“Critica integrale” è entrata nel suo sesto anno. Dei motivi per cui avevo aperto il blog uno (entrare nella rete per uscire dalla rete) si è rivelato infondato: se entri nella rete non ne esci, ti tiene dentro, magari cullato dalle cifre delle statistiche (i numeri ci sono…), mentre per la promozione di eventi esterni o di scritti cartacei la rete mi è risultata ben poco utile. L’altra intenzione (tenere in efficienza la materia grigia personale) non è valutabile da parte mia, perché chi si rimbambisce non se ne rende conto. Ma andiamo avanti.
Questo passaggio d’anno è stato segnato da un acceso dibattito, “oggetto del contendere” il film di Zalone, grande successo annunciato con sale stipate da record. Che se ne discuta accanitamente è già un indice preciso del livello in cui siamo… Non entro nella questione specifica e anzi dichiaro subito che non ho visto il film e probabilmente non lo vedrò mai. Lasciamolo alla sua rapida consumazione. Tuttavia, curiosando qua e là, senza volerlo, per caso, come succede, sono capitato su una recensione decisamente negativa, seguita da una accesissima quantità di commenti, quasi tutti indispettiti pro-Camino. Continua a leggere Come il senso comune corrente osteggi la critica in almeno 6 modi
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Seminario “Critica della critica”: Montale e l’allegoria in Luperini e Guglielmi
Sotto il titolo “Montale e l’allegoria”, i seminari del ciclo “Critica della critica” hanno toccato le conseguenze e gli esiti dell’uso della nozione di allegoria, un tipo di approccio che si è diffuso in coincidenza con l’affermazione del pensiero di Walter Benjamin, ma non sempre in modi precisi e chiari, soprattutto relativamente alla differenza con il simbolo e alla rinnovata configurazione dell’allegoria nella modernità rispetto all’accezione tradizionale. I critici che ci hanno guidato in tali questioni piuttosto intricate sono stati Romano Luperini e Guido Guglielmi, ripresi nei loro principali saggi su Montale.
Il seminario può essere seguito da questo link:
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Lo dice Foucault
Ora, da questa governamentalizzazione, caratteristica delle società europee occidentali intorno al XVI secolo, non può essere dissociata la questione inversa del «come non essere governati?». Non intendo sostenere che alla governamentalizzazione si sarebbe opposta l’affermazione contraria «non vogliamo essere governati in alcun modo». Piuttosto mi pare che nel grande fermento sviluppatosi attorno al problema della maniera di governare e alla ricerca delle maniere di governare emerga una questione costante: «come non essere governati in questo modo, in nome di questi principi, in vista di tali obiettivi e attraverso tali procedimenti»; e se riconosciamo a questo movimento della governamentalizzazione, della società e degli individui, la collocazione storica e l’ampiezza che mi sembra meriti, allora incontriamo ciò che definirei l’atteggiamento critico.
Arriva Malacoda n.1, 2020
È appena uscito in rete il primo numero di “Malacoda” dell’anno 2020.
Avendo coinciso con l’8 marzo il suo titolo è, giustamente, Continui la lotta per la parità e l’uguaglianza. E reca al primo posto l’appello “contro razzismi, fascismi e guerre”.
Come sua tradizione, il numero è molto ricco di interventi su tutti i campi, di taglio politico, culturale, critico, narrativo, teatrale e poetico. Segnalo gli interventi che aprono la prospettiva sulla figura e l’influenza di Dante, con congruo anticipo sull’anno dantesco. Su questo tema, si presenta altresì la traduzione di Jacqueline Risset di un canto del Purgatorio, che vale anche come ricordo di Jacqueline. Tra i nostri compagni scomparsi sono ricordati, tramite i loro testi, Mario Lunetta e Mauro Ponzi (con brani del libro di versi appena uscito, purtroppo postumo, Memory card). Autori in piena attività sono qui inseriti Paolo Guzzi, Carmine Lubrano, Marco Palladini con due racconti, Nino Contiliano con interventi sempre dotati di carica antagonista. E poi molto, molto altro.
Adesso che si deve stare in casa per l’emergenza, ecco come passare il tempo: leggete e diffondete Malacoda! Raggiungerlo è facile: basta un clic sul link nella colonna di destra.
Ritorno a Gramsci
Raul Mordenti è uno dei rari ‒ e perciò tanto più meritevoli, dal mio punto di vista ‒ critici alternativi che si ispirano alla tradizione del marxismo, aggiornandola come si deve per tenere il passo del dibattito internazionale (vedere L’altra critica, uscito nel 2007 e poi ripubblicato nel 2013), ma senza abbandonarne i presupposti metodologici e l’etica che vi è sottesa. E proprio di questo metodo ora Mordenti torna ad esplorare le radici, insistendo su Gramsci e andando anche più indietro a ritroso fino a De Sanctis, in cui Gramsci stesso indicava il proprio antecedente. Il libro, che esce per i tipi di Bordeaux, s’intitola De Sanctis, Gramsci e i pro-nipotini di padre Bresciani. Studi sulla tradizione culturale italiana.
Primo programma della LUNA
L’iniziativa ha inizio! Sono in arrivo per la primavera i primi incontri organizzati nell’ambito della LUNA (Libera UNiversità Alternativa). Si comincerà con tre seminari dedicati alla poesia, che toccheranno questioni di base e avranno un carattere generale, anche per saggiare gli interessi dei partecipanti e confrontarsi sui successivi sviluppi dell’iniziativa. Il programma è questo:
I SUONI DELLA POESIA 4 marzo 2020:
LE FIGURE DELLA POESIA data da ridefinire
LE DIMOSTRAZIONI DELLA POESIA data da ridefinire
Gli incontri si terranno sempre alle ore 18, presso il Teatro Porta Portese (Via Portuense, 102, Roma), Sala Pasolini. Ingresso libero.