Tutto Riviello

Questa edizione dell’opera omnia di Vito Riviello (Tutte le poesie, Sapienza Università editrice) è davvero un libro “totale”: suddivisa in due volumi per ragioni di maneggiabilità e curata con grande competenza e acume interpretativo da Cecilia Bello Minciacchi, consente una lettura complessiva dell’autore che ne rivela tutta la complessità. Riviello è tra gli autori che hanno operato dopo la stagione delle neoavanguardie, però senza tentazioni retrograde, piuttosto con una cifra originale di poetica “non allineata”. Il problema critico che lo riguarda ‒ lo solleva Cecilia Bello Minciacchi nel corso della sua introduzione ‒ è che è fin troppo facile catalogarlo (etichettarlo) nella sfera del comico.

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LEZIONE PALAZZESCHI

Prosegue il corso (per il vero non molto accelerato) di videolezioni sulla poesia italiana di inizio Novecento, nella sezione “Appello straordinario”. Tocca questa volta ad Aldo Palazzeschi e alla sua effervescente poesia comica tra crepuscolarismo e futurismo. Il testo campione che viene analizzato è E lasciatemi divertire, uno scatenamento “sonoro” di natura ludica e tuttavia con risvolti alquanto seri.

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Continuazioni non indispensabili

C’è in giro una gran voglia di sequel. Lo si vede dalla fortuna delle serie televisive e dal fatto che gli eroi della fiction non riescono mai a morire e vanno oltre gli stessi autori… Non si riesce a smettere (questo giro di frase non è casuale: c’è una somiglianza tra la fiction e la droga?). La cosa non è proprio nuova, basti pensare al romanzo d’appendice e ai racconti a puntate. E certamente è da mettere in conto al carattere principale della lettura ingenua che legge d’un fiato per vedere come va a finire (il nostro Calvino l’aveva ironizzata da par suo nel racconto-cornice di Se una notte d’inverno un viaggiatore). Che sia ora incentivata anche dalla tendenza delle nuove tecnologie all’affiliazione e alla fidelizzazione, può essere; di fatto, questa passione del serial reader per le continuazioni, non solo penalizza l’analisi testuale, in quanto a rigore non la si potrebbe mettere in atto prima che il testo sia del tutto finito, ma arriva a indurre a ripensamenti quegli autori che avevano lasciato il loro finale in sospeso.

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Attorno a Spatola

Sono usciti a poca distanza l’uno dall’altro vari interventi attorno alla figura di Adriano Spatola. Si tratta in realtà dei contributi relativi all’anniversario dei 30 anni dalla scomparsa dell’autore, che ‒ pronunciati a voce nel 2018 ‒ compaiono ora a stampa. Le occasioni erano state il convegno di Milano a Palazzo Sormani del 28 novembre e la mostra “Da zero a infinito” dello Studio Varroni di Roma, tra dicembre 2018 e il febbraio 2019. In attesa di accogliere e commentare l’edizione complessiva degli scritti poetici, che mi dicono prossima, vediamo intanto di fare il punto su questo piccolo, ma significativo, campione critico.

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I coccodrilli di Adolgiso

Questa volta il libro del giorno non è proprio appena uscito, ma tengo molto a segnalarlo facendo ammenda del ritardo.

Armando Adolgiso è un autore lanciato nel futuro, già da tempo deciso a intervenire e a pubblicare nella rete, come luogo giusto di innovazione e di battaglia culturale. E da tempo collabora al sito Nybramedia, in particolare con la sua rubrica Cosmotaxi (http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/default.asp; link anche nella colonna di destra) dove inserisce tra l’altro interviste “fantascientifiche” che, svolte da un’astronave come sono, vengono dedicate di volta in volta a scrittori e intellettuali “alieni”. Interviste sempre spiritose nel duplice senso dell’ironia e del rimando enologico… Continua a leggere I coccodrilli di Adolgiso

Un contributo di Nino Contiliano: “β<h2”

In questo sito personale accolgo volentieri i contributi di amici e viciniori. Inizio con questo saggio di Nino Contiliano, un eccellente poeta (per saperne di più rimando a Francesca Medaglia, Asimmetrie ibride, CFR edizioni, che ha al suo interno una significativa antologia). Negli ultimi tempi, Contiliano ha prodotto, su riviste cartacee e in rete, tutta una serie di interventi teorici che trattano di una possibile via alternativa della scrittura. Spero vengano presto raccolti in volume; sarebbe un importante stimolo al dibattito.

 “β<h2

una formula estetica come antidoto contro le anestetizzazioni emotivo-empatetiche

 

La lingua dell’arte e della poesia, scrive Jurij M.  Lotman (La struttura del testo poetico, 1976), essendo una “parola” complessa come una gerarchia di matriosche, è, come la ridotta superficie di un cervello elettronico, un mezzo economico e utile sia per conservare che per far circolare molta informazione, mentre al contempo salvaguarda un certo punto di vista intellettuale e critico. Continua a leggere Un contributo di Nino Contiliano: “β<h2”