Sperimentalismo spontaneo è un ossimoro, perché a rigore lo sperimentalismo dovrebbe essere programmato e discendere da precisi presupposti teorici. Tuttavia è possibile che all’atto di una scrittura mossa da nient’altro che da una esigenza espressiva, l’autore/autrice si renda conto che, proprio per essere fedele alla sua istanza interiore, il linguaggio risulta insoddisfacente. O, per meglio, dire, sono le conformazioni codificate dei sentimenti e degli stati d’animo, amore e odio, allegria e tristezza, a non ricoprire adeguatamente quanto viene percepito come proprio. Quegli standard che vengono buoni quando si tratta di comunicare per ricevere corresponsione o aiuto o quant’altro, risultano falsificanti quando invece si tratta di concentrare l’affezione in un genere di comunicazione che dovrebbe essere dotata di una forza pari alla istanza che la determina. In questi casi, allora, l’autore/autrice, per ottemperare al proprio imperativo, deve torcere in qualche modo il linguaggio comune ed ecco che il risultato finale, sulla pagina, appare incredibilmente vicino a una manipolazione di tipo sperimentale.
Questa lunga premessa per segnalare la raccolta di Roberta Sirignano, Sogno la direttiva, pubblicata or ora da RPlibri, con una pagina introduttiva di Antonio Bux, che è anche il direttore della collana. Continua a leggere Sperimentalismo spontaneo?
Archivi categoria: Le uscite
I saggi di Aldo Mastropasqua
È uscito in questi giorni, per i tipi dell’editore Lithos, il libro di saggi di Aldo Mastropasqua, con il titolo Opposizione e ricerca. Scomparso prematuramente nel dicembre 2016, Aldo aveva al suo attivo una serie di importanti saggi di critica e teoria letteraria, realizzati prima con i libri collettivi di “Quaderni di critica” e poi nella rivista “Avanguardia”, da lui diretta insieme a Francesca Bernardini. Questi saggi componevano il disegno di una disamina della letteratura dotata non solo di passione e grande ampiezza informativa, ma soprattutto di un metodo aperto e innovativo che unisce precisione filologica e tendenza politica. Opposizione e ricerca, appunto. L’unione dei diversi contributi in un unico volume dimostra la portata dello studioso e lo spessore del critico.
Il libro, già disponibile in libreria e online, spazia dalla riflessione su Walter Benjamin e la Scuola di Francoforte agli autori più eslege del Novecento quali Palazzeschi, Gadda, Sanguineti e in particolar modo Volponi (cui è dedicata una significativa sequenza di interventi), in una serie di percorsi che si diramano nel tempo con una linea comune coerente e lucida. Continua a leggere I saggi di Aldo Mastropasqua
Eagleton, il senso giusto dello “spirito”
La parola “spirito” ha diversi significati: da quello propriamente “spirituale”, idealistico e immateriale, al fantasma dello “spiritismo”, al tasso alcoolico che si misura in gradi e infine alla battuta umoristica, “fare dello spirito”. È in questo senso che Terry Eagleton è un critico “spiritoso”. Del resto, avendo le sue radici intellettuali nel marxismo il suo non poteva certo essere uno “spirito” contrapposto alla materia. È però uno spirito contrapposto alla seriosità dogmatica: anche all’interno della tradizione marxista, Eagleton ha privilegiato il lato comico di Brecht rispetto alla maggioranza malinconica dei marxisti occidentali. La stessa “rivoluzione socialista” dovrebbe essere «un’epopea senza eroi, una poesia degli Unmensch, dei “senza nome” che non si rifanno a un’eroica “virilità” ma colgono la loro condizione come il rovesciamento di ogni virilità e di ogni eroismo», assomigliante più all’allegria della commedia che alla cupezza della tragedia.
Questa strategia di alleggerimento è confermata da un libro recente, pubblicato da il Saggiatore e tradotto in italiano con il titolo Breve storia della risata. Continua a leggere Eagleton, il senso giusto dello “spirito”
Malacoda sul Partito Comunista
Adesso quel diavolo di Malacoda è andato a mettere la sua appendice indiscreta nella questione del comunismo.
E di “appendice” proprio si tratta, alla lettera, in quanto la rivista online “Malacoda”, diretta da Mario Quattrucci ha raccolto un nutrito gruppo di interventi sul Partito Comunista in un inserto speciale 100 anni di PCI che si è aggiunto al suo primo numero del 2021, già messo in rete da alcuni giorni. È, come si conviene, un insieme molto variegato di contributi non solo di tipo storico e politico, ma anche di taglio più creativo come pure riguardanti i rapporti con le arti. Ci sono diverse prospettiva e differenti bilanci; questo è giusto: è bene che di comunismo si parli oggi in molti modi. Continua a leggere Malacoda sul Partito Comunista
Scritture della catastrofe di nuovo in libreria
L’editore Meltemi ripropone il mio libro Scritture della catastrofe, già pubblicato in prima edizione nel 2007. La nuova versione è stata rivista, corretta e aggiornata, dato il periodo intercorso. Il clima determinato dalla pandemia ha indubbiamente inciso sul ritorno di questo “viaggio tra le distopie” che tocca diversi aspetti divenuti, purtroppo, d’attualità. Tuttavia il genere (o sottogenere) distopico non vale soltanto in quanto la sua visione del futuro si sta dimostrando azzeccata, ma soprattutto per la sua impostazione particolare che, puntando sul peggioramento del presente, “distorce”, per così dire, i generi confinanti, il fantastico e la fantascienza, e utilizza anche, a buon bisogno, l’allegoria e l’umorismo, mettendo sotto gli occhi l’avvertimento di cosa avverrà se tutto continua così.
Il libro percorre passo passo gli incubi letterari, dai più ai meno famosi, di diverse letterature. La rassegna dell’evoluzione e delle tipologie delle scritture distopiche serve a farne comprendere meglio la funzione, che è essenzialmente esortativa (la distopia rappresenta qualcosa che non vuole veder realizzata) e la posizione nel sistema odierno dei generi letterari. Continua a leggere Scritture della catastrofe di nuovo in libreria
Sulla “poesia epigenetica” di Giovanni Fontana
L’editore Danilo Montanari pubblica il catalogo della mostra dedicata all’attività multiforme di Giovanni Fontana, poeta lineare, sonoro e visuale, nonché performer, insomma poliartista di indiscusso valore. La mostra è stata promossa dalla Fondazione Bonotto e dal CIPM e Alphabetville di Marsiglia; il libro che ne deriva, curato da Patrizio Peterlini, ospita una serie di interventi critici su Fontana raccolti attorno a un titolo contenente la formula prediletta dall’autore, Epigenetic Poetry. “Epigenetico” è un attributo che proviene dalla biologia e indica le mutazioni cellulari che non alterano la struttura. Poesia epigenetica sarà dunque quella che utilizza il testo-base in modo fluido, sottoponendolo di volta in volta a interventi singolari, al modo di una partitura, di un pre-testo che deve essere investito e proprio “innervato” da tutta la corporeità del poeta, concentrata in particolare nell’uso della voce:
Riflettendo, allora, sul potere di significazione del corpo nella sfera linguistica non si può non considerare, in poesia, il valore della vocalità, che ha il potere di innescare istantaneamente nel momento performativo le vampe melopeiche, logopeiche e fanopeiche, ma secondo livelli variabilmente sovrapposti e talora fortemente distanti. È infatti la voce, come corpo dinamico, che in forma, con-forma, configura la poesia nello spazio-tempo.
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