Archivi tag: Politica e letteratura

Per Mario

Con Mario Quattrucci se ne è andato, nella notte tra il 5 e il 6 luglio, un altro dei “piloni portanti” del nostro movimento culturale e letterario. L’ho conosciuto la prima volta come poeta, negli anni Ottanta alle presentazioni che si tenevano presso la Galleria Giulia e poi ho continuato a incontrarlo in tante e tante altre occasioni; si sarebbe trasformato, più tardi, a sorpresa, in un narratore copiosissimo, un giallista raffinato ed ironico, dietro al suo alter ego, il Commissario Marè.
L’ho conosciuto come persona correttissima e aperta, collaborando insieme in moltissime iniziative, non ultima la rivista “Malacoda” che – nel segno del diavolo dantesco delle Malebolge – ha raccolto in anni recenti tutta un’area di intellettuali e scrittori non arresi all’andazzo generale. Mario è stato, anche negli ultimi tempi pieni di acciacchi, uno straordinario stimolatore culturale; quando arrivavano le sue e-mail a chiedere articoli, non sembrava mai soddisfatto, gliene promettevi uno e ne chiedeva subito ancora altri… Continua a leggere Per Mario

È uscito “Brecht con Benjamin”!

Annuncio l’uscita del mio nuovo libro, Brecht con Benjamin, pubblicato dall’editore Odradek. È un lavoro teorico spinto da due esigenze convergenti. La prima: mi sono reso conto che la mia lettura di Walter Benjamin, iniziata negli anni Settanta del Novecento, è sempre stata una lettura brechtiana di Benjamin (quindi incentrata su L’autore come produttore, L’opera d’arte, ecc.), mentre oggi l’esegesi benjaminiana è tutta rivolta dall’altra parte, a enfatizzare la “teologia” contro il “materialismo storico” (per usare i termini della famosa prima tesi). Ho ritenuto allora necessario rovesciare la prospettiva e provare a fare, nel momento in cui tornavo a riflettere sui miei temi fondanti (come è giusto fare al termine di un percorso), una lettura benjaminiana di Brecht. Per questo, non Brecht e Benjamin, ma Brecht con Benjamin, l’autore accompagnato dal suo critico, come era per altro avvenuto nei momenti migliori del loro rapporto interpersonale.
E orientati entrambi, però, dalla seconda esigenza. Mentre la ricerca della connessione Brecht-Benjamin ha per forza di cose un che di storico e anche di nostalgico (vedi cosa erano capaci di pensare quei due in tempi ancor più bui dei nostri…), la seconda esigenza è nata dall’emergenza del presente. Le ultime direzioni della teoria letteraria, infatti, sorrette da scientificità neurologiche, si sono puntate sull’empatia e l’immedesimazione, esaltandone gli effetti benefici. La lettura ingenua ne viene completamente sdoganata e incomprensibile diventa quel testo (del tipo dell’avanguardia) che rinuncia all’immedesimazione o all’immersione del lettore per produrre invece contraccolpi di sorpresa e distorsione. Mi sono detto che la risposta a queste tesi, non a caso provenienti dall’America e perfettamente in linea con le scelte di mercato, era già tutta nello straniamento di Brecht, principalmente teatrale, ma estendibile su più livelli. Ripercorrere alcuni testi brechtiani insieme ai  commenti benjaminiani – oggi assai trascurati – mi è parsa la cosa migliore da fare per guadagnare un punto di vista alternativo. Un nutrimento indispensabile: non a caso la metafora del valore nutrizionale ha un certo sviluppo nei due autori, a contrastare la nozione del gusto e del piacere immediato. Continua a leggere È uscito “Brecht con Benjamin”!

Malacoda, nuovo numero

È in rete il nuovo numero della rivista “Malacoda”, che già più volte ho segnalato da questa postazione, essendone anche tra i collaboratori assidui. Questo è il terzo numero del VII anno della “Webzine di lotta letteraria e culturale, per una riforma intellettuale e morale”, come recita l’intestazione. Bisogna dare atto al direttore Mario Quattrucci di avere perseguito, ormai in un arco di tempo piuttosto lungo, una iniziativa aliena dalle mode e, si può ben dirlo, controcorrente. Il taglio di questa rivista, che si adatta alla rete, sì, ospitando contributi meno lunghi della misura del “saggio” propria di una rivista cartacea, ma più lunghi e impegnativi di un semplice articolo da blog, nello stesso tempo mantiene l’idea del periodico novecentesco, basato su “numeri” complessivi editati a distanza di tempo (non un sito con pubblicazioni random). Un indubbio segnale di resistenza. Continua a leggere Malacoda, nuovo numero

I seminari della LUNA: introduzione all’allegoria

I seminari della LUNA sono ripresi, ancora sulla piattaforma Zoom, con una introduzione sul tema dell’allegoria, che poi sarà oggetto dei successivi incontri, da qui alla fine dell’anno. Preventivamente la nozione di allegoria è stata messa a fuoco in tutti i suoi risvolti e addentellati, confrontandola con il realismo, l’estetica, il simbolo, l’avanguardia, nonché con le stesse divisioni interne tra allegoria dalla parte dell’autore e dalla parte dell’interprete, personificazione in senso stretto e allegoria in senso stretto, ecc., tenendo sempre presente il dibattito passato e recente. Per chi volesse, ecco la registrazione del seminario:

https://youtu.be/bWBO-53y_xE

Si comunica che il prossimo seminario, previsto per il 14 ottobre prossimo, sempre alle ore 17, verterà sul testo di Gian Pietro Lucini, Monologo del Don Juan. Il testo verrà fornito anticipatamente a tutti gli interessati

30/09/2020

La politicità della letteratura

La politicità della letteratura. Si direbbe questione accantonata, nell’attuale andazzo della produzione per il mercato, del romanzo-intrattenimento, della poesia-emozione e via digradando per i rivoli della postletteratura. Eppure, ogni tanto, saran soprassalti nel sonno inquieto della ragione, ritorna a galla questo problema, magari nella forma etica della responsabilità dello scrittore. Si parla, magari, anche soltanto di “realismo”. E allora vale la pena di tornare a riflettere perché il binomio politica-letteratura si presta facilmente ad equivoci.
Il primo problema è: quale politica? Infatti, a rigore, la letteratura potrebbe essere politicizzata da entrambi i lati dello schieramento: eppure di solito la questione viene sollevata solo sul lato sinistro, quello dell’antagonismo. Infatti, dal punto di vista dell’egemonia costituita, è meglio che la politicità passi inavvertita sotto vesti neutrali (il valore estetico, l’intrattenimento, l’emozione e quant’altro) e tocca semmai agli oppositori demistificare quell’apparente innocenza, indicandone l’intrinseco cui prodest. Continua a leggere La politicità della letteratura