Archivi tag: Utopia

Jameson e l’allegoria 4

Termina con questa terza puntata la discussione sull’allegoria a partire dal libro di Fredric Jameson Allegory and Ideology. La prima puntata ha riguardato soprattutto la distinzione tra la personificazione (che è semplificatrice e porta a immagini stereotipate) e l’allegoria a “quattro livelli”, che è, invece, secondo l’autore, polisensa e creativa. Nella seconda puntata si è ragionato sulla differenza tra la prospettiva dell’interprete e quella del produttore del testo, quindi sulla possibilità di una tendenza allegorica. Nella terza si è affronta una questione nodale in Jameson, cioè la differenza tra moderno e postmoderno. Rimane da considerare, con una breve appendice, l’uso del “quadrato semiotico” di Greimas che in Jameson prende nuova vita, anche al di là dell’impostazione strutturalista. I 4 sensi dell’allegoria, il quadrato semiotico: non potevo evitare di parlarne in 4 puntate…

4

Numerologia del quattro

Nel libro di Jameson, Allegory and Ideology, campeggia il ricorso al numero quattro, nettamente preferito al tre, quindi con distacco da una certa dialettica triadica. Ai quattro livelli dell’allegoria si sovrappone spesso e volentieri il “quadrato semiotico” elaborato da Algirdas Greimas, uno dei punti più alti della stagione strutturalista. Il quadrato semiotico ‒ per chi ne fosse digiuno ‒ è un modo per organizzare la materia (culturale o letteraria), articolandola secondo logica.

Continua a leggere Jameson e l’allegoria 4

Avanguardia e utopia

Segnalo l’uscita del volume collettivo intitolato Acrobati del futuro. L’uomo nuovo delle avanguardie storiche, pubblicato da Mimesis. Il volume è curato dagli specialisti di letteratura tedesca e francese, Gabriele Guerra, Massimo Blanco e Daniela Padularosa e contiene gli atti del convegno tenuto all’Università “Sapienza” di Roma il 24-25 maggio 2018. Il libro compone, nella gamma dei diversi interventi, un quadro molto vivace delle avanguardie europee nella prima metà del Novecento. Si parla di futurismo, dadaismo, espressionismo, arrivando fino al primo Brecht e affrontando i diversi settori artistici, compresa la musica. E, come indica il titolo, cercando di delucidare il nesso tra l’avanguardia artistica e la proiezione verso il futuro, ovvero la costruzione dell’uomo nuovo. Un nesso molto importante e spesso trascurato, soprattutto dai detrattori dell’avanguardia, che la trattano come insensatezza fine a se stessa; mentre lo scatenamento verbale contiene non soltanto una tendenza polemica antiborghese, ma anche una componente utopica, libertaria e anarchica.
La pubblicazione degli atti di quel convegno è anche una buona occasione per ricordare Mauro Ponzi, che ne è stato l’ideatore e l’animatore. A tutti i partecipanti di allora Mauro manca molto.

Continua a leggere Avanguardia e utopia