Al Teatro Keiros di via Padova (Roma) si presenta per il solo giorno di domenica 16 febbraio lo spettacolo Suddenly – Again – How? di e con Alice Muzzioli e Inari Soinila.
Le due performers, una italiana e l’altra finlandese, hanno al loro attivo già un pregevolissimo Pinocchio, intitolato Becoming Human: Pinocchio Retold, presentato a Cardiff e a Swansea. Un Pinocchio riscritto e rigiocato mimicamente e ritmicamente, con entrate e uscite dai personaggi. Ora questo nuovo spettacolo, che è già andato in scena a Sofia nell’ambito del Festival Internazionale Alter Ego, compie un passo ulteriore nella sperimentazione dell’Action Theatre, eliminando quasi completamente la parola e affidando la comunicazione alla gestualità e alla presenza del corpo, lasciato alla libera improvvisazione, sotto condizione soltanto della traccia della colonna sonora. Più Living o più Grotowski o non piuttosto Bob Wilson? Forse qualcosa di ancora diverso? Per saperlo non resta che prenotarsi al più presto (vedi i particolari della programmazione nella colonnina di destra).
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Primo programma della LUNA
L’iniziativa ha inizio! Sono in arrivo per la primavera i primi incontri organizzati nell’ambito della LUNA (Libera UNiversità Alternativa). Si comincerà con tre seminari dedicati alla poesia, che toccheranno questioni di base e avranno un carattere generale, anche per saggiare gli interessi dei partecipanti e confrontarsi sui successivi sviluppi dell’iniziativa. Il programma è questo:
I SUONI DELLA POESIA 4 marzo 2020:
LE FIGURE DELLA POESIA data da ridefinire
LE DIMOSTRAZIONI DELLA POESIA data da ridefinire
Gli incontri si terranno sempre alle ore 18, presso il Teatro Porta Portese (Via Portuense, 102, Roma), Sala Pasolini. Ingresso libero.
Gruppo 63 a teatro
Senza bisogno di aspettare il solito anniversario (ancora lontano, cadrà nel 2013), torniamo a parlare del Gruppo 63 grazie al libro della giovane studiosa Giovanna Lo Monaco che ha compiuto una minuziosa ricerca sul versante teatrale della neoavanguardia italiana. Il libro s’intitola Dalla scrittura al gesto. Il Gruppo 63 e il teatro, ed è pubblicato da Prospero editore. Apparentemente potrebbe sembrare un argomento marginale, una ricerca di quelle che si scelgono quando il resto è stato già tutto trattato ed acclarato; ed effettivamente, se si pensa alla prima antologia del gruppo, che pure comprendeva alcuni scritti teatrali, la neoavanguardia nel suo complesso si presentava specificamente come “la nuova letteratura”. Nel convegno fondativo, il teatro era riservato per le serate, quasi fosse un momento di riposo dopo le fatiche del dibattito teorico e delle (miticamente feroci) sedute critiche sui testi. Eppure, il libro di Giovanna Lo Monaco dimostra non solo l’ampiezza del fenomeno e l’interesse per le scene di tutti i maggiori autori (da Sanguineti a Pagliarani, da Giuliani a Manganelli, Filippini, ecc.), ma anche l’intrinseca valenza teatrale dell’intero progetto delle nuove avanguardie.
Il cogito del clacson
Sòno, dunque sóno
L’autobiografo riluttante
In tutta evidenza c’è, in questi nostri tempi, una “sindrome autobiografica” che impazza nella letteratura e non solo. Essa si declina in una tendenza della narrativa per il contenuto direttamente esperito dall’autore e nella corrispondente inclinazione della indiscrezione del lettore a recepire toni di confessione e di sfogo. In tutta evidenza, la vita latita, in questi nostri tempi, per cui non resta che scriverla, sperando in tal modo di recuperare il senso mancante. Ciò soprattutto si aggrava per autori dall’età avanzata, volti indietro nostalgicamente e portati a riflettere sui fallimenti della loro propria storia (sicché autobiografismo e sconfittismo si danno frequentemente la mano con esiti alquanto penosi).
Di carattere particolare, tuttavia, è il libro autobiografico di Angelo Guglielmi, Sfido a riconoscermi (La Nave di Teseo). Non voglio dire che le sue radici avanguardistiche abbiano garantito Guglielmi dal fare come tutti gli altri, eppure non si può negare che nel suo “cadere” nell’autobiografismo ci sia qualcosa che frena e che distingue dall’andazzo generale. Continua a leggere L’autobiografo riluttante
Lezione Rebora
Questo mese la videolezione (da qualche giorno su Youtube, raggiungibile anche passando dalla sezione Appello straordinario) è dedicata a Clemente Rebora. Nel panorama di inizio Novecento che andiamo disegnando, Rebora è un autore difficile e difficilmente classificabile, anche se può essere collocato nell’ambiente della rivista “la Voce”, che pubblicò nel 1914 i suoi Frammenti lirici. Potremmo anche, seguendo Contini, parlarne come di un espressionista italiano. Certamente c’è nel suo testo una percezione acuta della vita moderna che si traduce nell’ansia e nella tensione esasperata del ritmo e del linguaggio.