Attenti alla metafora!

Nel discorso pronunciato alla Camera, Comunquevogliachesichiami  neopremier si è lanciata arditamente in una metafora, forse riemersa da vaghe memorie scolastiche oraziane e petrarchesche, non saprei, forse suggeritagli da un ghost writer in vena (perché stava leggendo, con una certa sorpresa per quanto scritto), ma in ogni caso disse: «Siamo, dunque, nel pieno di una tempesta, con un’imbarcazione che ha subito diversi danni, e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condurre la nave in porto in questa difficilissima traversata».
Nello stesso giorno il suo ministro dell’Interno minacciava di chiudere i posti alle navi piene di naufraghi.

Coerenza, dove sei tu?

29/10/2022

Seminario “Critica della critica”: Montale e l’allegoria in Luperini e Guglielmi

Sotto il titolo “Montale e l’allegoria”, i seminari del ciclo “Critica della critica” hanno toccato le conseguenze e gli esiti dell’uso della nozione di allegoria, un tipo di approccio che si è diffuso in coincidenza con l’affermazione del pensiero di Walter Benjamin, ma non sempre in modi precisi e chiari, soprattutto relativamente alla differenza con il simbolo e alla rinnovata configurazione dell’allegoria nella modernità rispetto all’accezione tradizionale. I critici che ci hanno guidato in tali questioni piuttosto intricate sono stati Romano Luperini e Guido Guglielmi, ripresi nei loro principali saggi su Montale.
Il seminario può essere seguito da questo link:

Continua a leggere Seminario “Critica della critica”: Montale e l’allegoria in Luperini e Guglielmi

Progetto ideologia: i primi e ultimi rovesciamenti

Negli ultimi tempi mi sono messo a ripassare l’ideologia. Qualcuno dirà ch’è fatica sprecata, in quanto è un problema del passato, ormai fuori moda altrettanto del marxismo che ci s’arrovellò. Ma tant’è, si vede che da anziani vien voglia di guardarsi indietro e pazienza se continuo a essere attratto dalle cause perse. Insomma, ho iniziato una ricerca, cioè una rilettura di tutto il dibattito, un lavoro ancora in corso perché uno tira l’altro e non si finisce più. Di finire, in questo caso, non c’è alcuna fretta, in quanto il materiale raccolto e elaborato non necessariamente è destinato a diventare un libro, tanto è altamente improbabile che un editore desideri darlo alle stampe, questo sunto di vecchie storie. Perciò andrò avanti passo per passo a saggiare le discussioni pregresse con l’occhio attento se con l’ideologia casomai avessimo ancora a che fare.
Intanto, a latere degli autori, mi sorgono com’è normale delle domande trasversali. Allora, senza dover aspettare di aver terminato il ripasso, ho pensato di aprire un piccolo spazio su “Critica integrale” per affrontare questi interrogativi quando si presentano. In fondo vedo che i miei tentativi di definizioni teoriche sono abbastanza seguiti (un particolare successo ha avuto quello sul grottesco, non ho ancora capito il motivo…) e quindi perché non dedicare un po’ di spazio anche a ridefinire l’ideologia? Solo che “cos’è l’ideologia” non si può dire in un unico articolo e mi vedo costretto a iniziarne una serie, cominciando dalla parola stessa e dai suoi primi e ultimi “rovesciamenti” di significato. Continua a leggere Progetto ideologia: i primi e ultimi rovesciamenti

Palladini, un anticanone in versi

L’ultima raccolta di poesia di Marco Palladini colpisce per la sua varietà stilistica. Le modalità cambiano ad ogni lancio di dadi. Palladini ha risolto il problema dell’argomento (di cosa parlare? di cosa oggi vale la pena di parlare?), ponendo ad oggetto di ciascun testo un altro autore. E poiché l’oggetto cambia da un testo all’altro, sul filo delle dediche si svolge l’arco di diversissime soluzioni formali: c’è verso breve e verso lungo, verso rimato e verso non rimato, c’è l’acrostico, dove il nome del dedicatario guida la danza dei significanti, e c’è il prosimetro, decisamente discorsivo. Una pluralità in movimento ben descritta nella bella introduzione al libro scritta da Antonio Francesco Perozzi che evidenzia il succedersi di oltretutto di «tautogrammi», di «meccanismi di reiterazione sintattica», di «asindeti incontrollabili», di «micro-interventi sui vocaboli», e così via. Continua a leggere Palladini, un anticanone in versi

Seminario “Critica della critica”: la linea di Montale in Sanguineti e Curi

Alla ripresa autunnale, il ciclo dei seminari intitolato “Critica della critica” è proseguito affrontando il tema “La linea di Montale in Sanguineti e Curi”. Si trattava di capire i metodi e gli esiti di una certa critica di ispirazione marxista che agisse in maniere molto aperte, col principale riferimento a un atipico come Walter Benjamin. Analizzando Montale, infatti, l’attenzione dei due critici, in momenti diversi, viene data sì all’autore ma includendolo all’interno di una storia; non però la storia come sfondo appiccicato per forza di cose, ma la storia letteraria come luogo di conflitto. Ecco quindi Montale posizionato in una “linea”: segnatamente la “linea crepuscolare” che emerge dal saggio sanguinetiano del 1954.
Chi volesse ascoltare o riascoltare la registrazione del seminario, può passare da qui:

Continua a leggere Seminario “Critica della critica”: la linea di Montale in Sanguineti e Curi