Ha qualcosa che non va il romanzo contemporaneo italiano. Non è soltanto l’assenza endemica dello stile (che Luigi Matt, con pazienza certosina, ci ha mostrato non essere poi così totale e ha aggiunto che anche il “senza stile” è uno stile…) o i tempi brevi della produzione stagionale che spinge a mettere in campo effimeri successi; più in generale si può ipotizzare che il romanzo soffra di essere rimasto l’unico genere letterario riconosciuto dal mercato e da ciò che resta del cosiddetto “grande pubblico” e questa privilegiata solitudine lo ha portato a perdere ricerca e complessità, come succede ai tipi troppo egocentrici.
Di ricerca s’intende Renato Barilli che, nelle iniziative di “RicercaBo” ha presentato le Nughette e le ha anche introdotte su cartaceo, compresa la recente edizione complessiva uscita nella veste raffinata delle edizioni ae (affinità elettive) di Valentina Conti. Dimenticavo l’autore: l’autore, nonché inventore del genere “nughetta” è Leonardo Canella, pittore e critico d’arte. E le “nughette” cosa sono? Il termine deriva dal classico nugae, inezie, cose di poco conto. Trattasi di prose brevi, neanche una pagina e mai oltre. Ed ecco che la narrazione, impantanata nel banale quando pretende la forma grande e sostenuta del romanzo, sembra recuperare una insolita vitalità. Portento del frammento! Continua a leggere Nughette, il portento del frammento
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Le poesie “disarmoniche” di Antonino Contiliano
Antonino Contiliano è un autore di un tipo assai raro al giorno d’oggi che unisce ad un perentorio impegno politico un altrettanto forte impegno sull’invenzione formale. La nuova raccolta, Sparse disarmoniche, da poco pubblicata per le edizioni Prova d’autore, conferma questa insolita sinergia. E ne dà conferma anche Marco Palladini, nella sua esauriente introduzione al libro, dove definisce Contiliano «un autore combattente e però eterodosso che combina un evidente post-brechtismo con un postmodernismo linguistico estrosamente sperimentale» (Per una poesia resistente e di contraddizione).
Gli è che l’esperienza dell’avanguardia (e in particolare dell’Antigruppo siciliano) non è passata invano, per cui la polemica vibrante nei riguardi di un mondo preoccupato principalmente nella buona salute degli affari e ormai ridotto a parlare per anglismi, acronimi e sigle varie si svolge mediante un linguaggio in continuo movimento, tra abbondanza plurilinguista di vocaboli stranieri e frasi latine, ribalzi sonori di rime e paronomasie, citazioni più o meno distorte, giochi verbali, ecc. Il tutto con un verso che varia di lunghezza, sostanzialmente libero, nel quale anche i residui endecasillabi, involontariamente formatisi, non sono più percepibili come tali. Continua a leggere Le poesie “disarmoniche” di Antonino Contiliano
Delli Santi, i conflitti del Barocco
Gaetano delli Santi, scrittore e artista, ha completato il suo “trittico teorico”, dopo i libri sull’Espressionismo e sul Plurilinguismo, tornando sul Barocco che aveva già affrontato nel 2006 nello splendido saggio sulla Forza generativa del Barocco. Nel nuovo approccio, ancora una volta a cura dell’editore milanese D’Ambrosio, il titolo è Conflitti del Barocco.
Si tratta di un saggio decisamente fuori del comune, che si segnala per alcuni inusuali aspetti qualificanti. Punto primo, l’esuberanza cronologica antiaccademica: dotato di una erudizione notevolissima, l’autore è però assai lontano dal procedere lineare degli storici dell’arte, nonché da qualsiasi contemplazione dei cosiddetti capolavori. È invece autore di una continua raggera di collegamenti che unisce l’operare artistico del Seicento alle prove più moderne. In buona sostanza il Barocco è interpretato come la prima avanguardia (in questo si pone sulla scia di Walter Benjamin e del suo libro che fu bocciato, non a caso, alla libera docenza). Così non ci si deve stupire di trovare Mallarmé e Giacometti accanto a Bernini e Bruno, in quanto li investe la stessa corrente propositiva ed estetica che attraversa l’intero saggio. Si rammenti che proprio Giordano Bruno era il protagonista di uno dei testi principali di delli Santi, il Fra’ Giordano Bruno redivivo (2001, anch’esso editore D’Ambrosio, realizzato poi in teatro e in film), dove la figura contestativa del grande eretico veniva attualizzata contro il potere e le sue ideologie vecchie e nuove. Continua a leggere Delli Santi, i conflitti del Barocco
Dedicato a Pagliarani
Nei giorni scorsi, 24 e 25 novembre, nei locali romani della Casa dello scrittore, sono state dedicate a Elio Pagliarani (a dieci anni dalla scomparsa) due giornate fitte di testimonianze, letture e interventi critici. Riporto qui il mio contributo.
