Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Mangatour4

La reggia del fuoco

Un grande arco roccioso, instabile, una concrescenza forse di lave rapprese ci sovrasta, di lì dobbiamo passare; l’arco ha la dolcezza ambigua di due grandi labbra, ad esso mi accosto come ad un luogo che mi chiama e mi minaccia, sarò baciato o divorato? Avanzando, provo in me un tremore non dissimile dall’amore e insieme dall’orrore; oltre l’arco, una piana; qui dimorano i fuochi. Sui due lati di una strada ruvidamente tracciata stanno regolari orifizi da cui escono lingue di fuoco, con un lieve rombo, che potrebbe essere segno di un discorso sommesso, una litania, una invocazione; quelle sottili, discrete, non minacciose lingue di fuoco hanno qualcosa del prete, del maggiordomo, del bonzo; disposte in geometrica coerenza, procedono sui due lati come due schiere di cortigiani, che forse accolgono con quel loro mormorio l’ospite atteso, forse dicono le lodi del re del fuoco, forse discorrono, oziosi come antichi, rugosi camerieri, di materia vile, sordida, effimera, come da sempre, dovunque fanno i camerieri. Continua a leggere Mangatour4

Mangatour3

Il deserto

Che il mio itinerario includesse una selva, era del tutto ovvio ma, nella mia miope pudicizia da orologiaio, non ne avevo previsto la qualità spettacolare, registica, deliberatamente scenografica; la fantasticavo più significante; e tuttavia la sua socievole garbatezza mi ha assai confortato. Tradizionale, prevedibile, la quercia oracolare; ma non la sua puttaneria, tra furba e tracotante, e la rugosa, infantile frode del ruffiano. Del gioco dei viglietti questo solo dico, che la sua impudicizia mi ha giovato non poco. Ora oltrepassati foresta, quercia, ruffiano, mi trovo, naturalmente, ai margini del deserto. Il termine “deserto” ha dell’intimidatorio, quasi fosse la controfigura del nulla; ma questo è in primo luogo il magazzino che contiene l’attrezzeria del nulla. A codesto deserto mi ri-conosco congeniale, alle sue bizze, malumori, disforie, la sua mutria stizzosamente taciturna, l’assenza di immagini che distraggono, voci che illudono, ombre allarmanti; cose che potrebbero distogliermi dalla meditazione di te, cui ora posso propormi costante deuteragonista, amore. Continua a leggere Mangatour3

Mangatour2

I sobborghi

Chiamiamoli sobborghi: non vi troverete né strade, né quartieri, né autobus, né stracci di giornali, né capsule di bevande analcooliche, né preservativi appiattiti contro il suolo, come bambini sordi sotto un bombardamento, che, quando è finito, ancora aderiscono al pavimento; non vi giocano infanti, né camminano convergenti amanti morituri; abitati, si, e non radamente: ma non cercherete famiglie, né tribù, né convegni per portici e piazze, né colloqui, se non minimi, necessari, sommessi. Forse è cielo quella piazza capovolta, quale debbono vedere i pesci dal fondo del mare in giorni di pioggia immobile; ma come scarso il mutar delle luci dall’alba al tramonto; e forse non sarà arroganza nomenclatoria catalogar di ‘erba’ quella muschiosità violacea, o ‘piante’ queste dita da vecchio stradino, che sporgono da una sabbia inospite e raschiosa. Continua a leggere Mangatour2

Mangatour1

Anche “Critica integrale” va in vacanza, ma non lascia soli i suoi lettori. In questa anno manganelliano, li invita a percorrere gli itinerari cari al nostro scrittore. Certo, i luoghi in cui ci accompagnerà il Mangatour non sono ameni, né ridenti e nemmeno tanto riposanti, eppure faranno da positivo antidoto alle banalità delle vacanze più o meno organizzate e ai loro assillanti animatori. Allora, si parte, cominciando dal preparare i bagagli.

Le valige

Scrittori e viaggiatori più competenti di me hanno scritto pagine indimenticabili sulle valigie; mi limiterò ad esporre alcuni tratti peculiari del mio rapporto con le valigie. Coloro che amano le valigie oscillano tra due diversi atteggiamenti: c’è chi desidera valigie enormi e leggere, in cui ci stia tutto, e tutto diventi leggero; altri vogliono valigie piccole e maneggevoli, che accolgano solo l’essenziale. Poiché io appartengo ad entrambe le scuole, la mia esistenza di amatore di valigie è tormentata. Che cosa è mai l’«essenziale»? Su un punto non ho dubbi: sono le forbicine. A rigore, le forbicine non esigono una vera e propria valigia; ma esse sono per così dire il centro della valigia, ciò che fa sì che una valigia sia tale, che un viaggio sia un viaggio. Senza forbicine io sono un Robinson miope che ha perso gli occhiali, o che è stato abbandonato dalla capra. Continua a leggere Mangatour1

I “Frammenti non a memoria” di Amendola su Critica integrale

“Critica integrale” presenta il nuovo libro di Antonio Amendola, Frammenti non a memoria, che può essere scaricato dalla apposita sezione (Gli scaricabili). Si tratta tecnicamente di poesia, tuttavia sarebbe più esatto affrontare il libro secondo la chiave che offre il titolo stesso, vale a dire la “frammentarietà”. Il frammento è – teste Benjamin – la caratteristica principale del testo moderno, soprattutto nella sua realizzazione radicale. Il frammento ci mette in guardia da una ricerca pura e semplice del senso: il senso lo si trova, ma, per l’appunto, fatto a brani e non rintracciabile se non nei rapporti tra le parti e facendo i conti con una eterogeneità di fondo. I frammenti ci invitano a un lavoro di ricostruzione a partire da un “mondo a pezzi”. Continua a leggere I “Frammenti non a memoria” di Amendola su Critica integrale

Fontana si fa in 4

A conferma di una “piena” attività, vitalissima e aperta su tutti i fronti, Giovanni Fontana ha pubblicato nel periodo recente, tra fine 2021 e il corrente anno, ben quattro libri, di diverso tenore e provenienza, ma tutti di forte spessore rappresentativo.
I titoli: Hic (Bertoni, novembre 2021) nella collana di Giorgio Moio con introduzione dello stesso, dedicato alle tavole visive; je sens [donc je son (Cipm & Dernier Télégramme, dicembre 2021) con prefazione di Barbara Meazzi, testo bilingue francese/italiano di sento [dunque suono, da una performance alla Mostra di Marsiglia; l’antologia Giovanni Fontana un classico dell’avanguardia (Agenzia X, marzo 2022), a cura di Patrizio Peterlini e Lello Voce, che aprono il libro con un interessante dialogo teorico, lasciando poi spazio ad un’ampia raccolta della critica sull’autore, edita e inedita; e infine Inventario (Milella, aprile 2022), con le introduzioni del curatore di collana Salvatore Luperto e di Carlo Alberto Augieri, cavalcata a suo modo autobiografica attraverso le fasi della formazione, maturità e sviluppo del poliartista.
La quantità di produzione corrisponde indubbiamente alla alta qualità di un autore che si muove tra poesia sonora e visiva, testo lineare, performance e quant’altro. Davvero un problema per il recensore, che dovrà a sua volta, “farsi in quattro”… Continua a leggere Fontana si fa in 4