Seminario su il Futurismo e la pittura

Il ciclo di seminari su “Avanguardia e tecnologia”, aperto il mese scorso dall’incontro-dibattito con Giovanni Fontana, è proseguito toccando l’argomento “Il Futurismo e la pittura”. Il movimento Futurista ha avuto un rapporto molto stretto con il progresso tecnologico, in quanto fin dal Manifesto di fondazione del 1909 accoglieva i nuovi fenomeni della modernità, soprattutto le nuove macchine dalla velocità mirabolante (aerei, treni, automobili da corsa – quest’ultima preferita alla Vittoria di Samotracia come modello di bellezza), come riferimenti per una nuova stagione innovativa dell’arte. Scontando certamente molte contraddizioni, anche di tipo politico, in quanto non venivano viste le ombre di quel progresso meraviglioso, e si adottavano, nella linea portante rappresentata dal leader Filippo Tommaso Marinetti, toni trionfalistici ed enfatici; tuttavia, ciò malgrado, il Futurismo ha stimolato le tendenze artistiche in Europa (magari anche in polemica) e il movimento si è allargato oltre la poesia e la letteratura anche ad altre arti, come la pittura, in prospettiva intermediale.

Per chi volesse seguire il seminario, la registrazione si trova in rete:

Continua a leggere Seminario su il Futurismo e la pittura

Alvino in versi

Gualberto Alvino è critico letterario raffinato e estremamente rigoroso (con toni perentori da “plausi e botte“), linguista provetto nonché scrittore interessantissimo in prosa di romanzo (vedi l’articolo inserito nella sezione Autori) e in poesia. In versi ha appena pubblicato la raccolta Rethorica novissima, per le edizioni romane “Il ramo e la foglia”. È una poesia di forte tenore espressionista e plurilinguista, fondata sulla tensione tra i materiali intellettuali, che sono soprattutto gli strumenti filologici del critico (come la retorica, ricordata dal titolo) e i materiali della vita, densi a loro volta di tensioni emotive e psicologiche. Se ne determina un impasto di rara forza stilistica, condotto secondo un’andatura ritmica irregolare che qui si estrinseca anche nelle forme brevissime dell’epigramma. Continua a leggere Alvino in versi

Lo dice Gadda

….Io, tu…. Quando l’immensità si coagula, quando la verità si aggrinza in una palandrana…. da deputato al Congresso,…. io, tu…. in una tirchia e rattrappita persona, quando la giusta ira si appesantisce in una pancia,…. nella mia per esempio…. che ha per suo fine e destino unico, nell’uni¬verso, di insaccare tonnellate di bismuto, a cinque pesos il decagrammo….. giù, giù, nel duodeno…. bismuto a palate…. attendendo…. un giorno dopo l’altro, fino alla fine degli anni…. Quando l’essere si parzializza, in un sacco, in una lercia trippa, i di cui confini sono più miserabili e più fessi di questo fesso muro pagatasse…. che lei me lo scavalca in un salto…. quando succede questo bel fatto…. allora…. è allora che l’io si determina, con la sua brava mònade in coppa, come il càppero sull’acciuga arrotolata sulla fetta di limone sulla costoletta alla viennese…. Continua a leggere Lo dice Gadda

Monodia e polifonia, un articolo di Antonio Amendola

Da Antonio Amendola, uno dei collaboratori più assidui di “Critica integrale”, ricevo e volentieri pubblico questo articolo.

MONODIA E POLIFONIA

L’origine della voce è monodia, voce unica, non stratificata, l’urlo della nascita ma anche la nascita della voce attraverso il corpo-voce, l’urlo che grida la necessità di libertà, l’urlo della voce come segnale di presenza nel territorio. La voce è comunicazione, linguaggio, presenza psichica, musica, un complesso reticolato di possibilità. Nella musica la voce nasce come monodia, un canto accompagnato da strumenti soffiati e percossi. Nelle culture etniche, sono presenti percorsi polifonici spesso legati a riti collettivi, nel canto gregoriano invece la presenza polifonica è legata da una stratificazione all’unisono con intervalli molto ravvicinati per dare possibilità alla scrittura di emergere nel suo pieno significato.
Con la nascita del contrappunto ovvero nota contro nota, assistiamo a presenze polifoniche molto complesse che spesso limitano la leggibilità della scrittura. Con la nascita del melodramma invece è presente una forte connotazione monodica subentra la dualità personaggio-interprete, e la classificazione delle voci secondo parametri di estensione, anche oggi nella musica attuale, con la forma-canzone assistiamo ad una forte presenza monodica con accompagnamento strumentale rispetto a quella polifonica. Altro caso di polifonia riguarda il canto difonico detto anche, canto armonico o diplofonico, una tecnica di emissione vocale di più suoni contemporaneamente, sfruttando le cavità sovraglottiche, presente in varie culture della musica etnica, utilizzata anche nella musica d’avanguardia, il rock e il jazz.

15/10/2021

Il senso del nonsense

Apparentemente il nonsense è il contrario dell’allegoria. Quanto quella promette di arrivare a un senso, sia pure dopo complessi e tortuosi percorsi, tanto questo invece lo nega e lo cancella, nella propria stessa denominazione. Se guardiamo bene, però, il nonsense risulta coinvolto in una opposizione ancora più netta. Poiché la sua giustificazione più prossima è quella del gioco, eccolo allora schierato e in modo radicale in contrasto alla serietà. Tutto ciò che di saggio, adulto, drammatico, tragico o sentimentale è attribuito all’ambito letterario viene annullato dal nonsense. Il Messaggio con la maiuscola è proprio ciò che si trova ai suoi antipodi.
Si potrebbe parlare con Francesco Orlando di “ritorno del represso” e di un escamotage per poter fare in modo consapevole e riverito sotto le bandiere dell’arte e della letteratura quelle libere manipolazioni con il linguaggio che si facevano da bambini. È precisamente il “ritorno del represso nella forma”. Il piacere originario che l’infante si prende con le parole torna a galla un po’ in tutta l’istituzione poetica (le cui regole sono sostanzialmente, “regole del gioco”), ma in modo più eccessivo ed eversivo proprio nel nonsense. Continua a leggere Il senso del nonsense

Frixione alla riscossa

Tra le uscite recenti sulla soglia dell’estate scorsa si fa notare la raccolta delle poesie di Marcello Frixione, un autore appartato ma a mio parere altamente significativo e già in qualche modo “storico”. Frixione fa parte della generazione emersa negli anni Ottanta del Novecento, è stato operativo nel gruppo “K.B.” (Kryptopterus Bichirris), sodale di Durante, Frasca e Ottonieri, venendo coinvolto nelle riunioni del Gruppo 93 e venendo incluso nell’antologia Terza Ondata di Bettini e Di Marco. Tutta la intricata vicenda di quegli anni è stata da poco ripresa e riesplorata da ogni lato in un numero della “Rivista di Studi Italiani” curato da Gabriele Belletti e Ivan Schiavone, che contiene anche contributi del nostro autore.
E ora arriva il libro complessivo, intitolato Naturama (1981-2019), pubblicato da Oèdipus – ormai una scelta editoriale condivisa giustamente da molti autori della ricerca più avanzata – nella collana curata dallo stesso Ivan Schiavone. Continua a leggere Frixione alla riscossa