Tutti gli articoli di francescomuzzioli

25 aprile con “Malacoda”

In occasione del 25 aprile è uscito il nuovo numero della rivista online “Malacoda”, diretta da Mario Quattrucci e impaginata da Tonino Tosto e Mario De Chiara. Il numero contiene diversi contributi di poeti e scrittori che ho ospitato e citato nel mio sito, come Luigi Ballerini, Marcello Carlino, Nino Contiliano, Carmine Lubrano, Giorgio Moio, Marco Palladini, Lamberto Pignotti e molti altri. Vi segnalo anche i testi di Mario Lunetta, una piccolissima antologia attualissima intitolata Speranze per disperati.
Uscendo in una data particolare e in un periodo particolare, il numero assume un significato altrettanto particolare, e infatti, nel suo insieme, è dedicato ai temi della liberazione, dell’antifascismo e della rinascita. In evidenza nella home page è pubblicato  un manifesto-appello, intitolato Il 25 aprile rinasce la libertà, di cui riporto la prima parte nel seguito dell’articolo.
Collegatevi al sito di “Malacoda“!

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Lezione inizio Novecento, parte seconda

In questa nuova videolezione, che è la seconda puntata del panorama complessivo di Inizio Novecento, vengono presi in esame gli altri gruppi che – insieme ai Crepuscolari, trattati nella prima puntata – costituiscono le linee della ricerca più avanzata di quel periodo così straordinariamente inventivo e vitale. Sono i “Vociani” e i Futuristi. Certo, i secondi sono un movimento più “costituito”, basato su un vero e proprio organigramma, mentre i primi sono accomunati solo dal fatto di avere lavorato attorno alla stessa rivista, ricevendone però comunque degli stimoli che li aiutano a individuare delle poetiche non prive di analogie.

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Anatomia della scommessa

Ho spesso intrecciato utilissimi dialoghi su temi teorici e letterari con Felice Accame, studioso versatile proveniente dalle esperienze della Scuola Operativa Italiana, che ci ha abituati a pubblicazioni su argomenti apparentemente stravaganti, accompagnate al buon bisogno da titoli molto lunghi ed elaborati. Nel caso del libro in esame, dato alle stampe ‒ come altri dell’autore ‒ dall’editore Odradek, il titolo è invece un gioco verbale che ricalca il monologo più famoso del mondo: To bet or not to bet. Al to be, cioè alla domanda sull’essere, si sostituisce il to bet, dove a essere messa in dubbio è la scommessa. Il sottotitolo infatti recita: Lo scrupolo da gioco tra mistica, casualità e determinismo. Siamo dunque di fronte a un libro sul gioco e segnatamente sul gioco d’azzardo, e ancora più precisamente sulle scommesse sulle corse dei cavalli. Che cosa sta succedendo? Forse la teoria, visti i tempi, si è data all’ippica?

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Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi

Ricevo e pubblico volentieri una recensione di Marco Buzzi Maresca al libro di poesie di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare. Si tratta della raccolta di un giovane autore che è interessante seguire (per parte mia, ho scritto l’introduzione al libro).

Marco Buzzi Maresca, Un poema spoematico

 Il passaggio da un semplice assaggio di lettura alla dialogica innestata dalla presentazione in pubblico ha stimolato in me il desiderio di dire qualcosa a proposito del denso tentativo poetico di Antonio Francesco Perozzi, Essere e significare – poema (Oèdipus, 2019).
Il testo e l’operazione in generale si pongono un obiettivo piuttosto ambizioso, ossia interrogare l’interrogabilità stessa dell’essere, ancor prima della sua dicibilità.
E diciamo, in un certo senso ‒ attraverso una fusione a freddo, cioè a una tetragona e ossessiva decostruzione (prima e oltre che degli strumenti, del linguaggio e della retorica) del decostruzionismo stesso ‒ si pone l’obiettivo di attraversarlo e superarlo, per costruire nel nulla, per ossimorica che possa sembrare l’operazione. Continua a leggere Una recensione di Marco Buzzi Maresca sulle poesie di Antonio Perozzi

I “plausi e botte” di Gualberto Alvino

Insieme al dibattito sulle tendenze sembra essere uscita dai radar della letteratura attuale anche una critica autenticamente “militante”. Nel senso formale del termine, la critica militante ‒ quella che segue i libri man mano che escono ‒ esiste ancora; epperò appare affatto depotenziata, da un lato sfibrata tra connivenze, condiscendenze e quieto vivere, dall’altro lato parodizzata in un’arte della stroncatura come mero artificio autopromozionale (lo “sgarbismo”) ‒ e magari con scandali “preventivi”, come quello sul Bruciare tutto di Siti, esauritosi prima della stessa uscita del libro, praticamente senza averlo letto…
In questo panorama sconfortante si distingue Gualberto Alvino, un critico che riesce a tenere unite la filologia accurata e la ingegnosa interpretazione del testo, la competenza scientifica (soprattutto di taglio linguistico) e la verve polemica. Lo si può seguire in rete o nella sua rubrica sulla rivista “Fermenti” o, ancor meglio, lo si può leggere nel libro Dinosauri e formiche, pubblicato poco tempo fa nella collana Entroterra dell’editrice Novecento.

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