Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Jameson e l’allegoria 1

Attorno all’allegoria ho lavorato fin dall’inizio della mia attività, seguendo le indicazioni di Walter Benjamin, con vari sondaggi e infine con un libro che ho già riscritto una seconda volta e mi accingo a ripubblicare in una terza versione. Perciò mi ha naturalmente attirato il libro recente di Fredric Jameson intitolato Allegory and Ideology (editore Verso). Per altro, stimo Jameson il maggior teorico non solo letterario attualmente in circolazione, per quanto mi capiti (soprattutto sulla questione del postmoderno) di non essere del tutto d’accordo con lui. Eccomi dunque pronto a una lettura molto attenta e ad un confronto che sicuramente presenterà importanti spunti di riflessione. E poiché il libro di Jameson si presenta puntato sulla numerologia del quattro (l’allegoria “fourfold”, articolata sui quattro livelli), ho deciso di dividere anche il mio commento in quattro puntate. Questa è appunto la prima.

 

  1. Quattro livelli contro la personificazione

Anche Jameson non è la prima volta che affronta il problema, sebbene non l’abbia fatto mai in modo così sistematico. Già nel suo primo libro, Marxismo e forma (1971, trad. Liguori 1975), si era occupato dell’inserimento dell’allegoria nei discorsi dei marxisti-modernisti, commentando ironicamente, a proposito di Ernst Bloch, la strana commistione («Allegory and Communism make strange bedfellows»). Continua a leggere Jameson e l’allegoria 1

Lezione Inizio 900, parte terza

Questa videolezione conclude il panorama generale della poesia di inizio 900 e nello stesso conclude la prima serie delle lezioni. La lezione (Inizio 900, parte terza), che si può seguire dal settore delle Videolezioni, procede al recupero di alcune figure che non hanno trovato posto nei gruppi più o meno consolidati. A dimostrazione di quanto il periodo di inizio 900 sia stato fruttuoso e vitale, probabilmente grazie alla crescita economica e sociale interrotta poi dalla guerra; e di come i fermenti dell’avanguardia contino non solo per i risultati diretti (che i detrattori sostengono essere scarsi), ma anche e sopratutto per il clima che si viene a formare,  per le idee che si intrecciano, per i percorsi paralleli che vengono suscitati in positiva concorrenza.

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Seminario 3: Le dimostrazioni della poesia

Il terzo seminario della LUNA si è svolto ieri, 6 maggio, in videoconferenza. La seduta è stata dedicata al tema delle Dimostrazioni della poesia e si è discusso se e che cosa dimostri la poesia, toccando svariati problemi generali, dall’estetica all’interpretazione, dall’empatia all’avanguardia. Il dibattito è stato ampio, impreziosito dalla partecipazione in collegamento da Luigi Ballerini da New York e di Sandro Sproccati da Pontoise (Francia). Un cast internazionale. Si può riascoltare qui l’intera riunione:

Con questo terzo seminario termina il programma previsto per questo trimestre. Tuttavia, anche per fronteggiare le difficoltà delle iniziative culturali nell’attuale situazione, non è escluso che si possano prendere altre iniziative prima della piena estate: eventuali appuntamenti (sempre in videoconferenza) verranno tempestivamente annunciati nel sito e nella sezione della LUNA.

Un contributo di Mario Quattrucci: Donatello espressionista

Ricevo da Mario Quattrucci, direttore di “Malacoda”, poeta e narratore, nonché amico di lunga data, questo articolo che legge la storia dell’arte in prospettiva attualizzante. 

Donatello espressionista

Alberto Angela in TV: Notte a Firenze. Tra le altre meraviglie (e curiosità) mostra davvicino i due pulpiti di Donatello in S. Lorenzo. Uno in corso di restauro, ed è molto interessante apprendere di cosa si tratti: stato dell’opera e tecniche applicate. L’altro, il Pulpito della Resurrezione, ormai restaurato.
Emozionante, entusiasmante scoperta. Quando lo vidi la prima volta, credo cinquanta anni fa, non ero in grado di capire. Diversi anni dopo, però, vidi la Maddalena penitente e allora il mio pensiero sull’espressionismo e il novecentismo di certi Grandi Artisti  del passato − Donatello, Masaccio e poi il vecchio Tiziano, e poi… − cominciò a formarsi.
1460. Donatello è vecchio, oltre i 70, già malato, di lì a sei anni, solo e nonostante i lauti guadagni con 31 fiorini di debito, salirà sul treno della notte.

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Primo Maggio con Volponi

Per festeggiare il Primo Maggio ho pensato di recuperare una poesia di Paolo Volponi, quella che s’intitola La deviazione operaia. Ne ho fatto una versione a voce con un piccolo video che si può trovare nella sezione Katakino; in questa pagina, invece, offro il testo di sola lettura. Il testo è compreso nella raccolta Con testo a fronte (1986), che è quella più esasperatamente espressionista di questo autore; ed è quasi miracoloso come riesca a tenervi insieme il linguaggio tecnico della “gestione del personale” con i procedimenti della sua poesia matura, ad esempio la rima insistita. Si potrà riflettere, ovviamente, sui cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro rispetto alla fabbrica volponiana, però dubito molto che sia migliorata la sicurezza e la difesa della salute fisica, e che sia diminuita la logica del profitto privato a tutti i costi…  
Ecco il testo:

La deviazione operaia

d è deviazione, in corsivo;
K, correzione del tempo minimo,
I è maiuscolo e straniero, divo
e regale nel giuoco, quindi punitivo
credibile, già visto e sentito.

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Barilli oltre il Laocoonte

Renato Barilli, fenomenologo degli stili e critico a tutto campo, dalle arti figurative alla letteratura, dall’avanguardia al postmoderno, in un agile libretto percorre l’evoluzione artistica moderna basandosi sul rapporto tra stasi e movimento. E riparte piuttosto da lontano, dalle pagine del Laocoonte di Lessing, dove si stabilisce la differenza tra scultura e poesia, cioè tra l’opera che si dà tutta in un momento e quella che si dispiega nel tempo. Solo che, una volta posta la distinzione, la tentazione degli artisti sarà quella di avvicinarsi al confine e, alla prima occasione, di attraversarlo. Ecco allora il percorso che si apre “oltre il Laocoonte” o Per un nuovo Laocoonte, come recita il sottotitolo del libro Una mappa delle arti nell’epoca digitale, edito recentemente da Marietti, dove a essere esaminato è soprattutto il percorso delle avanguardie e dello sperimentalismo novecentesco.

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