Finalmente tutto Spatola

Atteso da gran tempo, esce dall’editore [dia-foria, in una bella e originale veste quadrata, la raccolta di tutte le poesie di Adrano Spatola. Aperto da una densa introduzione di Giovanni Fontana, che procede a forza di “oppure” in modo da non restringere il ritratto dell’autore in uno solo dei suoi molteplici profili, il libro, a partire dal proto-Spatola de Le pietre e gli dei, comprende le altre pubblicazioni di poesia lineare, da L’ebreo negro a Majakovskiiiiiiij, a Diversi accorgimenti, La piegatura del foglio fino al postumo La definizione del prezzo, oltre a vari testi rari e alla produzione visiva di Poesia da montare e soprattutto degli Zeroglifici. Chiudono il volume una sezione fotografica e una preziosa appendice bibliografica. Inoltre, annesso al libro, c’è il disco audio con le principali performaces di poesia sonora.

Di Spatola. ho parlato più volte su questo sito, ho tentato letture di testi e in occasione dell’uscita del libro “globale” – che spero possa incentivare opportuni interventi critici e tesi di laurea – ho enunciato in un breve video l’elogio dell’autore:

https://www.facebook.com/watch/?v=672658920039051

Ne riporto qui qualche passo:

Per Spatola l’avanguardia non era un episodio, un momento storico particolare magari da celebrare ad ogni decennale, era piuttosto un imperativo (etico potremmo dire, addirittura) da attuare di volta in volta in chiave di alternativa possibile. E dunque si spiega come tale fedeltà all’avanguardia sia stata non già nostalgica e ripetitiva, ma massimamente creativa. Infatti, proprio negli anni Settanta, in quella stagione di generale ripiegamento, la produzione artistica spatoliana ha vissuto un felice allargamento tecnico verso gli spazi visivi e sonori, nella prospettiva a lui cara della poesia totale.
Negli spazi della poesia visiva, Spatola inventò gli “zeroglifici”: a partire dai significanti grafici portati ad una sorta di trasposizione iconica, ne rielaborava l’immagine in tavole o collages solcati da spezzature, spostamenti, incastri. Se lo zero contiene una sfumatura negativa che effettivamente si riscontra nell’annullamento della valenza segnica convenzionale, tuttavia l’operazione rappresentava il recupero e il rilancio su un altro piano (allegorico) della “materia dell’espressione”.
Negli spazi della poesia sonora, Spatola ha sperimentato diverse forme di oralità, tra le quali restano basilari le performances. Con una diversità spiccata rispetto alla ripresa dell’oralità corrente, dalle letture poetiche fatte da attori (che sovrappongono il loro mestiere a testi che non capiscono) a quelle degli autori stessi, spesso recite melense di testi altrettanto lagnosi. Ricordo quando Spatola saliva sul palco nelle manifestazioni dell’estate romana ‒ magari con il suo brillante Aviation/aviateur ‒; era una ventata d’aria fresca, una sorpresa inaspettata nell’afa stagnante del trito “poetese”. Da notare che nella poesia sonora di Spatola non c’è soltanto la rivitalizzazione dei tratti soprasegmentali, ma spesso una quota di ironia (si pensi, ad esempio, alla sopracitata Aviation, che si concludeva con beffarde mitragliate) .
Per quanto poi riguarda la poesia “lineare”, Spatola ha lavorato, nell’onda lunga del surrealismo a una poesia libertaria che si avvicina alle culture “altre”, fin dall’Ebreo negro e via via nelle altre raccolte successive. Questo impulso si è tradotto specialmente in una ricerca sul ritmo e nella realizzazione di un verso lungo composto più per reiterazione che per impennate liriche.
E non basta: non va dimenticato lo Spatola teorico della poesia totale e neppure lo Spatola critico, che si esercitò sotto il magistero di Anceschi nelle recensioni di molti autori sperimentali sulle pagine del “verri”; una produzione che varrebbe la pena recuperare (lo dico a pro dei ricercatori più giovani): mi è rimasto impresso in particolare lo scritto in cui Spatola, parlando di Lukács, mette in relazione il critico marxista, davvero sorprendentemente, con l’estetica di Croce!
Un profilo poliedrico e multifocale, da rivedere adesso attraverso la prospettiva intera della sua opera, finalmente disponibile.

Il libro può essere acquistato scrivendo a: info@diaforia.org

05-10-2020

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