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Un contributo di Antonio Amendola sulla voce di Mina

In questo articolo Antonio Amendola continua la sua esplorazione dedicata ai campioni della voce.

LA PRESENZA  ACUSMATICA DELLA VOCE DI MINA

Mina cantante dalle infinite possibilità per agilità dinamismo, pronuncia, estensione, da più di quarant’anni ha escluso la sua presenza fisica al mondo per restituirci interamente la sua voce e la sua vocalità attraverso soltanto l’ascolto dei suoi lavori in studio, creando così una forte presenza acusmatica. Far sentire il suono della voce senza vedere la sorgente ovvero il suo corpo, questo la pone decisamente in una posizione d’avanguardia: se la voce coincide con il corpo, il suo significato si amplifica in un nuovo contesto.

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Docentoidi artificiali nelle fantascuole di Lentini

Per solito la fantascienza ha immaginato prodigi tecnologici e straordinarie novità nell’ambito dei trasporti e delle telecomunicazioni (capaci di coprire distanze “astronomiche”) ed ha anche presentato un campionario sterminato nel campo della robotica (androidi e compagnia per tutti i gusti), ma poco ha pronosticato a proposito dell’istruzione, delle scuole del futuro e delle loro insegnanti. A riempire la lacuna, anzi a “supplire” (per usare un verbo adatto al ruolo docente) questa mancanza, ci ha pensato Alfonso Lentini con il suo libro di racconti Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola, edito da Graphofeel.
Racconti separati e a sé stanti, ma attraversati tutti dallo stesso filo, cioè la proiezione dei problemi della scuola nel lontano futuro, o piuttosto nei futuri, perché ogni brano reinventa il proprio mondo, non si sa mai bene se in epoche o addirittura in pianeti diversi. Assenti le precise coordinate di spazio e tempo, sembra quasi che ogni racconto nasca come una specie di sogno (o incubo) di un professore stremato dagli scrutini…

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Jameson e l’allegoria 2

Continua con questa seconda puntata la discussione sull’allegoria a partire dal libro di Fredric Jameson, Allegory and Ideology. La prima puntata ha riguardato soprattutto la distinzione tra la personificazione (che è semplificatrice e porta a immagini stereotipate) e l’allegoria a “quattro livelli”, che è, invece, secondo l’autore, polisensa e creativa.

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Interpretazione e produzione

Nella lunga storia dell’allegoria si sovrappongono due linee diverse, una creativa e l’altra interpretativa. La linea creativa è quella dell’allegorista che usa la fantasia per rappresentare un’idea attraverso un personaggio, un animale, un oggetto, costruendo un mondo “impossibile”, in buona misura irrealistico. La linea interpretativa è quella dell’esegesi: c’è un testo che non si addice più alla cultura attuale, ma che non può essere abbandonato, ecco allora che l’interpretazione allegorica lo adatta al nuovo contesto (così fecero i greci con Omero e i cristiani con l’Antico Testamento). Nella situazione moderna, in cui le allegorie sono per lo più immagini enigmatiche “senza chiave” esplicita (per esempio, i dipinti di Bosch o i racconti di Kafka), l’allegoria sembra tornare in mano all’interpretazione, quindi con alto rischio di arbitrarietà, cioè di vedere qualcosa che l’autore non aveva per niente in mente.

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Seminario incontro con Luigi Ballerini

Si è svolto ieri (4 giugno 2020) il seminario incontro con Luigi Ballerini in collegamento da New York. Malgrado tutte le difficoltà in questo momento negli USA, Ballerini è stato disponibilissimo a parlare con il gruppo della LUNA di molte questioni riguardanti la sua esperienza intellettuale e la sua poesia. Qui la registrazione audio dell’intero incontro “a largo raggio”:

Nel corso del dibattito sono emersi alcuni tratti molto interessanti. Innanzitutto Ballerini ha espresso una grande fiducia nel linguaggio poetico, non solo quello moderno e delle avanguardia, ma a partire dagli inizi della nostra tradizione (un nome a lui particolarmente caro è quello di Cavalcanti); a patto che s’intenda con poesia non già un linguaggio codificato e teso a trasmettere un messaggio subito pronto, ma un “esperimento” di ricerca e, per la precisione, di ricerca della sorpresa.

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Malacoda per il 2 giugno

È uscito, proprio in corrispondenza con il 2 giugno, il nuovo numero di “Malacoda”, la rivista online promossa e diretta da Mario Quattrucci. È il numero 3 dell’anno in corso. Anche in questo caso, come è accaduto per il numero messo in rete in occasione del 25 aprile, la rivista ospita nella sua parte principale articoli dedicati ai temi civili: la fondazione della Repubblica italiana, ovviamente, e poi la costituzione, l’importanza della cultura, della scuola. Inoltre, il numero propone testi in tema recuperati dagli autori del passato prossimo, da Montale a Gatto, da Sanguineti a Cacciatore, da Lunetta a Luzi, oltre a una ottima rassegna di testi di autori in attività, di recensioni e di interventi. Come al solito, un numero molto denso, dove si trovano sempre nuove sorprese, scorrendo dall’alto in basso e viceversa. Volendo si può accedere subito, anche da “Critica integrale”, andando nei link sulla destra. Buona lettura!

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Lunetta inedito

È appena uscito per le encomiabili edizioni di Fermenti un libro di inediti di Mario Lunetta, autore a tutto campo in tutti i campi, grande organizzatore e sodale generosissimo, ottimo amico (lo vediamo nell’immagine in evidenza in un ritratto di Gino Guida).
In questo caso, d’accordo con l’editore, sotto al titolo Teatro anatomico, ho riunito una serie di 5 pièces teatrali che non erano entrate nelle pubblicazioni precedenti. La teatralità è da sempre un carattere fondante della scrittura lunettiana, nel senso che ogni suo testo è abitato da voci plurali e animato da dinamiche contraddittorie (tra lirico e prosaico, euforico e disforico, personale e politico e via dicendo). Untestosempreinstatodi allerta. Continua a leggere Lunetta inedito