Archivi categoria: Le uscite

Sulla “poesia epigenetica” di Giovanni Fontana

L’editore Danilo Montanari pubblica il catalogo della mostra dedicata all’attività multiforme di Giovanni Fontana, poeta lineare, sonoro e visuale, nonché performer, insomma poliartista di indiscusso valore. La mostra è stata promossa dalla Fondazione Bonotto e dal CIPM e Alphabetville di Marsiglia; il libro che ne deriva, curato da Patrizio Peterlini, ospita una serie di interventi critici su Fontana raccolti attorno a un titolo contenente la formula prediletta dall’autore, Epigenetic Poetry. “Epigenetico” è un attributo che proviene dalla biologia e indica le mutazioni cellulari che non alterano la struttura. Poesia epigenetica sarà dunque quella che utilizza il testo-base in modo fluido, sottoponendolo di volta in volta a interventi singolari, al modo di una partitura, di un pre-testo che deve essere investito e proprio “innervato” da tutta la corporeità del poeta, concentrata in particolare nell’uso della voce:

Riflettendo, allora, sul potere di significazione del corpo nella sfera linguistica non si può non considerare, in poesia, il valore della vocalità, che ha il potere di innescare istantaneamente nel momento performativo le vampe melopeiche, logopeiche e fanopeiche, ma secondo livelli variabilmente sovrapposti e talora fortemente distanti. È infatti la voce, come corpo dinamico, che in forma, con-forma, configura la poesia nello spazio-tempo.

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Il teatro della neoavanguardia

Notizie dall’America: è uscito per l’editore University of Toronto Press il libro di Gianluca Rizzo Poetry on stage. The theatre of the Italian neo-avant-garde. Il teatro della neoavanguardia italiana: che un libro su un nostro movimento artistico esca dall’altra parte dell’Oceano la dice lunga sulla miopia della critica indigena, che lo trascura dedicandogli, al massimo, qualche frecciatina sulla sua “desuetudine”. Rizzo invece ha esplorato l’azione del Gruppo 63 con ampio spazio e addirittura a partire da un aspetto apparentemente secondario e tuttavia rilevante come gli esperimenti di tipo teatrale, accompagnando l’indagine storica con la convinzione che i problemi cui rispondeva la neoavanguardia non sono poi molto diversi dall’oggi.
Il libro è organizzato in una serie di capitoli che riguardano: prima di tutto gli spettacoli degli autori del Gruppo 63 organizzati a margine delle iniziative collettive (uno spettacolo accompagnò proprio, nel 1963, il convegno fondativo di Palermo); poi il confronto con l’avanguardia teatrale dell’epoca (da Carmelo Bene a Ricci, a Quartucci, a Scabia: di uno spettacolo di quest’ultimo è l’immagine in testa a questo articolo); inoltre il libro procede a vari sondaggi sul teatro di Pagliarani (da un incontro con lui ha preso slancio la ricerca), di Porta, Giuliani, Celli; altri (interessanti approfondimenti riguardano i rifacimenti dell’Ubu roi e del Faust); e infine il libro si chiude con le interviste originali a Valentina Valentini, Pippo Di Marca, Nanni Balestrini e Giuliano Scabia.

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Gli “incontri impossibili” di Malerba

L’editore Italo Svevo, nella collana “Piccola biblioteca di letteratura inutile”, ripubblica le Avventure di Luigi Malerba, in una nuova veste molto elegante. Il titolo non inganni, non è che Malerba si sia messo sulla strada dell’“avventuroso” di tipo salgariano, per quanto, da scrittore sorprendente qual era, sarebbe stato capace di farlo: in realtà qui l’avventura consiste nella ripresa di personaggi letterari che, prelevati dalle loro storie, finiscono nelle storie di altri personaggi. Insomma, diversi ma non del tutto dissimili dalle “interviste impossibili” (anche di quelle il nostro ne produsse di buone), sono piuttosto “incontri impossibili”; una tipologia che l’autore aveva sperimentato alla grande già nel suo Pinocchio con gli stivali, dove il nasuto burattino collodiano oltrepassava i limiti che separano le fiabe, mettendone il reame in gran subbuglio.
Fenomeno di riscrittura postmoderna? Direi di no: perché mentre il postmoderno riusa il già scritto in scioltezza indifferente, invece Malerba punta sull’attrito: perché, di volta in volta, c’è un personaggio estraneo che si intromette e disturba, provocando disordine nel “mondo possibile” della finzione. Continua a leggere Gli “incontri impossibili” di Malerba

Finalmente tutto Spatola

Atteso da gran tempo, esce dall’editore [dia-foria, in una bella e originale veste quadrata, la raccolta di tutte le poesie di Adrano Spatola. Aperto da una densa introduzione di Giovanni Fontana, che procede a forza di “oppure” in modo da non restringere il ritratto dell’autore in uno solo dei suoi molteplici profili, il libro, a partire dal proto-Spatola de Le pietre e gli dei, comprende le altre pubblicazioni di poesia lineare, da L’ebreo negro a Majakovskiiiiiiij, a Diversi accorgimenti, La piegatura del foglio fino al postumo La definizione del prezzo, oltre a vari testi rari e alla produzione visiva di Poesia da montare e soprattutto degli Zeroglifici. Chiudono il volume una sezione fotografica e una preziosa appendice bibliografica. Inoltre, annesso al libro, c’è il disco audio con le principali performaces di poesia sonora.

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Il Chisciotte di Montelli

Giancarlo Montelli è uno straordinario artista che ha già affrontato in precedenti libri illustrati, alcuni personaggi “mitici” della letteratura come Pinocchio e il Barone di Münchhausen; ora, sempre per i tipi dell’editore Odradek ha dedicato un volume di ampio formato a un altro protagonista fenomenale, Don Chisciotte, il “cavaliere della Triste Figura”. E non solo a lui, perché Montelli accompagna l’eroe cervantino con tutta la congrega dei cavalieri che lo hanno preceduto o seguito, dagli achei di Omero ai personaggi di Calvino, tanto che il libro assume propriamente il titolo di Don Chisciotte & C.

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Avanguardia e utopia

Segnalo l’uscita del volume collettivo intitolato Acrobati del futuro. L’uomo nuovo delle avanguardie storiche, pubblicato da Mimesis. Il volume è curato dagli specialisti di letteratura tedesca e francese, Gabriele Guerra, Massimo Blanco e Daniela Padularosa e contiene gli atti del convegno tenuto all’Università “Sapienza” di Roma il 24-25 maggio 2018. Il libro compone, nella gamma dei diversi interventi, un quadro molto vivace delle avanguardie europee nella prima metà del Novecento. Si parla di futurismo, dadaismo, espressionismo, arrivando fino al primo Brecht e affrontando i diversi settori artistici, compresa la musica. E, come indica il titolo, cercando di delucidare il nesso tra l’avanguardia artistica e la proiezione verso il futuro, ovvero la costruzione dell’uomo nuovo. Un nesso molto importante e spesso trascurato, soprattutto dai detrattori dell’avanguardia, che la trattano come insensatezza fine a se stessa; mentre lo scatenamento verbale contiene non soltanto una tendenza polemica antiborghese, ma anche una componente utopica, libertaria e anarchica.
La pubblicazione degli atti di quel convegno è anche una buona occasione per ricordare Mauro Ponzi, che ne è stato l’ideatore e l’animatore. A tutti i partecipanti di allora Mauro manca molto.

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