Questo mese la videolezione (da qualche giorno su Youtube, raggiungibile anche passando dalla sezione Appello straordinario) è dedicata a Clemente Rebora. Nel panorama di inizio Novecento che andiamo disegnando, Rebora è un autore difficile e difficilmente classificabile, anche se può essere collocato nell’ambiente della rivista “la Voce”, che pubblicò nel 1914 i suoi Frammenti lirici. Potremmo anche, seguendo Contini, parlarne come di un espressionista italiano. Certamente c’è nel suo testo una percezione acuta della vita moderna che si traduce nell’ansia e nella tensione esasperata del ritmo e del linguaggio.
Grandi retori ignoranti
Sembra impossibile dover fare lezione di retorica ai grandi comunicatori del nostro tempo, che dovrebbero esserne ferratissimi, re di parlantina come sono nei media, loro, i sovrani del verbo sovranista.
Ma tant’è. E quindi, per non fare “brutta figura”, rimandiamoli a studiare le figure, quelle come la sineddoche e la metonimia, che a quanto pare non sanno che siano. Continua a leggere Grandi retori ignoranti
Le “discrasie” di Giovanni Fontana
Giovanni Fontana, portacolori della poesia verbovisiva, straordinario performer e vocalista ma anche autore di una vasta produzione visuale, nell’ultimo periodo ha elaborato ‒ come poeta “lineare” ‒ un suo particolare stile, anzi, per meglio dire, un suo particolare ritmo. Lo attesta e lo precisa questa recente raccolta, Discrasie, pubblicata nella collana di Entroterra per Novecentolibri, accompagnata da uno scritto critico di Marcello Carlino.
Di che ritmo si tratta? Che il testo sia o no scandito da barre che sostituiscono l’a capo del verso tradizionale, è comunque costituito da un flusso verbale sostenuto da ripetizioni: spezzoni di metrica, rime, assonanze, riprese e quant’altro contribuisca a creare un ambiente cadenzato che diventa una vera e propria sfida al rap. Continua a leggere Le “discrasie” di Giovanni Fontana
Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi
In questi giorni gira in TV un orrendo spot con una banalissima lettura dell’Infinito. Risolleviamoci con questo saggio breve inviato da Antonino Contiliano.
E se un giorno per l’infinito leopardiano girasse “0 = ∞”, o “∞ ↔ 0”?
Se le grandezze evanescenti o infinitesimali della logica matematica hanno reso possibile e paradossale la scienza stessa dei numeri e della natura materiale delle cose, cui si applicano, e fino alla formula delle grandezze come «0 = ∞», è irragionevole logica estetica pensare (in analogia) di utilizzare la stessa formula concettuale per cogliere lo stesso potenziale informativo colto dal linguaggio della poesia con la logica paradossale degli stessi ossimori (preso, non preso; grande, non grande) che ne alimentano la creatività? Continua a leggere Un intervento di Antonino Contiliano sull’Infinito di Leopardi
Ricordo di Mauro Ponzi
Venerdì prossimo, 10 gennaio 2020 (vedi i dettagli nel calendario degli eventi), si terrà un incontro presso l’Università “Sapienza” di Roma, per ricordare la figura di Mauro Ponzi, recentemente scomparso . Mauro, docente di Letteratura tedesca, aveva una lunga attività di saggista, esperto in special modo di Benjamin e tra i fondatori dei “Quaderni di critica”, nonché narratore e poeta. Proprio un suo libro di poesia, intitolato Memory card è di prossima uscita presso l’editore Robin.
Riparte “Malacoda”!
Si parte con il 2020! E si riparte con “Malacoda” e il suo nuovo numero, appena uscito. La webzine di lotta culturale e letteraria riprende, dopo un breve periodo di pausa, con i consueti interventi di proposta e di critica “a tutto campo”. Uno strumento fondamentale di confronto e di dibattito. Si può accedervi anche da questo stesso sito, con il pulsante nella colonna di destra.