Il modello ferroviario e lo stato a mezzo servizio

Se dovessi dire quali sono i dogmi che reggono il nostro attuale assetto sociale ‒ parlo di noi Italia, ma non solo ‒ direi: il modello ferroviario e lo stato a mezzo servizio.
Il modello ferroviario o anche la teoria del treno. Intanto questa immagine indica un percorso che una volta intrapreso non può essere cambiato, deve seguire per forza il binario prefissato, pena il rovinoso deragliamento (per cui la politica si riduce a gestione, al vedere chi guida meglio il treno). La teoria del treno si fonda su questo assunto: i vagoni non vanno da nessuna parte senza la motrice. Quindi, bisogna curare essenzialmente la motrice, tutti gli sforzi vanno fatti nella sua manutenzione, in modo che vada sempre più veloce; i vagoni verranno di per sé, trainati dietro.

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Corrado Costa, le dita nel “Caffè”

Riscoprire Corrado Costa? Sì, ma si potrebbe dire che, più propriamente, si tratta di scoprirlo, perché non lo si è trattato mai completamente, malgrado abbia avuto e abbia i suoi estimatori. Costa ha sempre tenuto, già nelle neoavanguardie degli anni Sessanta, una posizione extravagante e piuttosto aliena da narcisismi di presenzialismo. Basti dire che nella prima antologia del Gruppo 63 non era neanche compreso, la sua partecipazione risulta solo nel secondo convegno, quello tenuto nella sua Reggio Emilia nel 1964. Poi nel ʼ64 lo troviamo tra i redattori di “Malebolge” che è un po’ la casa di un sottogruppo degli emiliani del “parasurrealismo” (con Spatola, Celli e altri). Alla fine del decennio collabora a “Quindici” fin dal primo numero, poi negli anni Settanta è accanto a Spatola e Niccolai nell’avventura autogestita del Mulino di Bazzano, con le edizioni Geiger e la rivista “Tam tam”. Continua a leggere Corrado Costa, le dita nel “Caffè”

Action Theatre al Keiros

Al Teatro Keiros di via Padova (Roma) si presenta per il solo giorno di domenica 16 febbraio lo spettacolo Suddenly – Again – How? di e con Alice Muzzioli e Inari Soinila.
Le due performers, una italiana e l’altra finlandese, hanno al loro attivo già un pregevolissimo Pinocchio, intitolato Becoming Human: Pinocchio Retold, presentato a Cardiff e a Swansea. Un Pinocchio riscritto e rigiocato mimicamente e ritmicamente, con entrate e uscite dai personaggi. Ora questo nuovo spettacolo, che è già andato in scena a Sofia nell’ambito del Festival Internazionale Alter Ego, compie un passo ulteriore nella sperimentazione dell’Action Theatre, eliminando quasi completamente la parola e affidando la comunicazione alla gestualità e alla presenza del corpo, lasciato alla libera improvvisazione, sotto condizione soltanto della traccia della colonna sonora. Più Living o più Grotowski o non piuttosto Bob Wilson? Forse qualcosa di ancora diverso? Per saperlo non resta che prenotarsi al più presto (vedi i particolari della programmazione nella colonnina di destra).

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Primo programma della LUNA

L’iniziativa ha inizio! Sono in arrivo per la primavera i primi incontri organizzati nell’ambito della LUNA (Libera UNiversità Alternativa). Si comincerà con tre seminari dedicati alla poesia, che toccheranno questioni di base e avranno un carattere generale, anche per saggiare gli interessi dei partecipanti e confrontarsi sui successivi sviluppi dell’iniziativa. Il programma è questo:

I SUONI DELLA POESIA 4 marzo 2020:

LE FIGURE DELLA POESIA data da ridefinire

LE DIMOSTRAZIONI DELLA POESIA data da ridefinire

Gli incontri si terranno sempre alle ore 18, presso il Teatro Porta Portese (Via Portuense, 102, Roma), Sala Pasolini. Ingresso libero.

Gruppo 63 a teatro

Senza bisogno di aspettare il solito anniversario (ancora lontano, cadrà nel 2013), torniamo a parlare del Gruppo 63 grazie al libro della giovane studiosa Giovanna Lo Monaco che ha compiuto una minuziosa ricerca sul versante teatrale della neoavanguardia italiana. Il libro s’intitola Dalla scrittura al gesto. Il Gruppo 63 e il teatro, ed è pubblicato da Prospero editore. Apparentemente potrebbe sembrare un argomento marginale, una ricerca di quelle che si scelgono quando il resto è stato già tutto trattato ed acclarato; ed effettivamente, se si pensa alla prima antologia del gruppo, che pure comprendeva alcuni scritti teatrali, la neoavanguardia nel suo complesso si presentava specificamente come “la nuova letteratura”. Nel convegno fondativo, il teatro era riservato per le serate, quasi fosse un momento di riposo dopo le fatiche del dibattito teorico e delle (miticamente feroci) sedute critiche sui testi. Eppure, il libro di Giovanna Lo Monaco dimostra non solo l’ampiezza del fenomeno e l’interesse per le scene di tutti i maggiori autori (da Sanguineti a Pagliarani, da Giuliani a Manganelli, Filippini, ecc.), ma anche l’intrinseca valenza teatrale dell’intero progetto delle nuove avanguardie.

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