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I seminari della LUNA: “L’amica geniale” vol. 1 di Elena Ferrante

Il ciclo di seminari intitolato alla “Critica della narrativa” è iniziato con l’osso forse più duro da rodere. Resto convinto – e questa occasione me lo ha confermato – che il testo facile sia quello più difficile. Più difficile da analizzare, intanto perché salta l’analisi e la critica per riferirsi direttamente al lettore e alla sua immedesimazione priva di problemi; e anche perché, di conseguenza, non presenta singolarità o asperità alle quali attaccare i ganci dell’interpretazione.
Comunque la decisione di affrontare per prima L’amica geniale (relativamente al vol. 1) di Elena Ferrante si è rivelata un esercizio assai utile per verificare i livelli di analisi descritti nella sede del seminario introduttivo. Credo che siamo riusciti ad evitare la comoda via del rifiuto del romanzo di successo in quanto tale e siamo riusciti a enucleare, tra le altre cose, anche alcune ragioni di questo successo, nonché della rapidità con cui il romanzo si è trasformato in serie televisiva.
Chi volesse seguire il seminario lo trova a questo link:

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VOCE & PAROLA

Parte “in presenza” il 22 novembre prossimo una nuova iniziativa in collaborazione con il Teatro di Porta Portese. Il titolo della serie di incontri è Voce & Parola e il sottotitolo recita: Percorsi nella poesia anomala novecentesca. Il progetto nasce dal tentativo presentare, senza spettacolarità e con mezzi minimi – la voce sola, in buona sostanza –  i testi della poesia novecentesca di tendenza, impegnata sul linguaggio e puntata sulla sorpresa e l’innovazione: avanguardia, sperimentalismo, ricerca, scegliete il termine che più vi aggrada. Puntare sulla “messa in voce” non significa, come oggi si pensa, scavalcare la mediazione della critica: la riflessione critica sarà a monte e ogni lettura scaturirà da una precisa scelta interpretativa e da una “scrittura della voce”, che verrà accompagnata dalle necessarie coordinate.
Ad ogni tappa verrà affrontato un singolo autore. Ma l’incontro inaugurale, dato il suo carattere d’apertura, avrà una struttura antologica e, sotto il titolo Dissonanze , presenterà testi di vari autori e autrici, accomunati dall’esperienza dell’esilio, dello straniamento e della controffensiva in versi. Vedere qui la locandina  con tutte le indicazioni per partecipare. Continua a leggere VOCE & PAROLA

Un nuovo ciclo di seminari sulla narrativa

È iniziato un nuovo ciclo di seminari della LUNA, dedicato alla narrativa. Ha per titolo, appunto, Critica della narrativa e si svilupperà analizzando di volta in volta un romanzo indicato collegialmente dai partecipanti (che formano ormai un gruppo, per così dire, “storico”).
L’incontro introduttivo ha gettato le basi dei diversi livelli in cui si articolerà (o si potrà articolare) l’analisi di ciascun testo. Naturalmente il primo passo è stato di prendere le distanze dall’andazzo attuale che – a partire dalla colonizzazione della narrativa da parte del mercato – privilegia il rapporto diretto tra libro e lettore e riduce ogni valutazione al dato di fatto che il testo abbia fatto “presa” oppure no, che abbia o meno facilitato l’immedesimazione nel personaggio, che sia riuscito ad attrarre così bene il lettore fino all’immersione, cioè all’illusione di stare vivendo le vicende raccontate. Questi aspetti non risultano sufficienti a un’ottica critica. Bisognerà allora procedere con attenzione per arrivare a capire che cosa venga trasmesso in uno stato che appare, nei casi sopra descritti, simile alla trance e alla possessione.
Chi volesse seguire il dibattito, può trovarne l’audio a questo indirizzo:

