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I seminari della LUNA: l’allegoria in Fortini

Proseguono i seminari della LUNA sul tema dell’allegoria novecentesca. Questa volta sotto esame è stata posta la poesia di Franco Fortini. Fortini, oltre che autore in versi, è stato anche un importante intellettuale, il teorico e critico della Verifica dei poteri, buon conoscitore di Walter Benjamin. Che gli interessasse l’allegoria si deduce dai suoi stessi titoli, a cominciare da Una facile allegoria, apposto alla sua raccolta del 1954. Ma quale allegoria? In sede di dibattito, Fortini ha dichiarato – di contro all’allegorismo dell’avanguardia, cui imputava la carenza di “mediazione” – che si dovesse tener conto anche della tradizione “figurale”.
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I “Fifties” di Ugo Perolino

Ugo Perolino, nel suo libro La ricerca poetica da Quarta generazione a «Officina», editore Carabba, ci offre un quadro molto interessante della evoluzione letteraria negli anni Cinquanta del Novecento. Si tratta di un decennio forse meno brillante dei successivi Sessanta, forse ancora un po’ provinciale e tuttavia costituisce la transizione che porta a quelle soluzioni e a quel dibattito più avanzato. In particolare, al centro del periodo c’è la svolta “sperimentale” rappresentata dalle due riviste principali, “Officina” e “il verri”, che aprono – anche proprio con un cambiamento di termini – una nuova stagione. E c’è, d’altra parte, la crisi dell’impegno dopo il trauma dei fatti di Ungheria, che suggerisce un po’ a tutti una posizione più defilata e meno “organica” nei confronti della politica, da Barone rampante, per usare la felice allegoria di Calvino. Continua a leggere I “Fifties” di Ugo Perolino

I seminari della LUNA: L’allegoria in Caproni

I seminari sull’allegoria hanno compiuto un nuovo passo occupandosi della poesia di Giorgio Caproni. Un autore oggi tra i più apprezzati dalla critica e dotato di un suo proprio percorso ben distinto. Quanto all’allegoria, Caproni inizia proprio con il titolo Come un’allegoria, riferito a questi versi di Borgoratti: «Come un’allegoria / una fanciulla appare / sulla porta dell’osteria»; indubbiamente, in quegli anni Trenta del Novecento, Caproni non ha bandito l’allegoria, come voleva il senso comune di allora, tuttavia si assiepano vari interrogativi: l’allegoria si presenta come comparante di una similitudine, quindi la fanciulla sembra un’allegoria, ma non lo è; in che cosa le somiglia, cioè quale allegoria ha in mente Caproni? E se ha l’aria di essere un’allegoria, forse un senso allegorico si è insinuato in quella scena di realismo popolare…
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Ideologia e menzogna

Proseguendo nell’esame dei problemi dell’ideologia, una delle modalità più frequenti che si incontrano nel dibattito al riguardo è quella che la considera come discorso falso. Menzogna consapevole, che si ritrova oggi nelle fake news, facilmente inseribili nel gran mare di internet; o menzogna inconscia, per così dire, nella “falsa coscienza”, indicata molto spesso nella tradizione marxista come luogo in cui s’installa l’ideologia. Falsa coscienza, o anche errato calcolo di interesse, come quello dello svantaggiato che confida in un governo destrorso. Il primo caso sembra più semplice: basta una verifica, un controllo dei dati in base a una oggettività condivisa o condivisibile. Il secondo è meno semplice: occorre una controdimostrazione capace di scalfire un convincimento a volte assai profondo e radicato. Continua a leggere Ideologia e menzogna

Dal Lab-Oratorio di Carmine Lubrano

Oltre a un grande quaderno sulla Avanguardia permanente. Il sabotaggio barocco, che ospita interventi di Paolo Allegrezza, Francesco Aprile, Gaetano delli Santi, Giovanni Fontana, Sandro Sproccati, il sottoscritto e naturalmente l’autore-editore Carmine Lubrano, il Lab-Oratorio di “Terra del Fuoco” ha pubblicato altri due libri di rilievo: il saggio di Francesco Aprile, “Terza ondata”. Ieri e oggi: contesti e pratiche, e soprattutto un nuovo libro di poesie di Lubrano stesso, Yakamoz, smisturata maraviglia.
Quello di Lubrano è davvero un “poema interminabile” (come si legge a un certo punto, «questo libro che non sa ultimarsi mai»). Complice l’impaginazione, non si è mai del tutto sicuri se ci si trovi in un nuovo componimento o in una ulteriore sezione o continuazione. In ogni caso, sia come sia, il testo è sostenuto e continuamente ravvivato da una spinta inesausta, per così dire, erotico-verbale e dal ritmo di una affabulazione trascinante. Gli assicurano continuità concatenazioni associative di significato e di suono: le rime e le paronomasie liberamente dislocate (tipo: «un garbuglio congelato in pieno luglio / scompiglio a più non posso fesso nel fosso»). Continua a leggere Dal Lab-Oratorio di Carmine Lubrano

I seminari della LUNA: Incontro con Cecilia Bello Minciacchi

I seminari della LUNA hanno contemplato un incontro-dibattito con Cecilia Bello Minciacchi, pensato come conclusione del precedente ciclo sui metodi della critica letteraria. Cecilia Bello Minciacchi si è affermata ormai come una delle più convincenti operatrici nel campo della critica, all’opera sui testi difficili dell’avanguardia e dello sperimentalismo nonché espertissima della ricerca poetica del periodo attuale. Durante l’incontro, ha rivendicato con chiarezza e esaustività l’importanza dell’analisi testuale, prendendo le distanze dalle attuali derive (accademiche e non) di tipo biografico ed emotivo e affermando la passione, l’“emozione intellettuale” e persino il “divertimento” del rapporto ravvicinato con il testo.
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