Di Adriano Spatola si è già parlato varie volte in questo sito; vedi la scheda tra gli Autori e anche la lettura de L’ora dell’aperitivo in Katakino; nonché l’articolo Attorno a Spatola. Ora, do notizia di un’altra uscita che riguarda il materiale sonoro dell’autore.
Adriano Spatola, infatti, oltre che poeta legato al gruppo parasurrealista di “Malebolge”, narratore (L’oblò), autore di opera visive (Zeroglifici) è stato anche un poeta sonoro e performer straordinario. La pubblicazione curata da Giovanni Fontana con il titolo Ionisation contiene in disco la registrazione di alcune delle principali performance spatoliane. L’opera edita da Recital edizioni, è reperibile dal sito https://www.anost.net/en/Labels/Recital/
Palladini: racconto che fa testo
Non ho particolare simpatia per il genere racconto, né riesco a separarlo dalla nozione più complessiva di “narrativa”, se non per la minore ampiezza. Inoltre, mi pare che il termine stesso “racconto”, esportabile ‒ a rigor di logica e anche in taluni casi effettivamente esportato ‒ verso una generica categoria del “raccontare”, anche al di là dello specifico letterario (si racconta in tante circostanze, dalla conversazione quotidiana alla TV, ai verbali del commissariato), finisca per partecipare a quella ontologia-ideologia della “narrazione” che oggi imperversa a supplire la crisi delle identità.
Devo riconoscere che la raccolta di racconti di Marco Palladini, Nomi veri falsi (Edizioni Empiria, 2019, con la copertina di Bruno Conte), ha superato queste remore. Possiede, a mio parere, delle caratteristiche positive che proverò a spiegare in forma di elenco.
Arriva Malacoda n.1, 2020
È appena uscito in rete il primo numero di “Malacoda” dell’anno 2020.
Avendo coinciso con l’8 marzo il suo titolo è, giustamente, Continui la lotta per la parità e l’uguaglianza. E reca al primo posto l’appello “contro razzismi, fascismi e guerre”.
Come sua tradizione, il numero è molto ricco di interventi su tutti i campi, di taglio politico, culturale, critico, narrativo, teatrale e poetico. Segnalo gli interventi che aprono la prospettiva sulla figura e l’influenza di Dante, con congruo anticipo sull’anno dantesco. Su questo tema, si presenta altresì la traduzione di Jacqueline Risset di un canto del Purgatorio, che vale anche come ricordo di Jacqueline. Tra i nostri compagni scomparsi sono ricordati, tramite i loro testi, Mario Lunetta e Mauro Ponzi (con brani del libro di versi appena uscito, purtroppo postumo, Memory card). Autori in piena attività sono qui inseriti Paolo Guzzi, Carmine Lubrano, Marco Palladini con due racconti, Nino Contiliano con interventi sempre dotati di carica antagonista. E poi molto, molto altro.
Adesso che si deve stare in casa per l’emergenza, ecco come passare il tempo: leggete e diffondete Malacoda! Raggiungerlo è facile: basta un clic sul link nella colonna di destra.
Lo dice Virginia Woolf
Per derisione [derision] – brutta parola, ma, ancora una volta, la lingua inglese è così povera, occorrerebbero nuove parole – s’intende che dovrete rifiutare tutto ciò che serve a far pubblicità al merito, e tener per fermo che il ridicolo, l’oscurità e la disapprovazione sono preferibili, per ragioni psicologiche, alla fama e alla lode. Non appena vi offrono insegne, onorificenze o titoli, sbatteteli subito in viso a chi ve li offre.
Per libertà da fittizi legami di fedeltà s’intende che dovrete liberarvi in primo luogo dell’orgoglio per la vostra patria; e anche dell’orgoglio per la vostra religione, per la vostra università, scuola, famiglia, sesso, e da tutti i fittizi legami di fedeltà che queste forme di orgoglio creano. Non appena i tentatori si presentano per sedurvi, stracciate le pergamene; rifiutatevi di compilare i moduli.
(da Le tre ghinee)
Seminario 1: I suoni della poesia
Si è svolto ieri, 4 marzo 2020, il primo seminario della L.UN.A, dedicato, come da programma, all’aspetto sonoro della poesia.
Per gli interessati che non sono potuti intervenire, e anche per coloro che erano geograficamente troppo distanti per farlo, riporto qui la registrazione audio dell’incontro, compreso il dibattito.
https://www.youtube.com/watch?v=JxkYVSHooI0&t=3s
La data del prossimo seminario, dedicato alle “Figure della poesia”, originariamente fissata per il 2 aprile, verrà ridefinita a seconda degli sviluppi dell’emergenza e prontamente segnalata sul sito.
La politicità della letteratura
La politicità della letteratura. Si direbbe questione accantonata, nell’attuale andazzo della produzione per il mercato, del romanzo-intrattenimento, della poesia-emozione e via digradando per i rivoli della postletteratura. Eppure, ogni tanto, saran soprassalti nel sonno inquieto della ragione, ritorna a galla questo problema, magari nella forma etica della responsabilità dello scrittore. Si parla, magari, anche soltanto di “realismo”. E allora vale la pena di tornare a riflettere perché il binomio politica-letteratura si presta facilmente ad equivoci.
Il primo problema è: quale politica? Infatti, a rigore, la letteratura potrebbe essere politicizzata da entrambi i lati dello schieramento: eppure di solito la questione viene sollevata solo sul lato sinistro, quello dell’antagonismo. Infatti, dal punto di vista dell’egemonia costituita, è meglio che la politicità passi inavvertita sotto vesti neutrali (il valore estetico, l’intrattenimento, l’emozione e quant’altro) e tocca semmai agli oppositori demistificare quell’apparente innocenza, indicandone l’intrinseco cui prodest. Continua a leggere La politicità della letteratura