Dato che faccio spesso uso, qui e altrove, della parola “avanguardia” e le attribuisco manifestamente valore positivo e propositivo, sento la necessità di una spiegazione in quanto nella maggioranza dei casi odierni la stessa parola viene pronunciata con accento di disdoro, al massimo giustificata storicamente come fenomeno (ma più sociologico che autenticamente letterario) e meno che mai come prospettiva ancora percorribile.
A dare fastidio non sono solo i movimenti collettivi che vi vengono per solito inquadrati (Futurismo, Dada, Surrealismo, Espressionismo, Gruppo 63), ma è proprio la parola a ingenerare sospetto. Infatti il termine “avanguardia” è visto provenire dal lessico militare e quindi appare coinvolto in un agire violento e massimalista, maschilista e settario (a riprova si porta la divaricazione dei due Futurismi italiano e russo, coinvolti nelle due opposte dittature novecentesche all’estrema destra e all’estrema sinistra); nel suo fare gruppo appare omologante, a partire dai manifesti che “danno la linea” e diventano obbligatori e normativi; nel suo fare polemico appare supponente nei confronti delle altre tendenze per la hybris di ritenersi più avanti degli altri.
Insomma: con che coraggio posso ancora adoperare questa parola così palesemente “politicamente scorretta”? Continua a leggere La parola avanguardia
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I saggi di Aldo Mastropasqua
È uscito in questi giorni, per i tipi dell’editore Lithos, il libro di saggi di Aldo Mastropasqua, con il titolo Opposizione e ricerca. Scomparso prematuramente nel dicembre 2016, Aldo aveva al suo attivo una serie di importanti saggi di critica e teoria letteraria, realizzati prima con i libri collettivi di “Quaderni di critica” e poi nella rivista “Avanguardia”, da lui diretta insieme a Francesca Bernardini. Questi saggi componevano il disegno di una disamina della letteratura dotata non solo di passione e grande ampiezza informativa, ma soprattutto di un metodo aperto e innovativo che unisce precisione filologica e tendenza politica. Opposizione e ricerca, appunto. L’unione dei diversi contributi in un unico volume dimostra la portata dello studioso e lo spessore del critico.
Il libro, già disponibile in libreria e online, spazia dalla riflessione su Walter Benjamin e la Scuola di Francoforte agli autori più eslege del Novecento quali Palazzeschi, Gadda, Sanguineti e in particolar modo Volponi (cui è dedicata una significativa sequenza di interventi), in una serie di percorsi che si diramano nel tempo con una linea comune coerente e lucida. Continua a leggere I saggi di Aldo Mastropasqua
Seminario su Il codice di Perelà di Palazzeschi
I seminari della LUNA sul “romanzo anomalo” sono entrati nel vivo con l’incontro dedicato a Il codice di Perelà di Aldo Palazzeschi. Per quanto l’autore fosse legato alla temperie dell’avanguardia futurista, il suo testo si dimostra assolutamente indipendente e però non meno, anzi, più radicale (tanto che Palazzeschi può essere considerato un’alternativa di avanguardia al Futurismo).
Lo svolgimento del seminario può essere ascoltato o riascoltato qui:
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Lubrano: poesia e eros
Torna a stretto giro Carmine Lubrano con due nuove pubblicazioni: un suo libro di versi, intitolato innamoramentum de la sposa barocca, affidato all’editore D’Ambrosio e un nuovo numero del Lab-Oratorio di “Terra del fuoco” che figura come nuovo volume del titolo un’altra (possibile) avanguardia. Sono entrambi di grande formato, costruiti con una attenta intersezione di parole e di immagini in collage, secondo lo stile tipico dell’autore, quindi con spiccato valore visivo. Perché questa scrittura deve tenersi sempre in movimento, pressoché frenetico e sotto pressione di passione. Fin dal titolo l’innamoramentum la pone all’insegna dell’eros: «carmen carnale» o «carmecoito» che sia, il testo poetico di Lubrano si colloca esplicitamente lungo la linea della trasgressione, eminentemente antiperbenista e antiborghese, quella pulsione al “ritorno del represso” che non è solo surrealista, ma che nel surrealismo ha esplicitato in tutta evidenza la sua vocazione rivoluzionaria. Continua a leggere Lubrano: poesia e eros
L’Espressionismo secondo delli Santi
Gaetano delli Santi è artista a tutto campo, dalle arti figurative (pittura, scultura) a quelle letterarie (poesia, ma anche prosa: in prosa c’è un suo voluminosissimo Faust in attesa e in continua espansione). Con una sperimentazione linguistica senza pari, è stato, negli anni Novanta del Novecento, una delle figure di punta del movimento della Terza Ondata (una formula inventata a quei tempi da Bettini e Di Marco e accolta anche da Barilli: oggi purtroppo accaparrata dalla pandemia…). Il suo Fra’ Giordano Bruno redivivo è approdato al teatro nel 2003 per la regia di Claudio Pappalardo e la performance di Giacinto Palmarini (lo si può vedere in filmato). Delli Santi Non ha trascurato nemmeno l’aspetto teorico-critico, basti vedere il suo libro sul Barocco (La forza generativa del Barocco), montato come un vero e proprio ipertesto, anche grazie all’impaginazione dinamica dell’editore Fabio D’Ambrosio. Con il medesimo editore, che è suo collaboratore costante, delli Santi pubblica ora un altrettanto impegnativo Saggio sopra l’espressionismo, anche questo realizzato con l’apporto decisivo delle immagini in un’ottica interdisciplinare che supera i confini non solo delle dimensioni ma anche della pagina stessa fino a riempirne i lati di note e di brevi indicazioni segnaletiche per orientare la lettura.
L’umorismo e le sue estensioni
Come il grottesco (ma pure l’ironia, la satira e compagnia), anche l’umorismo fa parte delle pratiche del comico, ma è difficile descriverlo e contenerlo entro precisi confini. Il termine proviene senza dubbio da “umore”, tuttavia non è chiaro se ciò significhi una diretta emanazione umorale (e di quale umore poi, dei quattro principali?), oppure il bilanciamento di essa, come propendono a pensare tutte le teorie del “sollievo”, che attraverso il riso rovesciano gli effetti della realtà. In alcuni autori l’umorismo raggiunge estensione massima e finisce per coprire per intero o quasi il territorio del comico. Fatto significativo: il più recente contributo in materia, quello di Terry Eagleton intitolato in edizione originale Humour, è stato da poco pubblicato in traduzione con il titolo Breve storia della risata, e non senza motivo perché il libro, soprattutto nella parte iniziale, non pone molte distanze tra le diverse forme che provocano il riso. Continua a leggere L’umorismo e le sue estensioni