Il deserto
Che il mio itinerario includesse una selva, era del tutto ovvio ma, nella mia miope pudicizia da orologiaio, non ne avevo previsto la qualità spettacolare, registica, deliberatamente scenografica; la fantasticavo più significante; e tuttavia la sua socievole garbatezza mi ha assai confortato. Tradizionale, prevedibile, la quercia oracolare; ma non la sua puttaneria, tra furba e tracotante, e la rugosa, infantile frode del ruffiano. Del gioco dei viglietti questo solo dico, che la sua impudicizia mi ha giovato non poco. Ora oltrepassati foresta, quercia, ruffiano, mi trovo, naturalmente, ai margini del deserto. Il termine “deserto” ha dell’intimidatorio, quasi fosse la controfigura del nulla; ma questo è in primo luogo il magazzino che contiene l’attrezzeria del nulla. A codesto deserto mi ri-conosco congeniale, alle sue bizze, malumori, disforie, la sua mutria stizzosamente taciturna, l’assenza di immagini che distraggono, voci che illudono, ombre allarmanti; cose che potrebbero distogliermi dalla meditazione di te, cui ora posso propormi costante deuteragonista, amore. Continua a leggere Mangatour3 →