Tutti gli articoli di francescomuzzioli

Fontana, la voce che fa testo

La poesia sonora si può definire in generale come l’uso dei significanti avulso dai significati. Storicamente essa ha prodotto le sue provocazioni utilizzando “tratti soprasegmentali”, fonemi liberi o, in parole povere, “puri suoni”, con un esito certamente “antilogocentrico”, tuttavia recepibile sostanzialmente in ambito percettivo, cioè in chiave solamente estetica. Ma cosa succede se la poesia sonora punta al ri-contatto con i significati, ovverosia “riprende la parola” senza però perdere l’emergenza primaria della voce?
Risponde a questo interrogativo l’opera di Giovanni Fontana che della poesia sonora è un vessillifero riconosciuto e ne è anche stato l’illustratore (vedi La voce in movimento). E soprattutto fa testo (in tutti i sensi dell’espressione) la recente pubblicazione de La discarica fluente per opera delle edizioni [dia•foria. Perché qui la scommessa si fa più alta, in quanto non si tratta soltanto di reintegrare la parola nella sua interezza, ma addirittura di riavvolgerla nel contesto di un tema. Un tema di tutto riguardo, per giunta, che è precisamente, come si deduce già dal titolo, quello dei rifiuti e del loro smaltimento, quindi un tema da impegno civile, che sottintende un compito (l’ingaggio dell’engagement), che tuttavia viene assolto in modo tutto particolare e alieno da qualsiasi perorazione o lamentanza. Continua a leggere Fontana, la voce che fa testo

I seminari della LUNA: “La figlia prodiga” di Alice Ceresa

Per un caso non del tutto voluto ma accolto volentieri, il seminario del ciclo “Critica della narrativa” dedicato al testo di Alice Ceresa La figlia prodiga è caduto nella data dell’8 marzo. Giusto, è un testo che potrebbe a buon diritto definirsi “protofemminista”.
Il caso-Ceresa è interessante perché il contenuto decisamente radicale, fondato com’è sulla critica dell’istituzione familiare, viene svolto dall’autrice con un apparato altrettanto decisamente sperimentale. Il testo va a capo molto spesso in mezzo alla frase (quindi si avvicina alla poesia) ed è impostato come discussione e ricerca intorno al personaggio da parte di un “noi narrante” (scelta anche questa alquanto originale) che vi si approssima con un linguaggio pseudo-saggistico, per riflessioni, deduzioni e complicazioni di vario tipo, quindi generando un discorso al limite del genere propriamente narrativo. La figlia prodiga uscì nel 1967 inaugurando la collanina “rossa” dell’Einaudi, intitolata alla “Ricerca letteraria”.
Per seguire l’audio del seminario ci si può collegare a questo link:

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Come normalizzare uno scrittore abnorme

Come normalizzare uno scrittore abnorme? Un sistema sicuro è rifarsi alla sua biografia. Infatti la vita non potrà mai essere altrettanto “differente” quanto la scrittura. Basta grattarla un poco e affioreranno miserie umane, rancori e rimorsi, puerilità ed egocentrismi che, insomma, renderanno quell’autore – che a prima vista sembrava inarrivabile – tutto sommato molto simile a noi. Tanto più nel caso di scrittori che della biografia hanno messo ben poco nella loro scrittura: questo peccato contro il senso comune letterario che esige sulla pagina la confessione prima o poi lo pagheranno…
Mi è successo un po’ di anni fa di capitare in una presentazione dedicata a Giorgio Manganelli, e lì, per l’appunto, questo testardo narratore di “inesistenze”, che il lettore voleva «provocarlo, irretirlo, sfuggirgli», che la sua, dichiarava, «non è letteratura affettuosa, non accarezza i cani», ecco veniva sistemato a dovere attraverso gli episodi di impulsiva passione, la fuga in lambretta e soprattutto le donne. Il Manganelli innamorato! E dunque, alla fin fine, ricondotto a dimensioni compatibili con la media. Continua a leggere Come normalizzare uno scrittore abnorme

Scrive Antonio Amendola: Dagli Illogico alla poesia sonora

Come già in altre occasioni, esce su “Critica Integrale” il nuovo articolo firmato da Antonio Amendola.

DAGLI ILLOGICO ALLA POESIA-SONORA

Tra il 1981 e il 1985 ho fatto parte del progetto Illogico un gruppo rock con vicinanze ai Talking heads e alla no-wave americana (Contorsions DNA, Lidia Lunch e altri, è stato il livello più alto per sperimentazione energia e improvvisazione in dieci anni di gruppi, ero da poco uscito dai Videozona con i quali avevo condiviso un suono più new wave (tra le altre cose il nome era riferito ai video, erano gli anni dei primi videobar e… la zona…. invece, al film Stalker di Andrej Tarkovskj). Cominciai a collaborare con Illogical sound con un suono punk molto interessante e saturo poi in seguito siamo diventati Illogico. Continua a leggere Scrive Antonio Amendola: Dagli Illogico alla poesia sonora

Volponi, il tormento della scrittura

Cade nel 2024 il centenario della nascita di Paolo Volponi. Dopo un convegno urbinate, si è svolto all’Università di Pavia un nuovo incontro-seminario, nei giorni 15-16 febbraio, dedicato alla narrativa, che, prendendo spunto da una conferenza dell’autore, si è intitolato Le difficoltà del romanzo. Data la presenza a Pavia di carte volponiane nel Centro Manoscritti, il convegno ha goduto di una cospicua serie di contributi di stampo filologico e variantistico riguardanti i romanzi maggiori, come Corporale, Le mosche del capitale e anche Il pianeta irritabile, con importanti ragguagli sulle diverse stesure, le correzioni, le scalette progettuali e quant’altro. Continua a leggere Volponi, il tormento della scrittura

Gruppo 70 in mostra

Nel 2023 (un “anno con il 3”) è caduto anche l’anniversario del Gruppo 70. Ebbene sì, malgrado il numero faccia pensare a una data diversa. Anzi, il Gruppo 70 può vantare di essere nato qualche mese prima del Gruppo 63 e la sua sigla è dovuta a una sorta lancio in avanti (per altro le attività collettive termineranno prima di quella data).
Il punto di partenza fu il convegno Arte e comunicazione, tenuto a Firenze nel maggio 1963 e i promotori furono soprattutto Lamberto Pignotti e Eugenio Miccini, accompagnati da altri artisti. Le manifestazioni del Gruppo, nel prosieguo degli anni Sessanta, si svolsero in parallelo con quelle del Gruppo 63, ma furono più spiccatamente rivolte alla sperimentazione verbovisiva e performativa. Ora una mostra presso la Galleria d’arte moderna di Roma a cura di Daniela Vasta (catalogo edito da De Luca Editori d’Arte) sotto il titolo La poesia ti guarda espone un rappresentativo manipolo di opere di Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Roberto Malquori e Michele Perfetti. La mostra è completata da manifesti, pubblicazioni e documenti. Continua a leggere Gruppo 70 in mostra