Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Cinquant’anni dopo: “Quaderni di critica”

Il 7 marzo 1973 usciva il primo volume del gruppo “Quaderni di critica”. All’epoca, il gruppo era formato da Filippo Bettini, Stefano Giovanardi, Massimiliano Mancini, Aldo Mastropasqua, Giorgio Patrizi, Mauro Ponzi e l’aggiunta del sottoscritto. Marcello Carlino sarebbe entrato nella redazione poco dopo. Per festeggiare l’anniversario ripubblico qui l’editoriale del primo numero.

EDITORIALE

Esprimiamo subito due (ovvi) postulati: primo, l’intenzione di dar vita ad una rivista è sempre (né potrebbe essere altrimenti) una intenzione politica; secondo, è necessario, perché quest’intenzione si realizzi compiutamente, che la scelta dei campi d’intervento e degli strumenti sia il più possibile rigorosa e il meno possibile «contaminata», pena l’insignificanza o (che è peggio: cioè reazionario) la tautologia. Operare nello specifico significa per noi essenzialmente reperire e dosare gli strumenti attinenti alla crescita del processo rivoluzionario: ma che proprio per questo devono rispondere a criteri di massima efficienza e capacità euristica, applicandosi ad universi riconoscibili e totalmente omogenei (riconoscibili, ogni volta che si renda necessaria una verifica, come quelli che con meno mediazioni agli strumenti stessi hanno dato origine). Continua a leggere Cinquant’anni dopo: “Quaderni di critica”

Seminario: simbolo e allegoria in d’Annunzio

Il ciclo di seminari sul tema dell’allegoria è entrato nel vivo con la seduta dedicata a Gabriele d’Annunzio e in particolare a La sera fiesolana. In sostanza questo testo doveva servire ed è servito a delucidare il rapporto tra allegoria e simbolo. Per quanto la voce poetica dannunziana si esprima in apostrofe verso la Sera (con la maiuscola: quindi personificazione), tuttavia il complesso della rappresentazione è impregnato di atmosfera simbolica, non a caso compaiono termini come “aura” e “mistero”, il clima della oscurità che avanza è suggestivo ed evocativo, la natura in qualche modo parla e promette una rivelazione o l’attesa di essa.
Per seguire il seminario si può accedere alla registrazione da questo link:

Continua a leggere Seminario: simbolo e allegoria in d’Annunzio

Un altro Vate

Pier Luigi Ferro, studioso molto esperto di autori otto e novecenteschi (si è occupato, tra gli altri, di Gian Pietro Lucini), ha curato per le edizioni Diana la ristampa dei versi di Profezia di Mario Morasso. L’autore è un po’ dimenticato, ma non ignoto, lo si ricorda soprattutto per gli scritti propositivi in lode della macchina che a inizio secolo hanno anticipato di poco la “tecnolatria” futurista. Con una lunga e dettagliata introduzione, accompagnata da un altrettanto ingente apparato di note, Pier Luigi Ferro ricostruisce assai bene sia l’itinerario dell’autore sul declino del secolo XIX, con la sua attività di giornalista politicamente schierato a destra, sia il contesto dell’epoca caratterizzato dalle istanze nazionaliste e imperialiste, e da un revanchismo borghese antisocialista di fondo. L’«Egoarchia» di Morasso – un individualismo vagamente anarchico ispirato a Stirner e Nietzsche – si può mettere a confronto con il superomismo d’annunziano, avendo ugualmente la pretesa di costruirsi una figura di Vate.
Se i libri morassiani di primo Novecento, come L’imperialismo artistico (1903) o La nuova arma (la macchina) (1905) sono raramente ristampati seppur talvolta citati, Pier Luigi Ferro ci dà qui un esempio del Morasso poeta, ancora più sconosciuto del saggista. E dunque eccoci a leggere Profezia, testo pubblicato in rivista tra il 1899 e il 1900, poi in volume nel 1902. Continua a leggere Un altro Vate

Dedicato ad Anceschi

Nelle giornate scorse del 16 e 17 febbraio si è svolto presso l’università di Roma “Sapienza”, un convegno dedicato a Luciano Anceschi, organizzato da Cecilia Bello Minciacchi sotto il titolo Anceschi e i Novissimi. Il convegno, oltre a Barbara Anceschi in rappresentanza del “verri”, ha ospitato alcuni studiosi di Bologna, allievi diretti e indiretti del maestro (Niva Lorenzini, Francesco Carbognin, Stefano Colangelo) per discutere insieme a giovani ricercatori (Giulia Siquini, Antonio D’Ambrosio, Sara Gregori e Samuele Maffei). Un intreccio di interessi e di prospettive che ha portato ad illuminare e illustrare il percorso dell’attività critica anceschiana, i suoi risvolti metodologici e militanti, il suo lavoro nelle riviste e nelle antologie, con particolare riguardo a quella dei Novissimi, dai lui promossa, e al confronto con la tendenza del Gruppo 63. Continua a leggere Dedicato ad Anceschi

I seminari della LUNA, Introduzione all’allegoria

Sotto al titolo Allegorismi è iniziato un nuovo ciclo di seminari della LUNA, che proseguirà nei prossimi mesi. Per introdurre le varie questioni relative a un argomento piuttosto “spinoso”, il primo seminario è servito da introduzione alla nozione di allegoria. Dopo essere stata a lungo bistrattata ed esclusa dalle estetiche idealiste e dall’idea intuitiva dell’arte, l’allegoria è oggi tornata in auge, anche grazie alla diffusione del pensiero di Walter Benjamin. Questo ha risolto ogni problema? Tutt’altro. Perché l’allegoria vista dappertutto perde qualsiasi qualità differenziale e qualsiasi tendenza alternativa.
Chi volesse seguire il seminario può farlo a questo link:

Continua a leggere I seminari della LUNA, Introduzione all’allegoria

Avanguardia permanente e sabotaggio barocco

Dal Lab-Oratorio Poietico di Carmine Lubrano è uscito, con data gennaio 2023, un nuovo quaderno sulla Avanguardia permanente intitolato  Il sabotaggio barocco. In proposito, ricevo e pubblico volentieri questo intervento di Giulia Savino.

Amor Osa il trobar clus con la maraviglia della parola più bella
Amor Osa il sabotaggio barocco e da Leporeo ai Neapolitani
in vulva burrea ( Villa per Burri ) in verbarebus e la Sibilla
dall’antro : “ Jatevenne ! … “ disse

E se qualche anno fa Muzzioli scriveva : “ Lubrano si fa in tre
per l’Avanguardia “, per il nuovo anno , ecco che Lubrano si fa
in quattro e sempre per l’Avanguardia e con i botti ed i fuochi
pirotecnici , le lave incandescenti delle sue pubblicazioni :

e così il quarto volume del Lab-Oratorio
“L’Avanguardia Permanente”, dal titolo :“ il sabotaggio barocco”
scritta stampata in giallo paglierino, che campeggia in alto di
una copertina sontuosa e sensuale, calda ed accogliente e bella ,
bella assai ( bella come la rivista – TERRA del FUOCO – che
Marzio Pieri ci diceva : la più bella ).

Continua a leggere Avanguardia permanente e sabotaggio barocco