Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Antonio Pinto, il poeta giullare

Il 9 novembre nel primo pomeriggio è scomparso Antonio Maria Pinto, dopo una lunga malattia e l’intervento finale del contagio di Covid. Antonio aveva al suo attivo una consistente produzione di versi, che si può leggere riunita nell’edizione di Tutte le poesie, pubblicata da Oèdipus nel 2018, dove si trova anche anche un consistente apparato critico sull’autore. La sua poetica era fondata sulla ripresa attualizzante del comico-giullaresco spesso attraverso la favolistica allegorica (con animali protagonisti) e la satira di ogni pretesa di superiorità e supponenza. Una operazione ricca di molteplici esperimenti e acrobazie formali e di una ricerca lessicale di incredibile vastità. Materiali e letture su Antonio si trovano in questo sito sia nella sezione Autori che in Katakino. In attesa di riprendere e approfondire più avanti il discorso critico, la cosa migliore, in questo momento di perdita, mi sembra riportare in una minima antologia la sua “voce” poetica.

ALLEGRO DA PIDOCCHIO

Allegro da pidocchio
sbicchiero nella ciocca
del ciompo pifferaro:
gli rendo il suono avaro,
la nota storta e tocca,
il canto tutto un ticchio.

Canzonelletta lesta
sermona a questa testa,
strappale perpescenza
e schiaffaci scemenza.

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La semiotica materialista nelle ricerche di Tran Duc Thao

Tran Duc Thao (1917-1993) è un nome “esotico” ‒ si dovrebbe scrivere Trần Đức Thảo ‒ che si trova citato incidentalmente , ma finora presso di noi è stato trascurato e ignorato.
Si tratta di un filosofo vietnamita formatosi in Francia (rientrato in patria verrà perseguito come dissidente) che, interessato soprattutto al problema del linguaggio e della coscienza, passerà dalla fenomenologia al marxismo, per produrre tre importanti Ricerche sull’origine del linguaggio e della coscienza. Un libro con quel titolo era in progetto all’inizio degli anni Settanta, auspice il nostro Rossi-Landi, ma restò inedito. Meglio tardi che mai, esce adesso dall’editore Mimesis, per la cura di Jacopo D’Alonzo e Andrea D’Urso, autori rispettivamente del saggio iniziale e di quello conclusivo.
Indubbiamente già il paese d’origine dell’autore produce suggestioni e la sua provenienza da un “altrove” culturale ci promette un punto di vista straniante; in effetti l’opera di Thao serve non solo a completare il panorama di un periodo estremamente vivace e appassionato, ma anche a rimettere al centro la prospettiva della semiotica materialistica.

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Un nuovo “scaricabile”: Varianti di scena

Concludo i festeggiamenti per i primo anno di Critica integrale inserendo nella sezione “Gli scaricabili” un nuovo elaborato. Si tratta del materiale che ho utilizzato nelle esperienze teatrali compiute con il Teatro di Porta Portese in questi ultimi anni ed esattamente per i titoli 1933 e La tempesta spaziale, più un Doppio Faust che avrei voluto presentare quest’anno se non fossero intervenute le chiusure che ben conosciamo. All’ultimo momento ho incluso anche un “Otello rovesciato” (Holletoh) completamente nuovo. Il titolo complessivo è Varianti di scena.
Si tratta in generale di riscritture, tuttavia fondate sulla parodia di abbassamento di tipo polemico (non quella “bianca” e neutra del postmoderno) e basate in modi diversi sull’inserimento straniante del linguaggio della poesia.

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I seminari della LUNA: incontro con Michele Fianco

Per la serie dei seminari della LUNA si è svolto un incontro con l’autore dedicato a Michele Fianco, tra le altre cose preziosissimo collaboratore di questo sito.
Il seminario, come al solito animato da diversi interventi, ha toccato molti livelli di discussione: da quello propriamente testuale sull’“architettura” di un autore che può vantare ‒ in versi o in prosa ‒ una indubbia originalità, a quello dei rapporti plurimi con le altre arti (in particolare con la musica), ai problemi vitali del tempo esistenziale e del lavoro precario, alle questioni generali sulla funzione della poesia e della possibilità di aggregazione nella tendenza.
Una parte del discorso ‒ vista la tematica complessiva dei seminari di questo periodo ‒ ha riguardato l’allegoria, sulla quale Michele Fianco ha proposto, a partire dalla sua pratica poetica, interessanti messe a punto.
Per chi volesse ascoltare o riascoltare l’incontro:

Il prossimo seminario è fissato per il 12 novembre, ore 18, ancora (ora più che mai, purtroppo) sulla piattaforma Zoom. Verterà sul Rinoceronte di Ionesco. I materiali relativi saranno forniti agli iscritti all’atto della convocazione.

30/10/2020

Un anno di Critica integrale

Cade in questi giorni il primo anno di Critica integrale.
Le statistiche (ma saranno vere?) inducono all’ottimismo. Buono il numero di visualizzazioni e dei documenti scaricati, perfino durante le vacanze visitatori si sono sempre affacciati su queste pagine!
Alto il numero degli articoli che sono usciti ogni mese (qualcuno, anzi, lamenta che sono troppi e non si riescono a leggere tutti!) e forte il successo degli amici collaboratori ospitati.
L’interesse è desto (sempre secondo le statistiche fornite dalla piattaforma) in varie parti del mondo.
Non c’è che da essere soddisfatti e festeggiare, innanzitutto ringraziando di cuore tutti coloro che hanno condiviso in un modo o in un altro questa iniziativa.

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BAROSSO: PER UNA LOGICA LAICA

C’è logica e logica. Anche quando parliamo di “mercato” diciamo che ha una logica, che è quella del profitto e a seguire della diminuzione dello spazio pubblico, del lavoro precario e via deducendo per li rami di quelle leggi di ferro. Poi, però, c’è la logica che vorrebbe ragionare nel miglior modo togliendo spazio agli impulsi contraddittori e alle nozioni confuse e mitiche, nonché agli assunti presunti indiscutibili come quelli di cui sopra.
Ci aiuta a districarci tra le logiche il libro di Giampaolo Barosso, pubblicato dall’editore Odradek, sotto al titolo già in sé programmatico Per una civiltà della consapevolezza e della decisione in comune. Barosso è uno strano intellettuale, davvero a tutto campo, ha lavorato perfino nell’ambito del fumetto disneyano, da cui l’immagine in evidenza,  e soprattutto ha fatto parte della Scuola Operativa Italiana ‒ come ricorda nell’introduzione Felice Accame che delucida alcune questioni sui contorni e le ortodossie di questa tendenza (altri contributi in proposito un lettore curioso li troverà nel catalogo dell’editore Odradek).

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