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Scritture complesse

La casa editrice Diaforia – correttamente si dovrebbe scrivere [dia·foria – pubblica in un formato originale e con una impaginazione molto mossa, un libro di autori vari curato da Daniele Poletti, che è poi l’animatore stesso di tali edizioni. Un libro davvero impegnativo perché rivolto a mostrare con una serie di testi di 12 autori la possibilità di un approccio alternativo alla poesia e alla letteratura. Il titolo della raccolta è Continuo, repertorio di scritture complesse. Ciascun autore viene introdotto da una analisi di mano critica di volta in volta diversa. Gli autori sono: Daniele Bellomi, Alessandro De Francesco, Marilina Ciaco, Marco Mazzi, Luigi Severi, niccolò furri (non è un refuso: si firma con le minuscole), Morena Coppola, Augusto Blotto, Gabriele Stara, Alessandra Greco, frank leibovici (anch’egli volutamente privo di iniziali grandi), Lucio Saffaro. Da notare che, oltre ai “fuori quota” come Saffaro e Blotto, si tratta di generazioni diverse che comprendono anche alcuni piuttosto giovani trentenni (una media approssimativa fa 43 anni); e questo significa che finalmente si scommette sulle new entry.
Ma ciò che mi ha interessato maggiormente è che, fin dalle pagine iniziali, Poletti ha messo le carte in tavola con uno scritto propositivo di deciso orientamento, drastico senza ambagi. Continua a leggere Scritture complesse

Antonio Amendola, “Variegata”

Antonio Amendola affida la sua nuova opera, dal titolo Variegata, al sito di “Critica integrale”, che già offre altri suoi testi nella sezione dei pdf “Scaricabili”. È anche questa una sperimentazione attiva sui versanti del visivo e del sonoro: del visivo, perché la parola viene messa in evidenza come immagine, soprattutto grazie ai grandi caratteri maiuscoli, e la pagina stessa è percorsa da spaziature e da separazioni (le righe di puntini). Tale aspetto visuale, che colpisce davvero, come suol dirsi, “al primo sguardo”, è in realtà nello stesso una indicazione performativa per la lettura a voce, una sorta di spartito. Particolarmente rilevante è, nel testo, il lavoro sui significanti (che unisce o separa anche il corpo della parola), il gioco verbale e la pulsione ritmica che rimanda all’immagine del treno («la suggestione delle rotaie suggerisce il movimento») e del resto un suo testo precedente s’intitolava, non a caso, Il trenorale. Continua a leggere Antonio Amendola, “Variegata”

“Evviva la dialettica!”

Da qualche tempo sono solito dire che su Brecht dovremmo essere tutti d’accordo. Certo, mi rendo conto, non proprio tutti tutti; e forse dovrei calare più o meno alla metà dei noi. Ma quello che intendo è: sia contenutisti che formalisti. Infatti il nostro vecchio Bertolt viene ben incontro a quelli che vogliono un impegno a favore degli svantaggiati, degli ultimi, degli oppressi; nello stesso tempo, però, offre agli apprezzatori dello specifico artistico-letterario da mettere sotto i denti notevoli sottigliezze procedurali (lo straniamento) e una acuta intelligenza nei riguardi del modo di espressione. Non a caso è ancora citatissimo nei discorsi dei sofisticati big della teoria internazionale (Badiou, Žižek, Rancière, quest’ultimo magari con qualche riserva) e Jameson gli ha dedicato una monografia in cui gli riconosce in buona sostanza il ruolo speciale di interpretare una “modernità diversa”, addirittura «l’unica forma legittima dell’innovazione modernista in quanto tale».
A proposito, dunque, tornano in libreria i Dialoghi di profughi per merito dell’editrice L’orma, in una nuova traduzione completa e con l’aggiunta di inediti. Nei Dialoghi troviamo un Brecht al meglio, come attesta l’ammirazione per questo libretto da parte di Sanguineti (citato nel retro della copertina) presso di noi e di Juan Carlos Rodríguez in Spagna. Per paradosso, Brecht qui è al meglio proprio perché al peggio, visto che lo scrive quando si trova esule nel Nordeuropa sotto l’avanzata delle truppe naziste attorno al 1940. Continua a leggere “Evviva la dialettica!”