sostenuto da una cultura ingente e curiosa, aperta all’estero – uno dei suoi interventi “storici” più efficaci rimane quella Gita a Chiasso dove indicava potersi recuperare, varcando un confine comodamente raggiungibile, l’aggiornamento necessario ad uscire dal provincialismo e ad essere al passo con la più avanzata cultura europea. Continua a leggere Arbasino: imitazione, ironia, satira

Politicità dello sperimentalismo: un intervento di Lamberto Pignotti

In risposta agli articoli su “Sperimentalismo” e “politicità“, ricevo questo intervento di Lambeto Pignotti, che pubblico volentieri. Che si apra il dibattito!

Non è raro, ed è anzi usuale, che quando si affrontano temi culturali e argomenti letterari in modo non proprio semplicistico e con qualche ripensamento, ci si trovi di fronte a reazioni di insofferenza o addirittura colpevolizzanti. C’è sempre qualcos’altro da fare, c’è sempre qualcosa di più impellente cui pensare. Chi se ne frega, ad esempio, della politicità della letteratura, di che cosa si intende con sperimentalismo, del giudizio di valore, del divenire dei rapporti culturali e sociali, eccetera, eccetera, dato che c’è la crisi economica galoppante, la situazione internazionale ingarbugliata, il terrorismo, la mafia, la droga, l’inquinamento, il coronavirus… Continua a leggere Politicità dello sperimentalismo: un intervento di Lamberto Pignotti

Spatola in audio

Di Adriano Spatola si è già parlato varie volte in questo sito; vedi la scheda tra gli Autori e anche la lettura de L’ora dell’aperitivo in Katakino; nonché l’articolo Attorno a Spatola. Ora, do notizia di un’altra uscita che riguarda il materiale sonoro dell’autore.
Adriano Spatola, infatti, oltre che poeta legato al gruppo parasurrealista di “Malebolge”, narratore (L’oblò), autore di opera visive (Zeroglifici) è stato anche un poeta sonoro e performer straordinario. La pubblicazione curata da Giovanni Fontana con il titolo Ionisation contiene in disco la registrazione di alcune delle principali performance spatoliane. L’opera edita da Recital edizioni, è reperibile dal sito https://www.anost.net/en/Labels/Recital/

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Palladini: racconto che fa testo

Non ho particolare simpatia per il genere racconto, né riesco a separarlo dalla nozione più complessiva di “narrativa”, se non per la minore ampiezza. Inoltre, mi pare che il termine stesso “racconto”, esportabile ‒ a rigor di logica e anche in taluni casi effettivamente esportato ‒ verso una generica categoria del “raccontare”, anche al di là dello specifico letterario (si racconta in tante circostanze, dalla conversazione quotidiana alla TV, ai verbali del commissariato), finisca per partecipare a quella ontologia-ideologia della “narrazione” che oggi imperversa a supplire la crisi delle identità.
Devo riconoscere che la raccolta di racconti di Marco Palladini, Nomi veri falsi (Edizioni Empiria, 2019, con la copertina di Bruno Conte), ha superato queste remore. Possiede, a mio parere, delle caratteristiche positive che proverò a spiegare in forma di elenco.

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Arriva Malacoda n.1, 2020

È appena uscito in rete il primo numero di “Malacoda” dell’anno 2020.
Avendo coinciso con l’8 marzo il suo titolo è, giustamente, Continui la lotta per la parità e l’uguaglianza. E reca al primo posto l’appello “contro razzismi, fascismi e guerre”.
Come sua tradizione, il numero è molto ricco di interventi su tutti i campi, di taglio politico, culturale, critico, narrativo, teatrale e poetico. Segnalo gli interventi che aprono la prospettiva sulla figura e l’influenza di Dante, con congruo anticipo sull’anno dantesco. Su questo tema, si presenta altresì la traduzione di Jacqueline Risset di un canto del Purgatorio, che vale anche come ricordo di Jacqueline. Tra i nostri compagni scomparsi sono ricordati, tramite i loro testi, Mario Lunetta e Mauro Ponzi (con brani del libro di versi appena uscito, purtroppo postumo, Memory card). Autori in piena attività sono qui inseriti Paolo Guzzi, Carmine Lubrano, Marco Palladini con due racconti, Nino Contiliano con interventi sempre dotati di carica antagonista. E poi molto, molto altro.
Adesso che si deve stare in casa per l’emergenza, ecco come passare il tempo: leggete e diffondete Malacoda! Raggiungerlo è facile: basta un clic sul link nella colonna di destra.