Joking Joyce: ritratto dell’artista da marinaio

Nel mese di agosto, per gli irriducibili lettori di “Critica integrale”, offro lo svago di qualche anteprima del progetto Joking Joyce, che prevede la traduzione delle poesie giocose, satiriche e parodiche dell’autore di Ulisse. Testi poco noti e forse estemporanei, che sono andato a convertire in italiano con il mio metodo “folle”, cioè mantenendo al massimo possibile la metrica e le rime. Comincio con questa rielaborazione da Coleridge, dedicata a tutti i villeggianti in acque salate.

RITRATTO DELL’ARTISTA COME VECCHIO MARINARO

Ho incontrato un vecchio scrittore
girando nel mar dei pirati
le vele al veliero restavano a zero
del vento mancavan gli afflati.

John Bull e zio Sam con un segno
gli marchiaron di rosso la fronte.
Mi stupì del natante lo star traballante
con KO scritto sul ponte. Continua a leggere Joking Joyce: ritratto dell’artista da marinaio

Lo dice Foucault

Ora, da questa governamentalizzazione, caratteristica delle società europee occidentali intorno al XVI secolo, non può essere dissociata la questione inversa del «come non essere governati?». Non intendo sostenere che alla governamentalizzazione si sarebbe opposta l’affermazione contraria «non vogliamo essere governati in alcun modo». Piuttosto mi pare che nel grande fermento sviluppatosi attorno al problema della maniera di governare e alla ricerca delle maniere di governare emerga una questione costante: «come non essere governati in questo modo, in nome di questi principi, in vista di tali obiettivi e attraverso tali procedimenti»; e se riconosciamo a questo movimento della governamentalizzazione, della società e degli individui, la collocazione storica e l’ampiezza che mi sembra meriti, allora incontriamo ciò che definirei l’atteggiamento critico.

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Ballare o pensare?

Al Parco dei Daini di Villa Borghese, dove moltissimi anni fa passavo i pomeriggi dopo la scuola inseguendo vanamente il pallone (mio cugino ricorda a quei tempi un imberbe Veltroni che, essendo d’età più piccolo di noi, veniva messo in porta), dunque in quel luogo per me “storico” oggi sorge un podio evidentemente predisposto per ospitare musica da ballo su cui campeggia in lettere dorate la scritta in inglese spiccio: DANCE FIRST THINK LATER.
A parte l’aspetto indelicato di quel “first” che ricorda un po’ troppo l’enfasi da Trump; a parte il fatto che nel ballo il percorso dal cervello alle gambe dev’essere minimo perché pensare troppo ai passi mentre si eseguono può portare ad inciampi, per cui sembra che pensiero non ci sia; a parte che quel “pensarci dopo” sembra proprio alludere alla minaccia delle conseguenze possibili, e si sa che il ballo è sempre stato “contagioso” anche prima del covid; a parte questo e quello, insomma, la scritta trovata all’impensata nei miei luoghi per così dire natii mi ha dato assai da pensare e più “prima” che “dopo”. Continua a leggere Ballare o pensare?

Il dibattito dell’ironia

Dell’ironia molto si è dibattuto e molto si dibatte. Questo “dibattere” non è strano stante l’ambiguità dell’ironia e il suo non voler farsi trovare dove dovrebbe essere. E non è soltanto il fatto che, intesa come strumento, può essere usata per fini diversi, da una parte o dall’altra del dissidio politico. C’è sempre stato anche lo sforzo di strapparla dal repertorio della retorica e di dimostrare perciò che non è riducibile alla semplice antifrasi. Non è solo “dire il contrario”, come quando di fronte a un temporale si pronuncia a mezza bocca un “che bella giornata!” Ci sono anche altre tecniche e anzi i casi di ironia storicamente principali (come l’ironia socratica e l’ironia romantica) non fanno riferimento a una operazione linguistica, bensì a un metodo di discussione o a un atteggiamento di fondo. Continua a leggere Il dibattito dell’ironia

Il convegno su Ballerini

È uscito il volume degli atti del convegno su Ballerini tenutosi a Pescara nel maggio 2019. Il libro, intitolato Il remo di Ulisse, saggi sulla poesia e la poetica di Luigi Ballerini è curato da Ugo Perolino che era stato l’organizzatore dell’incontro. L’editore è Marsilio.
Ballerini, esordiente a ridosso degli anni della neoavanguardia (è stato anche segretario di Pagliarani) è un esempio significativo di poesia “di ricerca” che è andata avanti senza retromarce anche negli anni del riflusso e della confusione poetica. Avvantaggiato dalla sua postazione defilata in USA (dove ha insegnato per tanti anni), Ballerini è autore di complessa struttura e di sfida al senso comune, di straordinaria inventiva spesso ironica tra associazioni sorprendenti e citazioni spiazzanti, innestate su una sintassi apparentemente discorsiva.
Più volte citato in “Critica integrale” si può anche ascoltare la sua voce nel seminario della LUNA a lui dedicato. Continua a leggere Il convegno su Ballerini

Dichiarazione degli scrittori ungheresi

Accolgo e rilancio qui la Dichiarazione della Società degli Scrittori ungheresi contro la legge liberticida e omofoba approvata dal loro Parlamento. Come si sa, è argomento scottante anche da noi, non senza curiosi paradossi: i nostri sovranisti glissano sull’Ungheria perché non ci si deve immischiare negli affari degli altri paesi nel mentre plaudono alle ingerenze vaticane (o coerenza mia, dove sei ita?).

DICHIARAZIONE

Il Parlamento ungherese ha recentemente discusso e adottato una proposta di legge su “Azioni più forti contro i delinquenti pedofili e modifiche a determinate leggi per la protezione dei bambini”, di cui il passo più noto e controverso è il seguente:

Al fine di garantire le finalità della presente legge e i diritti dei bambini, sono vietati ai minori di diciotto anni la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a se stessa o che promuovono o rappresentano la deviazione dall’identità di genere, la riassegnazione di genere e l’omosessualità.

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