PERCHÉ PAGLIARANI
Un avvicinamento in nove passi
PRIMO PASSO. Ho prediletto Pagliarani fin dall’inizio, ai tempi della mia tesi di laurea sulla “poesia sperimentale”. Ero già allora fortemente brechtizzato e tra i Novissimi Pagliarani era evidentemente quello che mostrava con più immediatezza una istanza politica. Ho dovuto leggere attentamente Adorno per capire come la “separatezza” degli altri fosse un’altra modalità di contestazione. Nello stesso tempo, però, non mi è mai sembrato giusto separare Pagliarani dall’area sperimentale del Gruppo 63: non mi pareva fuori, semmai all’ala sinistra del movimento. Continua a leggere Dedicato a Pagliarani
Seminario “Critica della critica”: Montale a scuola
Il ciclo di seminari su “Critica della critica” ha utilizzato Montale come cartina di tornasole per analizzare a fondo e nei dettagli i diversi metodi, confrontate sulla pelle – per dir così – del medesimo autore. In questo ulteriore incontro, è stato affrontato un argomento di solito trascurato: il trattamento dell’autore (Montale, sempre lui) nelle antologie per la Scuola superiore. All’occorrenza sono stati selezionati, grazie alla gentile collaborazione di Sarah Pierozzi, quattro testi campione. Naturalmente è stato necessario liberarsi di alcuni pregiudizi a riguardo di lavori predisposti per destinatari “alle prime armi”. Ed altrettanto ovvio è stato il rilevamento di luoghi comuni (e anche di testi “inevitabili”) presenti in tutti gli elaborati. In ogni modo, dato il rilievo che in tutti i “campioni” presentati prende l’analisi del testo è stato possibile discuterli alla luce del nostro percorso pregresso.
Chi volesse ascoltare direttamente il seminario lo può raggiungere a questo link:
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D’Ambrosio esagerato a Bookcity
L’editore milanese Fabio D’Ambrosio è in campo ormai da vari anni e ha al suo attivo diverse pubblicazioni di autori dei quali “Critica integrale” si è occupata variamente quali Gaetano delli Santi, Franco Falasca e Carmine Lubrano, nonché il sottoscritto. Si può affermare che D’Ambrosio sia uno dei pochi autentici editori rimasti, per due buoni motivi:
1) Ha scelto una politica editoriale. E precisamente in una linea di avanguardia. Non sto qui a ripetere e a riprendere il dibattito su questo termine discussissimo (il superlativo, per quanto brutto, ci vuole); lascio parlare lui, dal suo sito ufficiale, quando dice che «l’avanguardia, ORA, è la necessaria risposta alla catastrofe della modernità» ed «è gesto di comunicazione sociale e analisi critica». Ripeta pure il pensiero unico che la direzione è “sbagliata” , sarebbe in ogni caso eroico e ormai singolare un editore che procede con l’idea di trovare e se possibile formare il suo pubblico, invece di inseguire le mode e le previsioni di rientro.
2) I suoi libri sono sempre molto accurati e hanno sempre un intervento grafico che accompagna sulla stessa lunghezza d’onda la tendenza “divergente” del testo scritto.
Recentemente, Fabio D’ambrosio ha aperto uno spazio a Milano: si chiama “Oltre i ponti”, non solo perché si trova in zona Quarto Oggiaro, di là dalla ferrovia, ma soprattutto per significare l’oltranza, anche rispetto a tutte le mediazioni moderate (i ponti…).
In occasione delle manifestazioni milanesi di Bookcity, D’Ambrosio presenterà nel suo “cantiere” una fitta serie di incontri e diverse nuove pubblicazioni. Continua a leggere D’Ambrosio esagerato a Bookcity